Martedì 12 giugno 2012, a Oderzo (TV) Confagricoltura parla di IMU agricola. E al riguardo, la Regione Veneto chiede che tutti i fabbricati del sud vengano accatastati, a cominciare da quelli agricoli.

Confagricoltura Treviso è la promotrice del convegno che si svolgerà martedì 12 giugno p.v. alle ore 10.30 presso la sala convegni dell’Istituto Brandolini Rota (via Brandolini 6) di Oderzo (TV). L’incontro verterà su costi, adempimenti e novità relative all’IMU e vedrà la partecipazione dell’assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato, di Nicola Caputo, responsabile fiscale di Confagricoltura nazionale e del presidente di Confagricoltura Treviso, Giangiacomo Bonaldi.

Raddoppio del costo. Il tema è di grande interesse dato che l’imposta municipale applicata ai fabbricati rurali comporterà un raddoppio del costo sopportato dagli agricoltori. Nicola Caputo, massimo esperto in Confagricoltura di questioni fiscali, ha analizzato a fondo la questione e ha stimato che per l’erario il gettito in entrata da 9, 2 miliardi (per l’ex ICI) passerà quest’anno a 21,8 miliardi di euro a livello nazionale. Questa cifra può far intendere immediatamente quanta sia grande la preoccupazione da parte del mondo agricolo.In discussione è il Decreto Legge 201/2011 che ha anticipato dal 2014 al 2012 l’applicazione della nuova imposta municipale in sostituzione dell’ICI.

Dopo il convegno, inaugurazione del nuovo ufficio di zona di Confagricoltura Treviso. “Questa imposta sui fabbricati è stata trattata con una gran fretta e senza una logica, se non quella di far cassa”, afferma Nicola Caputo. E continua “C’è stata una rincorsa negli anni a cercare di superare un principio che, da un punto di vista del catasto, perdura da quando sono stati fissati i criteri delle rendite derivanti dal possesso dei terreni e dallo svolgimento dell’attività agricola. Quando sono state fatte le rendite, si è tenuto conto della redditività dei fabbricati. Persino il Direttore dell’Agenzia delle Entrate ha ammesso che non si può fare una stima del gettito IMU sui fabbricati rurali e ciò, conferma che il Decreto non è logico. Oggi l’ulteriore vero onere, oltre all’imposta, è rappresentato dal costo dell’accatastamento, dato che bisogna rivolgersi ai professionisti abilitati, ciò comporterà dei costi notevoli per le imprese agricole”. Si tratta di una doppia imposizione fiscale data dall’aumento della tassazione sui terreni, unitamente a quello autonomo dei fabbricati e ciò, è contrario ai principi di rilevanza costituzionale”. Dopo il convegno, ci sarà l’inaugurazione del nuovo ufficio zona di Oderzo di Confragricoltura Treviso, in via C. Battisti 52.

E a proposito di IMU, la Regione Veneto...“A pensar male ci si indovina. Pretendo assicurazioni sul fatto che i fabbricati del sud siano effettivamente noti al catasto, a partire e comunque compresi quelli agricoli. Il pagamento dell’IMU non può riguardare i soliti noti, cioè i cittadini delle Regioni dove i catasti sono sostanzialmente in regola. Insomma: non può pagare ancora una volta il Nord anche per chi bara. Mi auguro che il Sud colga questa occasione per censire tutti gli immobili esistenti in quel territorio, compresi quelli abusivi”. L’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato, che è anche assessore alla tutela del consumatore, non nasconde i suoi dubbi sulla possibile realtà nei versamenti dell’IMU. “Con l’IMU applicata anche ai fabbricati agricoli, il Sud ha l’opportunità di riscattarsi e dimostrare che non è un’appendice d’Italia ma che potrebbe essere uno zoccolo duro – ha concluso l’assessore, augurandosi “che questo appello serva a smuovere le istituzioni e la coscienza civile per fare squadra nella sostanza, non negli aulici richiami ad una realtà che squadra non è”.

(Fonte: Confagricoltura Treviso/Regione Veneto)

Martedì 12 giugno 2012, in barca sul Sile l’Assemblea di Turismo Verde Veneto

Turismo Verde Veneto, l’associazione degli agriturismi della Cia, riunisce in assemblea i suoi associati, martedì 12 giugno, con partenza da Casale sul Sile (TV) per eleggere il nuovo presidente regionale e gli organismi direttivi. Quest’anno si tratta di un’assemblea dalla caratteristica “itinerante”. Si svolgerà infatti a bordo di una barca da turismo, lungo il Sile, fiume di risorgiva che lambisce un tratto di pianura trevigiana e veneziana per poi sfociare in laguna.

Tra gli argomenti affrontati, il nuovo disegno di Legge regionale sull’agriturismo. L’originale iniziativa sarà l’occasione per fare il punto della situazione sul nuovo disegno di Legge regionale sull’agriturismo, di fondamentale importanza per lo sviluppo del settore, sempre più caratterizzato dalla multifunzionalità e dalla varietà di servizi offerti alla comunità: come le fattorie didattiche, anche con centri estivi per i più piccoli e le fattorie sociali. Sarà presente all’assemblea il presidente del Consiglio della Regione Veneto Clodovaldo Ruffato. Partecipano anche Graziano Azzalin consigliere regionale della IV Commissione consiliare agricoltura, Renato Francescon della Direzione promozione turistica della Regione, Elena Schiavonresponsabile delle Fattorie Didattiche. All’Assemblea saranno naturalmente presenti Daniele Toniolo, presidente Cia Veneto, Valter Brondolin, direttore Cia Veneto e Giuseppe Gandin, presidente nazionale Turismo Verde.

Le proposte di modifica della legge. Gli addetti ai lavori di Turismo Verde-Cia chiedono alla Regione Veneto un impegno concreto. Attualmente l’attività agrituristica in Veneto è regolamentata dalla Legge regionale 9/97, la stessa da 13 anni. E l’ultima proposta di legge, dicono gli agriturismi della Cia, non andrebbe incontro alle modifiche introdotte dalla Legge quadro nazionale sugli agriturismi 96/2006. Su questa strada Turismo Verde ha presentato al tavolo della Regione Veneto un testo unitario contenente importanti proposte di modica al nuovo disegno di Legge, chiedendo un utilizzo sempre maggiore di prodotti propri dell’azienda agrituristica e dell’attività agricola del territorio, introducendo la priorità della tracciabilità e fissando la percentuale di prodotti tipici dell’agricoltura locale da portare in tavola negli agriturismi veneti all’80%.

(Fonte: CIA Veneto)

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