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24 maggio 2013, all’incontro ARGAV al Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD) si parla di alimentazione dietetica, maltempo e rischio idrogeologico, foreste ed arte

Nuvole 2 opera di Marisa Merlin

Nuvole 2 opera di Marisa Merlin

Venerdì 24 maggio 2013, alle ore 19.00 circa, si terrà il consueto appuntamento mensile di aggiornamento professionale ARGAV al Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD),  in via Porto 8, ospiti di Efrem Tassinato, presidente nazionale Wigwam.

Un ricco carnet di argomenti. Per l’occasione, interverranno Denis Nogara,  amministratore unico “DenPas”,  per parlare di alimentazione dietetica,  Giuseppe Romano, presidente Unione Veneta Bonifiche,  per fare il punto dopo l’evento alluvionale della scorsa settimana,  Marisa Merlin, artista,  per presentare RicCAA, Biennale Internazionale d’Arte, Design e Politiche di Sostenibilità Ambientale ed infine Marco Pitteri,  Consigliere Ordine Agronomi e Forestali Veneto,  per aggiornarci sul loro Congresso Nazionale appena svoltosi a Riva del Garda.

Maltempo. A proposito della recente piena del Bacchiglione a Padova (17 maggio 2013), il socio ARGAV Pietro Casetta scrive…

campagne allagate(di Pietro Casetta, socio ARGAV) Mi permetto di inserirmi nella polemica sorta fra il senatore Massimo Bitonci e l’assessore al Comune di Padova Andrea Micalizzi relativa alla recente piena del Bacchiglione. Mi occupo da tempo di fiumi e di idraulica veneta, e ritengo di conoscere il problema a sufficienza per ritenere che il mio contributo possa essere utile.

1. A seguito della piena del 2010 la Regione ha commissionato uno studio al prof. Luigi D’Alpaos e ad altri specialisti per determinare le opere e gli importi necessari per porre in sicurezza l’intero sistema fluviale veneto. Se non sbaglio lo studio ha stimato tale importo complessivamente pari a 5 miliardi di euro, ma non mi è chiaro come la Regione abbia in animo di attuare tale studio, né mi risulta si sia mai espressa. Qualora si sia espressa invito l’on. Bitonci a sollecitare il collega Zaia a ribadire tale posizione, se non altro per aumentare l’efficacia della sua comunicazione.

2. Un altro studio del prof. D’Alpaos, compiuto in epoca “non sospetta” in quanto precedente al 2010, ha stabilito che, qualora si verificasse una piena eguale a quella del 1966, il livello dell’acqua a Stra raggiungerebbe 4 metri, con allagamenti importanti alla Zona Industriale di Padova e a gran parte della città. (Dirò per maggiore chiarezza che le tre piene del 2010/12/13, sono state strutturalmente diverse da quella del 1966, avendo queste riguardato il Bacchiglione, e quella il Brenta). Lo studio indicava quindi nel completamento dell’Idrovia Padova-Venezia come canale scolmatore una delle soluzioni più importanti al problema. La Regione, assessore Maurizio Conte, ha quindi affidato ad uno studio di ingegneria idraulica di Mestre, lo Studio Rinaldo, la redazione dello studio di fattibilità del completamento dell’Idrovia, che mi risulta essere stato terminato e consegnato. Mi risulta inoltre che avrebbe dovuto essere stato presentato a febbraio, ma nel sito web della Regione non vi è alcuna notizia in merito (digitato “idrovia” + “fattibilità”). Dov’è questo studio?

3. Il direttore del Consorzio di Bonifica Bacchiglione Brenta ing. Francesco Veronese così si esprimeva nel 2002 all’interno di una pubblicazione di tema idraulico da me curata: “Negli anni Sessanta nel territorio consorziale era stata urbanizzata una superficie di 4500 ettari; nell’arco di 30 anni la superficie urbanizzata si è triplicata.” Non sono un tecnico e quindi non spetta a me spiegare la relazione intercorrente fra eccesso di urbanizzazione e aumento dei volumi di piena. Mi sembra però che tale relazione sia catastrofica nel caso di eventi piovosi brevi e intensi, ma tutt’altro che irrisoria nel caso di eventi più lunghi e meno intensi come nei casi delle ultime tre piene. Anche in questo caso non mi è chiaro quali siano gli strumenti urbanistici che la Regione e il Comune intendano adottare, o abbiano adottato, per fronteggiare il problema.

Quindi, pur apprezzando i lavori effettuati dal Comune di Padova e gli studi commissionati dalla Regione Veneto, devo rilevare quanto segue.

1. I lavori idraulici effettuati dal Comune di Padova, come pure dai Consorzi di bonifica, mi risulta siano importanti lavori atti a facilitare il convogliamento delle acque di piena nei corsi d’acqua maggiori (Brenta e Bacchiglione), ma se questi fiumi non vengono resi tali da accogliere tali masse d’acqua, essi diventano risolutivi in modo parziale (credo solo per eventi brevi e intensi).

2. Qualsiasi lavoro idraulico diviene inutile, a medio-lungo termine, se non è accompagnato da una politica urbanistica di cessazione dell’urbanizzazione e di decementificazione. Una scelta, quest’ultima, certamente utopistica, ma che rivela come la soluzione del problema non risieda soltanto nella realizzazione e manutenzione dei corsi d’acqua.

Auspico non si voglia scorgere in queste mie righe l’intenzione di rinvigorire una polemica che mi è estranea e dalla quale mi dissocio. Intendo soltanto porre precise domande, legittime, che credo di avere espresso con cortesia.

Maltempo. Romano (Unione Veneta Bonifiche): “Eventi meteo calamitosi sempre più frequenti impongono un cambio di passo”. Conte (Regione Veneto), chiede di rivedere il patto di stabilità e si appella ai sindaci: “Attenzione ai vincoli idraulici”".

campagne allagateAccanto agli allagamenti diffusi dei giorni scorsi, va ricordato l’andamento meteorologico di una primavera anomala, in cui le precipitazioni sono state (in alcune aree) anche del doppio rispetto alla media. Nei primi quattro mesi dell’anno sono caduti circa 600 millimetri di acqua, su una media annuale di circa 1000 millimetri, ovvero il 60% dell’intera piovosità annuale.

Piogge eccezionali come queste hanno imbottito i terreni, ormai privi di capacità di assorbimento. L’acqua si è quindi riversata nella rete idraulica minore colmando canali, fossi e scoline al limite delle portate. Giuseppe Romano, presidente Unione Veneta Bonifiche: “In questo voglio sottolineare che i Consorzi di bonifica avevano provveduto anticipatamente allo svuotamento dei canali, proprio per far fronte all’eventuale criticità. Senza azioni di questo tipo a quest’ora staremo parlando di un Veneto interamente sommerso.” Inoltre l’agricoltura, già duramente colpita dalla siccità dello scorso anno, si trova ora a fare i conti con il problema inverso. La bieticoltura è ormai “tagliata fuori”, così come le prime semine primaverili che rischiano di saltare, tanto che nelle campagne si comincia a pensare di già ad investire nella soia. Giusppe Romano: “Il 40% della superficie destinata alle barbabietole è senza semina; il 30% per il mais. In uno scenario più che drammatico, la situazione agricola veneta presenta oggi 32 mila ettari di superficie agricola regionale deputata alle orticole non ancora seminata.”

Bacini di laminazione necessari. Il tutto aggravato dalla eccessiva cementificazione del territorio, aumentata del 27% negli ultimi 30 anni. Dal 2010 i Consorzi di bonifica, oltre alle ordinarie manutenzioni, hanno operato straordinariamente per 30 milioni di euro, che se li sommiamo ai 110 milioni investiti dalla Regione mostrano che dal 2010 è stato fatto molto per il Veneto: opere eccellenti, come la cassa di espansione di Riese Pio X, a Castelfranco Veneto, nel trevigiano, dove senza di essa finirebbe allagata gran parte dell’area della castellana. Tuttavia, 120mm in 6 ore è una statistica impressionante, soprattutto in un contesto meteo-climatico come quello che stiamo vivendo. Situazioni che non possono ridursi al dare la colpa al meteo, soprattutto quando l’evento straordinario si verifica con questa frequenza. Giuseppe Romano: “Bisogna convivere con i grandi eventi e dare avvio agli interventi previsti per la riduzione del rischio idraulico, a partire dai bacini di laminazione. Unione Veneta Bonifiche ha presentato un piano pluriennale per la messa in sicurezza idraulica del Veneto da 557 progetti per un valore di 1,4 miliardi di euro. Ma questo non garantirebbe la fine degli allagamenti, in quanto è necessario anche un grande piano fatto di piccoli interventi fondati su una nuova cultura di gestione del territorio, ad invarianza idraulica zero. Credo sia importante dire basta all’urbanizzazione non governata, rispettare i pareri di compatibilità idraulica sulle nuove urbanizzazioni, provvedere alla pulizia dei fossi nelle campagne e recuperare gli scoli nelle aree urbane.

Fino al 26 maggio, eventi nel territorio per far conoscere il lavoro dei Consorzi di bonfica. La Settimana Nazionale della Bonifica e dell’Irrigazione  (programma qui) con decine di manifestazioni su tutto il territorio e un coinvolgimento scolastico di circa 5000 ragazzi, si pone come obiettivo proprio questo, convinti che un cambio culturale sia strettamente connesso con i decisori del futuro di domani”.

Regione Veneto: “Necessario rivedere il patto di stabilità”. Maurizio Conte, Assessore all’Ambiente della Regione Veneto, esprime la necessità di metter mano al Patto di stabilità: “ La collaborazione che c’è stata in questi due anni con i Geni Civili e i Consorzi di bonifica è stata essenziale per individuare le criticità del Veneto. Ma serve prima metter mano al patto di stabilità per poter finalmente sbloccare le risorse necessarie a fare le opere. Se abbiamo le risorse ma non possiamo utilizzarle, qualcosa non va. Spero che Zanonato dia a Zaia i poteri che servono per l’approvazione di alcuni progetti. Inoltre, voglio fare un appello ai sindaci: le cose sono cambiate, va bene dare la possibilità a tutti di costruire, ma non si possono mettere in discussione vincoli idraulici che poi devono essere ripagati se costruiti in maniera errata. È necessario un coordinamento per la realizzazione di queste opere. C’è stata qualche ingiustificata situazione, ma alcuni lavori non sono stati fatti per la criticità del tempo negli ultimi mesi. Trissino e Caldogno sono esempi, come il lavoro di Fonte, nel trevigiano, che risolverà il problema del Muson. 120 milioni previsti per la realizzazione di 5 casse di espansione. In questi due anni siamo riusciti a trovare con le associazioni di categoria dell’agricoltura degli accordi. Noi dobbiamo essere garantisti della proprietà privata ma non si possono non prendere in considerazione le infrastrutture per la tutela dei comuni”.

(Fonte: Unione Veneta Bonifiche)

20 maggio 2013, a Padova s’inaugura la “Green Week delle Venezie”, in programma fino al 26 maggio 2013

logo_greenweekSaranno 1.000 sindaci, provenienti da tutta Italia e 40 studiosi del progetto europeo Fusions, ad aprire la Green Week delle Venezie il prossimo 20 maggio, a partire dalle ore 13.00, al Teatro Verdi di Padova.

Il primo Forum dei “Sindaci a Spreco Zero” sarà dedicato alle buone pratiche che le amministrazioni pubbliche si impegnano a svolgere per ridurre gli sprechi alimentari ed energetici nei diversi ambiti di attività di loro competenza. L’iniziativa nasce a seguito del lancio della “Carta a Spreco Zero”,  documento ideato da Andrea Segrè con Last Minute Market, lo spin-off dell’Università di Bologna divenuto eccellenza europea nel recupero degli sprechi alimentari. La Carta, sottoscritta in prima battuta durante Trieste Next dal Sindaco di Trieste Roberto Cosolini, dal governatore del Veneto Luca Zaia e dall’allora governatore del Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo, ha visto già la firma di oltre 300 sindaci italiani, tra cui, la scorsa settimana, quella del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia alla presenza del Commissario per l’Expo, Giuseppe Sala e di Diana Bracco.

Pranzo a Spreco Zero. Saranno Flavio Zanonato, Sindaco di Padova e Ministro per lo Sviluppo Economico, e Ivo Rossi, Vicensindaco di Padova, ad aprire i lavori, ai quali parteciperanno peraltro 40 superesperti europei legati al progetto Fusions, che lunedì introdurranno l’evento prima di iniziare il  “pranzo a Spreco Zero” a cura di Dussman Service, azienda che fornisce i pasti per le mense delle scuole di Padova, Last Minute Market, il Mercato Ortofrutticolo di Padova, in collaborazione con Contarina che fornirà le stoviglie compostabili in materbi e cellulosa, utilizzando cibo di recupero dagli sprechi della grande distribuzione e in prodotti agroalimentari a “chilometri zero” e filiera corta. Nella filosofia di ridurre gli sprechi, ciò che non verrà consumato sarà portato alle mense popolari. Il Forum potrà essere seguito in live streaming da LanuovaecologiaTV su www.lanuovaecologia.it. Sarà possibile commentare  in tempo reale utilizzando gli hastag #veneziegreen #sprecozero #sindacisprecozero.

(Fonte: Green Week delle Venezie)

Fino al 18 maggio 2013, anche agronomi e forestali veneti a congresso in Trentino

foresta di Giazza

foresta di Giazza

“Dallo sviluppo sostenibile alla bioeconomia: una professione che investe sull’innovazione e la qualità per la crescita del Paese”: nel titolo del XV Congresso Nazionale dei Dottori Agronomi e Forestali (in svolgimento a Riva del Garda, in provincia di Trento, fino al 18 maggio) c’è la “mission” di una categoria proiettata al centro del sistema economico attraverso lo sviluppo sostenibile.

La tre giorni di lavori (presente la delegazione veneta, guidata dal presidente regionale, Gianluca Carraro) prevede sessioni di approfondimento categoriale (in primis, le novità della riforma delle professioni) e momenti di discussione su temi di attualità (dalla progettazione di “paesaggi intelligenti” al trasferimento dell’innovazione nelle aziende agro-forestali). “Smart Rural” e “Smart Farm” sono due concetti, cui sono dedicati altrettanti focus così come sono centrali i temi dell’innovazione, nonchè di un nuovo modello di sviluppo per la gestione delle aziende agroalimentari, zootecniche e forestali.  “Fino ad oggi – viene spiegato – lo sviluppo ed il progresso della società sono stati determinati dal consumo di beni e di territorio. Da alcuni anni, invece, la discussione si è incentrata su come rendere compatibile lo sviluppo. Il futuro, quindi, dovrà avere una strategia “soft”, dove il modello della “circolarità” del ciclo naturale deve essere centrale. Il passaggio dallo sviluppo sostenibile alla bioeconomia, cioè a processi economici basati sull’utilizzo completo delle biomasse è l’obiettivo dell’imminente futuro.”

Quattro tesi congressuali sono dedicate a problematiche specifiche del lavoro: dall’assicurazione obbligatoria per la prestazione professionale alla formazione continua; dalle società tra professionisti alle nuove regole sulla responsabilità. Fra gli eventi in programma, va citato il “Premio Montezemolo”, riconoscimento del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali, attribuito ad un personaggio, che si sia distinto per dedizione e risultati raggiunti nel mondo dell’agricoltura, dell’ambiente e del territorio; è prevista inoltre la premiazione del primo concorso fotografico del Conaf, alcune delle cui immagini sono in esposizione a Riva del Garda.  Fra gli ospiti, sono previsti rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali, personalità del mondo agricolo e delle professioni, nonché la partecipazione del presidente dell’Associazione Mondiale degli Ingegneri Agronomi, Maria Cruz Diaz Alvarez.

(Fonte: Federazione Regionale Ordini dei Dottori Agrononomi e Dottori Forestali del Veneto)

Coldiretti e Wwf Rovigo, insieme per un grande osservatorio sui pipistrelli

pipi in cacciaLe aziende agricole di Coldiretti Rovigo diventano “case amiche” per i pipistrelli polesani. Parte ufficialmente martedì 14 maggio, con una presentazione pubblica, il progetto “Bat-box/ casa amica”, nato dalla collaborazione tra l’Associazione polesana ed il Wwf Rovigo

Obiettivo: preservazione e osservazione scientifica. Per la prima volta in Veneto, le aziende agricole di Coldiretti di tutto il territorio polesano (agriturismi, fattorie didattiche, Punti Campagna amica, aziende a coltura tradizionale), da Melara a Porto Tolle, in modo organizzato, ospiteranno nei propri spazi le “bat-box”, speciali “casette” di legno per la colonizzazione dei chirotteri (i pipistrelli). Il progetto servirà alla preservazione e all’osservazione scientifica dei topini alati, a testare l’utilità dei chirotteri contro gli insetti nocivi, a verificare l’integrità ambientale di cui i pipistrelli sono ottimi indicatori. L’insieme delle aziende agricole diverrà un osservatorio all’aria aperta, grande quanto la provincia di Rovigo, sulle specie di chirotteri presenti in Polesine.

In Polesine, individuate otto specie di chirotteri. La presentazione pubblica del progetto sarà, dunque, martedì 14 maggio, dalle ore 11, nel tondino equestre dell’azienda agricola Corte Benetti, socia Coldiretti di Buso/ Rovigo, in via Ippolito Nievo. Interverranno Eddi Boschetti, presidente del Wwf e Mauro Giuriolo, presidente di Coldiretti Rovigo, che illustreranno l’utilità del pipistrello dal punto di vista ambientale e diffonderanno alcune curiosità per amare il chirottero al di là del suo aspetto. Saranno distribuite le casette alle aziende con le istruzioni pratiche per allestirle correttamente.Le bat-box sono eco-solidali poiché sono state realizzate dalle falegnamerie di Ca’ Rossa e Corte Guazzo, cooperative sociali che operano nel campo della disabilità. Il Wwf e le aziende agricole effettueranno un monitoraggio costante della colonizzazione delle bat-box e delle specie. Finora, in Polesine, sono state individuate otto specie di chirotteri, di cui quattro particolarmente rare: il Vespertillo di Daubenton, la Nottola, la Nottola di Leysler ed il Rinolofo maggiore.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

 

Rifiuti di plastica: cosa farne? La Commissione europea apre una discussione su come renderli più sostenibili.

PlasticaNon possiamo fare a meno della plastica! E’ un materiale presente ormai ovunque, è versatile e durabile, ma proprio a causa della sua durabilità nascono dei problemi di smaltimento. Questo importante tema viene trattato dalla Commissione europea, che attraverso la pubblicazione di un Libro verde vuole lanciare una discussione su come rendere più sostenibili i prodotti di plastica e ridurre il loro impatto ambientale. Questa pubblicazione mira anche a raccogliere dati e pareri per valutare l’impatto prodotto da questi rifiuti e definire una strategia europea per moderarlo.

Fino a inizio giugno, Libro verde sottoposto a consultazione pubblica. Le proposte contenute nel Libro verde, articolate sotto forma di 26 domande, sono sottoposte a consultazione pubblica fino all’inizio di giugno. I commenti ricevuti concorreranno a definire gli interventi da attuare, nell’ambito più vasto del riesame della politica in materia di rifiuti, previsto per il 2014. Proviamo a pensare concretamente ai danni causati dalla dispersione di materiale plastico nel nostro pianeta: i rifiuti di plastica dispersi nell’ambiente, soprattutto in quello marino, possono resistere centinaia di anni. Ogni anno finiscono in mare fino a 10 milioni di tonnellate di rifiuti, per lo più di plastica, facendo di mari e oceani la più grande discarica planetaria di questo materiale. Ad aggravare questa situazione, si aggiunge il problema del mancato riciclo. Infatti, nella nostra società, che spesso vede la plastica come un materiale a buon mercato e monouso, si ricicla poco. Metà dei rifiuti di plastica generati in Europa finisce in discarica, pratica che dovrebbe invece evitarsi perché la plastica, contenendo talvolta sostanze pericolose, può rilasciare emissioni nocive ed inquinanti.

Da migliorare la normativa. Il Libro verde pone l’accento sull’importanza di elevare al massimo i processi di riciclaggio della plastica. Da questa azione ne deriverebbero benefici ambientali ed economici, e la plastica potrebbe essere intelligentemente riutilizzata in molti processi e applicazioni industriali. Inoltre, con l’aumento della popolazione mondiale e la scarsità di risorse naturali, riciclare la plastica potrebbe essere l’alternativa allo sfruttamento delle risorse primarie. La legislazione europea vigente in materia non contiene norme specifiche che regolino i problemi posti dai rifiuti di plastica, infatti, gli Stati membri sono tenuti a privilegiare il riciclaggio rispetto ad altri metodi di smaltimento in via del tutto generale, ma questo blando approccio non è sufficiente per fronteggiare il problema. Occorre quindi sostenere la progettazione ecocompatibile e l’innovazione ambientale migliorando il contesto normativo a livello europeo entro cui si inquadrano, ad esempio facendo in modo che nella progettazione dei prodotti di plastica siano contemplati gli aspetti della prevenzione e del riciclaggio dei rifiuti.

(Fonte: Asterisco Informazioni)

Festival della Cittadinanza 2013: occupiamoci…di ambiente! Il 4 maggio, si parla dell’abitare sostenibile in città.

Festival CittadinanzaDal 3 al 12 maggio il centro storico di Padova e le sue piazze tornano a essere teatro di convegni mostre spettacoli per il quinto Festival della Cittadinanza, un appuntamento atteso e quanto mai necessario, all’insegna della partecipazione collettiva, sui temi del lavoro e della salvaguardia dei beni comuni.

Sabato 4 maggio, ore 10.30, “Dal web alle famiglie padovane: l’agire collettivo per il risparmio e la sostenibilità (domestica). Si terrà a Palazzo Moroni, in Sala Anziani l’incontro, a cura del Settore Ambiente – Comune di Padova, che vuole mettere in evidenza alla Cittadinanza l’idea che gli edifici siano il luogo ideale dove avviare iniziative di gestione sostenibile delle risorse, riducendo consumi e spese a vantaggio di tutta la comunità, con la razionalizzazione dei consumi di energia e acqua e il contenimento della produzione di rifiuti. Introduce e modera: Elisabetta Mutto Accordi. Intervengono: Daniela Luise, Comune di Padova, Elena Gastaldello, ARCI Padova, Efrem Tassinato, presidente Circoli Wigwam, Piero Decandia, Legambiente Padova – Sportello Energia. Per ulteriori informazioni: Cooperativa ASA – 049 684932 – info@festivaldellacittadinanza.it.

(Fonte: Festival della Cittadinanza)

9, 21 e 28 maggio, a Trento, negli incontri MasterInvita, si parla di cultura della vivibilità e di paesaggio

MastervitaIl Master WNHM (World Natural Heritage Management) – Conoscenza e gestione dei Beni naturali iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO (Dolomiti e altri siti montani) organizzato dalla Provincia autonoma di Trento, in collaborazione con la step-Scuola per il governo del territorio e del paesaggio e l’Università di Torino, propone un ciclo di  incontri “MasterInvita” per affrontare e discutere alcuni dei temi più rilevanti per sostenere l’affermazione di una cultura della vivibilità e del paesaggio nella civiltà planetaria.

Cittadinanza attiva. Rispetto a temi quali la gestione del territorio, l’ambiente e il paesaggio è evidente come oggi viviamo un tempo in cui ogni evento locale è allo stesso tempo globale; in cui siamo responsabili dei contesti che osserviamo e non possiamo chiamarci fuori in nessuna circostanza; in cui le differenze sono tessere del bricolage della nostra cultura; in cui la cittadinanza attiva e la partecipazione diretta di ognuno sono presupposti per il bene di tutti. Sono queste alcune condizioni per riconoscere e vivere i paesaggi della nostra vita, intendendo per essi non lo sfondo decorativo delle azioni che compiamo, ma gli ecosistemi di cui siamo parte, che da noi dipendono e da cui dipendiamo: luoghi che possono essere fonte della bellezza delle relazioni e della costruzione di una civiltà degna di essere vissuta. In questa cornice si collocano gli appuntamenti il cui scopo principale è aprire alla città e al territorio alcuni dei momenti più significativi delle attività di studio e ricerca svolte attraverso il Master World Natural Heritage Management.

Gli incontri.  9 maggio, Cultura, altro e altrove di Marco Aime. Insegna Antropologia culturale all’Università di Genova. Collabora con testate come La Stampa, Airone, Atlante, Gulliver. Presso Einaudi ha pubblicato Eccessi di culture (2004), Una bella differenza (2009), e, con Davide Papotti, L’altro e l’altrove. Antropologia, geografia e turismo (2012). 21 maggio, L’evento e l’Osservatore. Conoscere e vivere il paesaggio di Alfonso Maurizio Iacono.  Professore di Storia della filosofia all’Università di Pisa, è Direttore del Laboratorio filosofico sulla complessità. Tra i suoi lavori L’evento e l’osservatore (ETS 2013, 2° ediz), Autonomia, potere, minorità (Feltrinelli, 2000), L’illusione e il sostituto (Bruno Mondatori 2010).  28 maggio, La nostra Europa. Vincoli e possibilità nella civiltà planetaria di Mauro Ceruti.  Professore di Filosofia della Scienza presso l’Università di Bergamo. Ha introdotto in Italia la tematica dell’epistemologia della complessità. Tra le sue pubblicazioni Il vincolo e la possibilità (Feltrinelli, 1986), Evoluzione senza fondamenti (Laterza, 1995), Educazione e globalizzazione (con G. Bocchi, Raffaello Cortina, 2004) e La nostra Europa (con E. Morin, Raffaello Cortina, 2013). Gli incontri si terranno a Trento presso la Sala Falconetto di Palazzo Geremia in via Belenzani 20, con inizio alle ore 17.30. La partecipazione è gratuita con obbligo di confermare la partecipazione iscrivendosi on line al sitowww.tsm.tn.

(Fonte: Trentino School of Management)

Regione Veneto, bando PSR per il mantenimento interventi impianti arborei, domande entro il 15 maggio 2013

SiepiE’ stato approvato dalla Giunta veneta il bando del Programma di Sviluppo Rurale per accedere ai finanziamenti della Sottomisura 214/a “Corridoi ecologici, fasce tampone, siepi e boschetti”, finalizzati a sostenere nel tempo il mantenimento e la gestione delle formazioni arboree e arbustive di nuovo impianto, realizzate con le risorse finanziarie messe a disposizione dal 2008 al 2012.

L’importo messo a disposizione ammonta a 3 milioni di euro. La scadenza per la presentazione delle domande è fissata per il 15 maggio 2013. Per avere informazioni sui requisiti per l’accesso e sulle modalità di presentazione della domande, è possibile rivolgersi allo Sportello Agricolo Unico Avepa della propria provincia.“Obiettivo della misura – ha ricordato l’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato – è di promuovere il mantenimento di queste formazioni, che hanno un ruolo fondamentale nella conservazione della biodiversità naturalistica e una funzione di notevole interesse nei processi di fitodepurazione e di abbattimento dei composti potenzialmente contaminanti delle risorse idriche”.

(Fonte: Regione Veneto)

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