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Negli orti del Polesine avanti con le bioenergie

In una decina di aziende orticole del Polesine, nella zona attorno a Lusia e a ridosso del fiume Adige, si è entrati nel secondo anno di sperimentazione di bioenergie. I risultati, commenta il tecnico di OPO Veneto Massimo Pezzuolo, sono più che incoraggianti.

Si utilizza materiale plastico biodegradabile (MaterBi) ottenuto da amido di mais per la pacciamatura, si adottano bioteli e si ricorre a impianti irrigui a basso consumo. La concimazione chimica è ridotta al minimo, sostituita da sostanze organiche, il cui tempo di decomposizione è di alcuni mesi, mentre occorrono mille anni per le materie plastiche sintetiche. Per l’imballaggio dei prodotti Igp si privilegia il mono-prodotto totalmente riciclabile. In sostanza, rileva Massimo Pezzuolo, si cerca di produrre nel rispetto dell’ambiente e del territorio, come, del resto, viene richiesto dall’Unione europea, le cui normative sono sempre più mirate in tale direzione.

Il progetto, di durata biennale, è realizzato in collaborazione con soggetti pubblici e privati, come il Mercato Ortofrutticolo di Lusia, il Consorzio di tutela dell’insalata Igp di Lusia, OPO Veneto, Veneto Agricoltura, azienda della Regione, il Servizio Fitosanitario Regionale. C’è la collaborazione di Novamont, azienda chimica italiana attiva nella ricerca e nella produzione di materiale bioplastico. In questo secondo anno di sperimentazione si è avviata un’operazione di verifica per cercare di parametrare scientificamente il “rapporto causa ed effetto”, ossia i risultati che si ottengono producendo con criteri sostenibili ed ecocompatibili.

Gettate le basi per un’orticoltura innovativa. In particolare per l’acqua di uso irriguo la ricerca sarà condotta con il dip. TESAF dell’Università di Padova. Nel frattempo continuano le prove varietali e la sperimentazione in campo di tecniche di produzione e di materiale biodegradabile. Gli orticoltori sono con continuità sensibilizzati attraverso azioni di informazione e di aggiornamento. A Lusia, dunque, ed è questo l’obiettivo di tutta l’operazione, si stanno gettando le basi per un’orticoltura innovativa, basata soprattutto su criteri di buone pratiche agricole, rispettose dell’ambiente e del territorio.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

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