• Inserisci il tuo indirizzo email per iscriverti ad ARGAV Veneto e ricevere le news per e-mail.

    Unisciti agli altri 143 follower

  • Post più letti

  • Archivio articoli

Infortuni in agricoltura, nelle campagne veronesi la maggior riduzione degli incidenti sul lavoro

E’ nelle campagne veronesi che si è verificata nel 2011 la maggiore riduzione degli infortuni sul lavoro con un unico caso mortale. Nel 2010 gli incidenti erano stati 6 e 9 nel 2009.  E’ quanto emerge dalla quinta riunione del Tavolo per la salute e la sicurezza in agricoltura presieduto dal prefetto di Verona, a cui hanno partecipato anche rappresentanti della Coldiretti di Verona.

In Italia, calo di incidenti del 2,6%. “La riduzione degli infortuni sul lavoro nei campi è continua – sottolinea Damiano Berzacola, presidente di Coldiretti Verona – e anche nel 2011 si è registrata una riduzione importante rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La situazione veronese è in linea con quella nazionale che ha registrato sempre lo scorso anno un – 2,6% rispetto al 2010”.  “Proprio per i dati positivi emersi – prosegue Berzacola – c’è ancora lavoro da fare ed e’ necessario continuare con decisione sulla strada intrapresa con interventi per la semplificazione, la trasparenza, l’innovazione tecnologica e la formazione, che sappiano accompagnare le imprese nello sforzo di prevenzione in atto, anche grazie all’ottimo rapporto con lo Spisal provinciale e all’effettiva collaborazione reciproca”.

Dai controlli in 247 aziende agricole è emerso durante l’incontro in Prefettura un generale miglioramento delle condizioni di sicurezza delle aziende ispezionate. Negli accertamenti si è riservata particolare attenzione alla sicurezza dei mezzi agricoli perchè in passato il loro ribaltamento è stato causa di  gravi infortuni. La maggior parte dei trattori controllati sono risultati adeguatamente protetti. “Il trend registrato conferma il prezioso lavoro di ammodernamento delle imprese agricole fatto in questi anni – precisa Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Verona – per rendere il lavoro in agricoltura tecnologicamente più avanzato, ma anche più sicuro come dimostra il progressivo e costante calo degli infortuni rispetto ad altri settori. Un risultato che è frutto dell’impegno degli imprenditori e dei lavoratori per lo sviluppo di un’agricoltura al servizio della sicurezza, della salute, dell’ambiente e dell’alimentazione, che vuole conciliare gli interessi delle imprese, degli occupati e dei consumatori.

L’accordo tra le istituzioni. Lo scorso settembre Ministero del Lavoro, Coldiretti, organizzazioni sindacali e dei datori di lavoro agricolo hanno sottoscritto un avviso comune sulla semplificazione delle procedure in materia di sicurezza negli ambienti di lavoro.  L’accordo riguarda la sorveglianza sanitaria, la formazione e l’informazione dei lavoratori agricoli stagionali, attività che potranno essere svolte una volta sola anche attraverso la bilateralità territoriale, avranno validità due anni e saranno applicabili a tutte le imprese. “L’intesa raggiunta –conclude Berzacola – rappresenta un esempio di come, senza abbassare le tutele, si possa rendere applicabile la normativa sulla sicurezza anche al settore agricolo che è caratterizzato da rapporti di breve durata”.

(Fonte: Coldiretti Verona)

Proroga terza rata SISTRI: differimento misura insufficiente

Il differimento, da parte del Ministero dell’Ambiente, del pagamento del contributo Sistri ad una data successiva alla sua entrata in vigore, è un atto di buon senso ed il risultato di un grande lavoro di lobby di Confartigianato nei confronti del Ministero dell’Ambiente”. Ad affermarlo Giuseppe Sbalchiero, Presidente di Confartigianato Imprese Veneto che precisa: “dopo che il decreto Milleproroghe ha di recente rinviato al 30 giugno 2012, per la settima volta in due anni, l’entrata in vigore del sistema di tracciabilità elettronico dei rifiuti, il Ministro Corrado Clini ha convenuto sulla inopportunità di andare a chiedere il 30 aprile alle nostre imprese l’inutile balzello per la terza volta!”

Richiesto un confronto per istituire un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti. “Prendiamo quindi atto della nuova scadenza al 30 novembre –prosegue Sbalchiero- tuttavia, riteniamo questa misura insufficiente. Da quasi un anno (subito dopo il clamoroso flop del click-day dell’11 maggio 2011) stiamo proponendo con insistenza la soppressione del contributo che le imprese devono pagare, tenuto conto della sostanziale inoperatività del SISTRI a fronte delle cospicue quote già versate dalle imprese negli ultimi due anni”. “E’ di vitale importanza – conclude il Presidente- che il Ministro dell’Ambiente Clini accetti l’invito di tutte le organizzazioni datoriali nazionali ad aprire immediatamente un confronto per istituire un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti, che risponda ai requisiti di efficienza, economicità ed efficacia, come già proposto ormai da diversi mesi al Ministero e al Governo”.

(Fonte: Asterisconet.it)

5 maggio 2012, la prima “Notte Verde del Nordest”

La Notte Verde del Nordest è una lunga notte nel segno della sostenibilità, che mette in connessione città e quartieri dell’area metropolitana tra Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, in programma il 5 maggio 2012. Per la prima volta un’area così vasta si mobilita attorno ad una delle principali leve di sviluppo economico e sociale, evidenziando quanto la Green Valley del Nordest sia un luogo ad alta concentrazione di esperienze all’avanguardia in tema di sostenibilità, un laboratorio diffuso sul fronte imprenditoriale, culturale ed istituzionale.

Coinvolte una trentina di città, 1.000 imprese e 200 mila cittadini. Ideato da Nordesteuropa.it e promosso insieme a Sette Green, con la media partnership di Radio 24 e Ansa, il progetto è proposto nell’ambito della V edizione del Festival delle Città Impresa (2-6 maggio)Dodici tra città e territori hanno già espresso la loro adesione: Padova, Venezia, Vicenza, Udine, Gorizia, Schio, Bassano del Grappa, l’Unione dei Comuni del Camposampierese, Pieve di Soligo, Valdagno, Miranese e Riviera del Brenta, Adria. Filiberto Zovico, direttore del Festival delle Città Impresa, in cui l’evento si inserisce, ha presentato la Notte Verde come manifestazione plurale, diffusa su un territorio che su questi temi ha grandi opportunità e grandi contraddizioni. La Notte Verde si rivolge al mondo delle imprese, ai cittadini e ai soggetti pubblici per riflettere su una nuova fase di sviluppo. Un evento che ha l’opportunità di diventare la più grande manifestazione europea nel suo genere, coinvolgendo una trentina di città, 1.000 imprese e qualcosa come 200.000 cittadini.

Nell’Anno Internazionale dell’Energia Sostenibile, proclamato dalle Nazioni Unite, la Notte Verde sarà luogo di confronto – tra cittadini, istituzioni e imprese – sui progetti realizzati e sulle nuove prospettive della green economy così come della green society. Dibattiti e workshop, presentazione di progetti e prodotti, performance artistiche, degustazioni di prodotti biologici o a km 0, animeranno le città del Nordest, per esplorare le migliori esperienze sostenibili: tecnologie pulite ed energie alternative, mobilità e gestione dei rifiuti, bio-architettura e design, smart city, agricoltura, paesaggio, formazione. Saranno aperti anche gli esercizi commerciali e gli spazi culturali, che si coloreranno di verde per un’intera notte.

Nordest, territorio dall’economia verde. Nella classifica dell’Indice di Green Economy (IGE), elaborata nel 2011 da Fondazione Impresa di Mestre e centrata sui settori più coinvolti dall’economia verde, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto sono rispettivamente al primo, terzo e quinto posto in Italia. Mentre dal Rapporto GreenItaly 2011, condotto da Fondazione Symbola e Unioncamere, emerge come il 2011 sia stato l’anno della svolta green per le imprese italiane. La percentuale di PMI manifatturiere che ha investito in prodotti e tecnologie verdi è quasi raddoppiata rispetto al 2010 e il Nordest è l’area che ha implementato maggiormente questa performance: le piccole e medie imprese votate alla sostenibilità sono passate dal 28,3% nel 2010 al 57,3% nel 2011.

(Fonte: Nordesteuropa.it)

Magra primavera per l’insalata di Lusia, buona e salutare ma poco quotata

E’ bellissima ma povera l’insalata di Lusia, coltivata su fertilissimi orti tra i fiumi Adige e Po. Per lei è cominciata una magra primavera. Il mercato è pressoché fermo. Migliorerà? E’ quanto sperano gli orticoltori che per ora, rileva Alessandro Braggion, presidente del Consorzio di tutela dell’insalata Igp di Lusia, “vendono poco e non c’è prezzo”.

A.A.A. cercasi adesioni. Non ha sicuramente giovato il “ritorno” del freddo, che in genere non favorisce il consumo di insalate. Si spera perciò in maggiori soddisfazioni con l’arrivo del bel tempo e di temperature più elevate. E’ una situazione che interessa tutte le varietà, comprese le nobili gentile e cappuccia, che hanno il riconoscimento europeo Igp. La bassa quotazione disincentiva, tra l’altro, le adesioni al Consorzio di tutela, che invece abbisognerebbe di risorse e di sostegni più convinti per sviluppare incisive azioni di promozione – informazione, ricerca e sperimentazione per migliorare la qualità e le pratiche di coltivazione.

Le cause sono attribuite a un calo di consumi; si hanno meno soldi in tasca, si spende meno anche per frutta e verdura, si risparmia. E’ la diretta conseguenza del dimagrimento che hanno subito i bilanci familiari. E’ da poco cominciata la raccolta in pieno campo, mentre si va verso l’esaurimento della produzione in serra. Nel territorio attorno a Lusia si coltivano attorno ai centomila quintali di insalata all’anno. La primavera dovrebbe essere la stagione magica per le insalate, un ortaggio che è simbolo di freschezza e di mangiar bene e sano. E’ corroborante e tonico per l’organismo. Ha doti rinfrescanti e depurative. In particolare, precisa Renato Maggiolo, sapiente gastronomo, cultore di ortaggi, la lattuga di Lusia contiene in abbondanza acido folico, vitamina del gruppo B, che è un ottimo regolatore del sistema ormonale e farebbe bene proprio in primavera. Di nuovo, dice Renato Maggiolo, c’è in particolare il crescente interesse della cucina di qualità per le insalate, quasi una riscoperta, con proposte interessanti, nuove, curiose e soprattutto appetitose.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

A Belluno, grazie ai giovani, rinasce l’agricoltura di montagna

“La passione per la terra non si ferma neanche davanti alla burocrazia e quello che sta succedendo a Belluno ne è la testimonianza concreta”– è quanto afferma Coldiretti in occasione dell’incontro con i giovani imprenditori agricoli e l’Assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato previsto per oggi a Lozzo di Cadore (BL).

In 4 anni, 1.500 nuovi giovani agricoltori di montagna. Per l’associazione agricola parlano chiaro i numeri: dal 2008 al 2012 si sono insediati nel bellunese 175 nuovi agricoltori ovvero 11% del totale veneto. In quattro anni, dunque, ben 1.500 under 40 hanno scelto di diventare titolari d’azienda sfruttando i finanziamenti del Programma di Sviluppo Agricolo.  “Questi i fortunati – spiega Coldiretti – che, è bene specificare, per ogni euro ricevuto ne devono sborsare almeno un altro di tasca propria. Gli altri, diciamo più sfortunati, ovvero gli esclusi dai benefici europei, non si fermano e investono direttamente i loro risparmi”.

Una ventata di nuove produzioni agricole. La provincia appare rigenerata tanto che sui ripidi pendii si cominciano a notare insolite colture (almeno fino a qualche decennio fa) come ad esempio la vite, gli ortaggi, i cereali tipo farro, mais e segale, piccoli frutti oppure allevamenti cosiddetti minori: ovini e caprini.  E’ in questa area, inoltre, che si concentrano, gli operatori sotto i trenta anni dimostrando presto attitudine al rischio imprenditoriale.  Con titoli di studio conseguiti negli atenei più prestigiosi e, non sempre attinenti all’agricoltura, la maggior parte di loro continua il mestiere dei genitori spesso improntato sull’allevamento bovino aggiungendo magari quel quid innovativo nella sala dei formaggi, ma c’è chi volta pagina completamente e si dedica alla pastorizia, all’agriturismo, alle api, alla frutticoltura.

Il Cadore, il Comelico e la Val Zoldana possono contare su numerose espressioni giovanili del fare impresa: la coltivazione dell’orzo per servire la birra a kmzero, la raccolta di piccoli frutti che diventano in loco gustosi succhi (anche nella versione a base di sambuco), distese di piante officinali per le erboristerie di campagna, l’ eco turismo con slitte trainate da cani o cavalli, persino cantine con vini autoctoni delle Dolomiti e il ritorno alla pastorizia per riscoprire la filatura della lana.  “Gli sforzi di questi ragazzi vanno premiati con una politica attenta alla specificità del territorio – commenta Coldiretti – è in queste zone che si registra l’erosione più alta della superficie agricola utilizzata. Un fenomeno non tanto legato allo sviluppo infrastrutturale quanto invece all’abbandono di pascoli. Allora – conclude Coldiretti – perché non consegnare nelle mani volenterose delle nuove generazioni il recupero di questi terreni, cosi da rimetterli in circuito produttivo e riattivare l’intero sistema?”.

(Fonte: Coldiretti Veneto)

Aumenta la percentuale di frutta nelle bibite italiane

La Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati ha dato il via libera in sede referente alla proposta di legge «Norme in materia di bevande analcoliche alla frutta, succhi di frutta e nettari, nonché di etichettatura, promozione e salvaguardia dei prodotti italiani». La proposta era stata presentata da Nicodemo Oliverio, parlamentare PD e capogruppo della commissione agricoltura alla Camera dei Deputati.

Si passa dal 12 al 20 per cento. «Questo intervento – ha spiegato Oliverio – innalza la percentuale di succo di frutta presente nelle bevande analcoliche a base di frutta. Questo produrrà delle ricadute positive in termini di tutela della salute dei consumatori, di innalzamento della qualità delle bibite prodotte e di vantaggi economici per i produttori di frutta». L’articolo 2 della proposta riguarda le bevande analcoliche che sono identificate in base alla denominazione (aranciata, limonata eccetera) e non in base al gusto. Per questo tipo di bevande si è deciso di alzare la percentuale di succo presente dal 12 per cento al 20 per cento. Per quanto concerne la produzione di agrumi, la Coldiretti ha stimato che ogni percentuale oltre il 12 per cento corrisponderebbe all’utilizzo di 250.000 quintali di arance, pari a circa 1.060 ettari di agrumeti. Al tempo stesso, l’obiettivo della norma è anche quello di assicurare ai consumatori una completa e corretta informazione sulle caratteristiche delle bibite analcoliche a base di frutta. In particolare, si prevede l’obbligatorietà dell’indicazione dell’origine della materia prima impiegata e dei nomi e della percentuale complessiva del frutto naturale.

(Fonte: Garantitaly.it)

Nuovo CdA e nuove sfide per Consorzio di difesa delle attività agricole di Treviso

Valerio Nadal, Ampelio Dal Pos, Pietro Bernardi, Lucio Campagnola, Gianfranco Tomasi, Davide Marcuzzo, Luigi Fabian, Pierluca Bonicelli, Pasquale Piva, Domenico Marcoliin e Angelo Modolo sono gli 11 consiglieri che compongono il nuovo Consiglio di Amministrazione di Condifesa (Consorzio Difesa Attività Agricole) di Treviso. A comporre il nuovo collegio sindacale, i 3 sindaci effettivi Michele Genovese, Giampaolo Casarin e Sonia Speronello affiancati da Giuseppe Fabiane e Paolo Fabbro eletti come Sindaci Supplenti. I primi di maggio 2012,il Cda neoeletto eleggerà al suo interno il nuovo Presidente.

Danni in agricoltura. “Il momento che l’agricoltura sta vivendo non è dei più facili – è intervenuto il Presidente del Condifesa Treviso Valerio Nadal al termine del dibattito – ma ci sono diverse cose che possiamo fare ed iniziative che noi in quanto consorzio abbiamo avviato. Bisogna sburocratizzare il sistema che sta soffocando le imprese, non solo perché sono necessari diversi adempimenti per ottenere l’erogazione dei contributi per le aziende danneggiate, ma anche perché la burocrazia è impietosa e per un nonnulla spesso gli agricoltori rischiano di perdere il contributo pubblico. Per questo noi come Co.Di.TV ci facciamo garanti da anni presso gli agricoltori soci e le istituzioni delle procedure di stipula e riscossione delle polizze. Ma non ci siamo fermati a questo, abbiamo attivato diversi fondi mutualistici regionali ed interregionali contro le calamità, perché abbiamo preso coscienza da trempo che nel futuro dell’agricoltura andrà diminuendo l’impegno delle istituzioni e quindi ci rimbocchiamo le maniche e troviamo soluzioni alternative ed efficaci per le nostre imprese.”

Accesso al credito e fitofarmaci. Un’impegno, quello del Condifesa Treviso, che è stato riconosciuto dalle associazioni presenti in sala che hanno lanciato anche altri temi quali quello della sicurezza del credito e quello spinoso della tutela ambientale, della salute umana e dell’uso dei fitofarmaci. “Stiamo lavorando anche a nuovi strumenti per rendere certo il credito agli agricoltori – ha proseguito Valerio Nadal – perché oggi i mancati pagamenti stanno metteno in ginocchio diverse imprese, ma siamo anche impegnati da sempre sul fronte di un utilizzo attento dei fitofarmaci. Dal 1988 con la nostra rete agrometeorologica, la più grande d’Europa, monitoriamo attentamente l’andamento geoclimatico della nostra provincia diramando bollettini puntuali sui trattamenti fitoiatrici da effettuare. Così facendo riduciamo ogni anno di ben 70 tonnellate le sostanze attive distribuite nei campi con un risparmio di circa 5 milioni di euro. Basti pensare che solo il comparto vitivinicolo, che è quello più esteso nella nostra provincia, ha ridotto del 25%-27% l’utilizzo di agrofarmaci, migliorando altresì i mezzi di distribuzione.”

Altre attività del Consorzio. Inoltre il Condifesa Treviso Co.Di.TV ha collaborato attivamente alla stesura del Regolamento di Polizia Rurale che coinvolge i 15 comuni della Docg Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore e al Protocollo Viticolo della Docg. Ogni anno, da sei anni, il Consorzio raccoglie oltre 20 multinazionali produttrici di agrofarmaci a Conegliano nell’unico Forum Fitoiatrico Interregionale che permette agli agricoltori di confrontarsi direttamente con le aziende, verificando i progressi nell’ambito dell’impatto ambientale e dell’efficiacia in agricoltura dei prodotti, nonché aggiornando gli imprenditori stessi sulle ultime novità di mercato. “Stiamo facendo sforzi importanti – ha concluso il Presidente Nadal – ed abbiamo intenzione di proseguire su questa strada rafforzando la logica di sistema che abbiamo intrapreso collaborando con i Consorzi delle altre province venete e con quelle del Friuli Venezia Giulia per risolvere insieme in modo efficace problemi concreti dei nostri agricoltori. Intendiamo inoltre realizzare un rapporto di collaborazione sempre più stretta con le sitituzioni, perché questo è l’unico modo per salvaguardare e far crescere l’agricoltura di casa nostra.”

(Fonte: CO.DI.TV.)

Venerdì 27 aprile 2012 ad Abano Terme (PD) si parla di bachicoltura, a moderare l’incontro il socio ARGAV Maurizio Previati

Venerdì 27 aprile p.v., alle ore 17:30, presso l’Hotel Venezia (via Flacco 42) di Abano Terme (PD) è previsto l’ incontro, ad ingresso libero, “Nuove frontiere dell’entomologia. Il caso del baco da seta” organizzato da CRA-API (PD) e Museo Esapolis (PD).

Interventi. All’incontro, moderato dal giornalista ARGAV Maurizio Previati, parteciperanno Luciano Cappellozza (ex-direttore Sezione Specializzata per la Bachicoltura di Padova), che parlerà de “Il cammino del baco da seta dall’antichità ai nostri giorni. Storia di un’attività”, Ettore Marson (autore di “Una pagina inedita della ricerca scientifica tra XIX e XX secolo”), il cui intervento verterà su “L’enigma della diffusione di un’epidemia contagiosa del baco da seta in Europa”, Silvia Cappellozza (ricercatrice CRA-API, sede di Bachicoltura  di Padova) che parlerà delle “Nuove prospettive della bachicoltura: un panorama delle possibili applicazioni” ed Enzo Moretto (direttore Museo Esapolis, Padova) che interverrà su “Entomofagia: alternativa sostenibile per i fabbisogni alimentari della popolazione mondiale”.

(Fonte: CRA-API, Museo Esapolis)

Asparagi come i vini: “Verticali” per degustarne gusto, diversità e qualità

Gli asparagi come i vini: si organizzano degustazioni comparative con l’obiettivo di capire differenze, di confrontare varietà, di “sperimentare in bocca” qualità organolettiche, sapori, sensazioni.  Soprattutto “verticali” varietali e territoriali: si confrontano asparagi di diverso tipo e di differente provenienza.
Cresce la cultura dell’asparago in cucina. Accade nel Veneto nella zona degli asparagi igp di Badoere e di Cimadolmo, ed è questa la conferma di come stia crescendo la cultura dell’asparago in cucina attraverso la ricerca e l’individuazione di varietà che diano soddisfazioni sotto il profilo economico e che soddisfino i palati. Per Federico Nadaletto, autorevole gourmet di asparagi, sono proposte che hanno la capacità di “suscitare crescente interesse attorno all’ortaggio” perché sono coinvolti produttori, operatori del settore, consumatori che fanno opinione culinaria. Per questo esse sono incentivate e sostenute.
In Veneto, prodotti circa 90mila quintali di asparagi. Un esempio molto bello è la manifestazione “L’asparago di Badoere incontra l’asparago di Cimadolmo”, in cui sono protagonisti ristoratori della zona dei due ortaggi Igp. Sono più elitarie alcune degustazioni in cui si mettono a confronto ibridi francesi, olandesi e italiani di diverse zone di produzione. Sono organizzate a livello di gruppi di intenditori o comunque di persone che amano capire e gustare il cibo e sono “amici” degli asparagi, i quali sono in aumento. Le richieste di partecipazione sono sempre sostenute. Per OPO Veneto, organizzazione di produttori per la quale l’asparago è con il radicchio l’ortaggio forte, la stagione è partita più che bene. Le richieste, durante le feste pasquali e subito dopo, hanno superato le più rosee previsioni: tutti gli ordini sono stati evasi a fronte di una domanda più che raddoppiata. Molto buone le quotazioni. Nel Veneto, inoltre, vanno sempre forte gli asparagi Dop di Bassano del Grappa, così come si stanno sempre più valorizzando quelli coltivati nel Padovano e nel Veronese. La produzione regionale si sta avvicinando ai 90 mila quintali.

La conferenza organizzativa di Confagricoltura Veneto e Friuli-Venezia Giulia

Come può l’associazione degli imprenditori agricoli restare al passo con i tempi per recitare un ruolo non meramente conservativo delle posizioni già acquisite e rappresentare in maniera  attendibile i valori e gli interessi che le sono affidati? Come può aiutare gli imprenditori agricoli ad affrontare una contingenza economica così difficile non rinunciando alla funzione strategica che l’agricoltura comunque rappresenta in una società postmoderna? Una risposta è stata data, nella storica cornice del Castello di San Salvatore di Susegana (Treviso), da Confagricoltura Veneto e Confagricoltura Friuli Venezia Giulia, che, nella loro conferenza organizzativa svoltasi nei giorni scorsi, hanno provato ad analizzare l’oggi per aprirsi verso il futuro.

Intese e sinergie. Come hanno sottolineato i presidenti Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi e Piergiovanni Pistoni, il primo segnale di cambiamento è rappresentato proprio dal fatto che l’iniziativa sia stata condotta insieme dalle due Federazioni regionali; le quali  testimoniano così che il futuro dell’associazione degli imprenditori agricoli non può prescindere dalla ricerca di intese e sinergie fra i suoi diversi livelli territoriali, per mettere insieme le idee, le risorse, le iniziative e dare così maggior forza ed incisività ad una presenza che i tempi richiedono sempre più organizzata. Su questa linea si sono inseriti anche il direttore generale di Confagricoltura Luigi Mastrobuono e il presidente nazionale Mario Guidi. Le loro riflessioni hanno permesso ai presenti di valutare la posizione che le agricolture del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, le cui caratteristiche sono state oggetto di un’accurata analisi da parte dell’esperto Alberto Braghin, potranno occupare nel contesto nazionale e comunitario.

L’importanza di far rete. Mastrobuono ha sottolineato l’importanza dell’aggregazione estesa a tutta la filiera per andare oltre la crisi, perché “non ci si salva da soli ma insieme”, indicando il contratto di rete come lo strumento privilegiato per realizzare sinergie fra gli imprenditori agricoli senza sacrificarne l’autonomia.
Per quanto riguarda il sindacato, Mastrobuono ha affermato che Confagricoltura vuole diventare l’associazione di categoria agricola più innovativa perché “l’innovazione è vincente”, puntando sulla valorizzazione e la circolazione del grande patrimonio di conoscenze e di informazioni che contraddistingue il nostro mondo.

La PAC? Nasce già vecchia. Anche il presidente confederale Mario Guidi ha insistito sul concetto di rete, da applicarsi non solo alle imprese come strumento giuridico che le mette insieme “perché ottengano qualcosa di più di quanto otterrebbero da sole”, ma anche all’interno dell’organizzazione, ove si tratta di collegare i suoi diversi livelli territoriali perché diano vita ad uno scambio continuo di informazioni. L’obiettivo ultimo, ha detto Guidi, è quello di promuovere un modello di organizzazione che si ponga al servizio delle imprese, dando loro risposte adeguate in un momento economico ed istituzionale di grave difficoltà. La nuova PAC, infatti, disporrà di risorse sempre più basse e nasce già vecchia, perché punta ancora sul disaccoppiamento, sistema sbagliato quanti altri mai perché non tiene conto delle capacità dell’imprenditore e delle esigenze produttive di ogni singolo Paese. Il quadro nazionale, a sua volta, si contraddistingue per una diffusa indifferenza verso le sorti dell’impresa agricola, da un lato stretta da una pesantissima morsa fiscale che si è riusciti ad allentare solo temporaneamente, dall’altro priva di qualunque misura orientata allo sviluppo. Ma della politica, ha concluso il presidente nazionale di Confagricoltura, abbiamo ancora bisogno e “dobbiamo aiutarla a ricostruire i suo fondamentali”.

(Fonte: Confagricoltura Veneto)

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 143 follower