Attuazione Piano Sviluppo Rurale, Veneto esempio di “buona pratica” per la Corte dei Conti europea

La Corte dei Conti Europea, nella sua ponderosa relazione riguardante gli “aiuti mirati all’ammodernamento delle aziende agricole”, in pratica la misura 121 dei Programmi di Sviluppo Rurale, evidenzia il Veneto come “esempio di buona pratica”, in quanto “massimizza la probabilità di selezionare i progetti di investimento che rispondono meglio ai bisogni individuati e alle priorità dell’UE”.

Impegno regionale: non assistenza ma supporto alla crescita. “Un giudizio del genere da una fonte tanto autorevole quanto severa non può che farci piacere – ha commentato l’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato – anche perché sottolinea quello che di fatto è stato il nostro impegno prioritario: non assistenza ma appunto supporto alla crescita per preparare la nostra agricoltura al futuro. Insomma, la regione ha semplicemente fatto il suo dovere”. La Corte dei Conti ha analizzato sia i contenuti sia le modalità, osservando che “per scegliere i progetti da finanziare fra tutte le proposte ammissibili, il Veneto ha fissato i propri criteri di selezione applicando inoltre un sistema di punteggio che tiene conto delle priorità definite nel PSR regionale e stilando elenchi di tipologie di ‘investimenti prioritari’ per settore.

Tra le priorità in questione, figurano i benefici ambientali, il potenziamento del valore dei prodotti, l’integrazione dell’azienda, l’ammodernamento strutturale, l’accesso alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, la riconversione e la ristrutturazione di particolari settori e progetti agricoli situati in zone montane”. “A titolo di esempio – riporta la Corte dei Conti europea – è stato selezionato un progetto per la costruzione di un magazzino e di un deposito frigorifero per le mele in quanto corrispondente alle priorità della produzione biologica (un aspetto che ne accresce il valore); il progetto impiega pannelli fotovoltaici per ridurre il consumo energetico (benefici ambientali) ed è situato in una zona montana”.

Continuità di scelte. Per contro, la Corte ha osservato che tutti gli Stati membri controllati hanno imposto ai richiedenti di comprovare la redditività economica delle iniziative proposte. Alcuni Stati, tuttavia, “non hanno tenuto conto degli elementi probatori ottenuti nel valutare la domanda di finanziamento del progetto”. “Gli Stati membri – ha raccomandato perciò la Corte dei Conti UE – dovrebbero perciò porre in atto procedure efficaci, commisurate al rischio, per impedire che siano concesse sovvenzioni a progetti in cui la redditività finanziaria dell’investimento o la sostenibilità dell’azienda siano dubbie”. “Per quanto riguarda il PSR e l’agricoltura veneta in generale – ha commentato Manzato – posso solo assicurare che la Regione continuerà su questa strada e seguirà nella sua azione questo genere di criteri”.

Nasce Confagricoltura Donna, Marina Di Muzio presidente

Marina Di Muzio neo presidente Confagricoltura Donna

Intendiamo dar voce alle imprenditrici in agricoltura, che hanno sempre lavorato in silenzio. Vogliamo far sentire le nostre esigenze laddove si parla di politiche di genere e diffondere tutto quello che a livello comunitario, nazionale, regionale e provinciale è rivolto alle donne”. Lo ha detto la presidente Marina Di Muzio, in occasione della costituzione dell’Associazione Confagricoltura Donna.

Riempito un tassello mancante. “E’ bello vedere tanta determinazione associativa in casa nostra, proprio quando la rappresentanza attraversa un momento di difficoltà – sottolinea il presidente di Confagricoltura Mario Guidi-. Nella nostra organizzazione questo di oggi, con la costituzione dell’associazione femminile, è un tassello importante che finora mancava. Sono convinto sia fondamentale far crescere e diffondere l’idea di un agricoltura più vasta e c’è necessità di una rappresentanza di genere che possa portare un contributo importante, non limitato esclusivamente all’aspetto agricolo”.

Chi è la neo-presidente. Di Muzio, presidente di Confagricoltura Donna Emilia Romagna si occupa dell’azienda agricola Giansanti di Malandriano (PR), un’impresa che nasce da un’esperienza con il Parmigiano Reggiano. La presidente Di Muzio ha anche un’azienda nel Lazio ad indirizzo ovino, bovino, bufalino e di coltivazione dei cereali. La neonata associazione, che raggruppa le imprenditrici di Confagricoltura ha sede a Palazzo della Valle, Roma. Affiancano la presidente, per il prossimo triennio, due vicepresidenti: Gabriella Poli, che conduce, in provincia di Cremona, un allevamento suinicolo che conferisce le carni al Consorzio del prosciutto di Parma e a quello del San Daniele; in azienda si coltivano anche frumento e mais. Paola Granata sta trasformando la propria azienda nell’altopiano della Sila (CS); dall’indirizzo tradizionale l’imprenditrice ha impiantato una vigna in alta quota, coltiva frutti di bosco, alberi pregiati ed ha un progetto di fattoria didattica.

(Fonte: Asterisco Informazioni)

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