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Trend positivo per il radicchio di Chioggia, che però soffre una crisi strutturale

Campi e confezione Radicchio di Chioggia Igp“Il radicchio è uno dei pochi ortaggi che, in questo momento critico per l’economia, non solo tiene le posizioni, ma le migliora e lascia intuire per il futuro un notevole sviluppo: il trend è positivo sia in termini di produzione che di prezzi (+ 4% nello scorso anno rispetto al 2011), di consumi (+2 %) e di esportazioni (+4%, con una crescita di valore dell’8%)”.

Radicchio, ortaggio “giovane”. Questi i dati elaborati e diffusi dal CSO (Centro Servizi Ortofrutticoli) di Ferrara, mentre per Cesare Bellò, direttore di Opo Veneto, «Il radicchio è un ortaggio “giovane”, ancora poco conosciuto fuori del suo territorio, che mantiene tutte le promesse di gusto e di qualità. C’è dunque spazio per un’ulteriore crescita». Due fonti autorevoli che indicano prospettive di mercato favorevoli per questo ortaggio, che nello scorso anno in Veneto ha raggiunto i 1.117.365 quintali (metà della produzione nazionale), confermando il primato nazionale della nostra regione, col “radicchio di Chioggia” (genericamente “rosso tondo”) capofila del settore.

In corso una crisi strutturale. Di interessanti potenzialità per il radicchio di Chioggia ne aveva parlato anche Corrado Giacomini, docente di economia agroalimentare all’Università di Parma, nel convegno del 23 marzo scorso all’Ortomercato, in occasione della manifestazione “Chioggia Capitale del Radicchio”, concludendo che la nostra orticoltura vive una crisi strutturale, il cui superamento può essere affrontato solo se si mette in campo una “governance” nella quale collaborino a stretto contatto e in sinergia l’Ortomercato, quale centro commerciale di riferimento per il prezzo e in rappresentanza del mondo produttivo e commerciale; il Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia, quale organismo di promozione del prodotto collegato al territorio; le OP presenti nella struttura di Brondolo (OpoVeneto operante direttamente e Apo Veneto Friulana operante attraverso la Coop. CAPO), anch’esse che commercializzano il prodotto; il tutto con l’affiancamento ed il sostegno degli Enti territoriali interessati, Regione, Provincie e Amministrazione comunale di Chioggia, in primis.

Boscolo Palo: “Serve la collaborazione di tutti per consolidare la crescita”. Ma per ora le risposte latitano. “Le buone quotazioni delle produzioni primaverili degli orti litoranei di Chioggia e Rosolina – afferma il presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia, Giuseppe Boscolo Palo – confermano che il nostro radicchio è in forte crescita sui mercati. E’ quindi opportuno cavalcare quest’onda favorevole, data anche dalle contingenze meteorologiche, e costituire quanto prima questa “governance”, per la quale abbiamo recentemente sollecitato Ortomercato, quale committente della ricerca condotta dal prof. Giacomini, ad assumere l’iniziativa di convocare ad un tavolo di discussione i diversi attori in predicato, con l’obiettivo di dare concreto avvio ad un coordinamento operativo, nell’interesse dei produttori e del territorio nel suo complesso. Purtroppo al momento non abbiamo avuto risposta – continua Giuseppe Boscolo – e non ci facciamo troppe illusioni: già un paio di mesi fa il presidente di Ortomercato, al quale avevamo chiesto di ospitare nella struttura la sede operativa del Consorzio Igp, ci ha risposto con un sostanziale “NO”; d’altro canto anche l’Amministrazione comunale, nelle persone del sindaco Casson e dell’assessore Salvagno ai quali avevamo formalmente sollecitato l’interessamento alla nostra richiesta, essendo Chioggia il toponimo che ha dato il nome alla tipologia di radicchio creata nel secolo scorso dal paziente lavoro di selezione degli ortolani locali, ha mantenuto sinora un assoluto silenzio!”.

(Fonte: Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia)

Orticoltura, timido avvio primaverile per i cetrioli del Veneto

cetrioliE’ timido l’avvio della stagione dei cetrioli del Veneto, la cui produzione in serra, molto in ritardo quest’anno, è appena cominciata. L’ortaggio ama il sole e il caldo. Dà il meglio di sé con temperature diurne ideali di poco al di sotto dei 30 gradi; le minime dovrebbero comunque superare i 17/18 gradi. Sono condizioni che tuttora si fanno desiderare.

Una produzione annua di 21 mila quintali. La raccolta nelle serre, dunque, è appena cominciata ed è piuttosto magra, pur presentandosi di buona qualità. “In compenso, rileva Adriano Daminato, orticoltore di Loria (Treviso), consigliere di OPO Veneto, il prezzo è interessante. Proprio la scarsità di prodotto locale, dovuta al maltempo, sta favorendo la quotazione. Per i cetrioli coltivati in serra, ad ogni modo, al di là del ritardo di una quindicina di giorni, non ci dovrebbero essere grossi problemi, che invece si presentano per quelli all’aperto perché finora, a causa delle piogge, ne è stato quasi impossibile il trapianto”. La produzione totale veneta di cetrioli da mensa, nel 2012, ha superato i 21 mila quintali; mentre la varietà da sottaceti è stata di 25.525 quintali (dati Istat): un deciso calo rispetto all’anno precedente. Quest’anno si prevede il mantenimento delle posizioni.

L’ortaggio (Cucuminis sativus) appartiene alla famiglia delle cucurbitacee ed è originario dell’India. Ha un basso contenuto calorico, è ricco di vitamine e di sali minerali e si presta efficacemente nelle diete. Molta produzione, compresa quella veneta, viene esportata. Gli italiani, diversamente da altri popoli, non “impazziscono” per il cetriolo, che, invece, è molto popolare nei paesi europei del Nord e dell’Est. Va fortissimo in Grecia, dove è impiegato in particolare per fare il tipico tzantziki, la gustosissima salsa sempre presente nella cucina locale. Più diffuso è l’impiego dei cetriolini per sottaceti, serviti negli antipasti misti. L’ortaggio è valorizzato, inoltre, nella cosmesi contro la secchezza, le impurità e le irritazioni della pelle, alla quale dà elasticità. Un uso, questo, storico. E’ spesso citata, a proposito, la convinzione del medico umanista del Cinquecento Pietro Andrea Mattioli, che prescriveva il succo di cetriolo per rendere bella la pelle.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Angelo Squizzato

OPO Veneto si consolida e getta le basi per una sensibile crescita

VENETO_2013Per OPO Veneto il 2012 è stato un anno di ulteriore consolidamento. L’organizzazione di produttori ortofrutticoli di Zero Branco (Treviso) ha registrato un aumento delle vendite, nonostante il terribile momento economico, che inevitabilmente si è riflettuto anche sui consumi del settore. C’è stato un più 4 per cento rispetto al 2011, un risultato rilevante in un quadro assai critico in cui molte imprese hanno evidenziato cali generalizzati negli ordinativi, nelle vendite e nei fatturati.

Prevista una crescita nel 2013. Dati, situazione, programmi sono stati discussi dal Consiglio di amministrazione che ha approvato il bilancio da sottoporre all’assemblea dei soci. “Abbiamo fatto un buon lavoro, dichiara il presidente di OPO Veneto Francesco Daminato, ma soprattutto ci siamo dati un programma di sviluppo molto impegnativo. Abbiamo creato le basi per un rafforzamento delle strutture e dei servizi, che consentiranno di aumentare, completare e qualificare ulteriormente l’offerta di prodotti”. Un bilancio dunque positivo, ma soprattutto sviluppi che fanno intravvedere un considerevole aumento dell’attività nel corso del 2013. Sul finire dello scorso anno OPO Veneto ha incorporato la cooperativa associata ex Cos di Chioggia (Cooperativa ortolani Sottomarina), una operazione che consente una presenza molto forte in un territorio di orti molto importante, che ha nel radicchio di Chioggia Igp un prodotto strategico e di notevole valore per quantità e per qualità. “E’ interesse di OPO Veneto, sottolinea il presidente Francesco Daminato, sviluppare l’attività e la presenza della cooperativa nelle aree di produzione dei prodotti ortofrutticoli a denominazione con particolare riferimento ai magnifici cinque radicchi IGP.”

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Nasce “prodotti veneti in tavola”, sito web a tutela dei consumatori

Prodotti veneti in tavolaE’ nata la rubrica web “prodotti veneti in tavola”, realizzata da Regione Veneto in collaborazione con le associazioni dei consumatori operanti nel territorio regionale e Veneto Agricoltura. Alla pagina in questione si accede tramite il seguente link.

Conoscere meglio i prodotti di stagione del territorio. “Abbiamo voluto creare questa rubrica – ha spiegato l’assessore all’agricoltura e alla tutela del consumatore del veneto, Franco Manzato – non tanto e non solo per promuovere le produzioni di stagione delle nostre terre, ma come operazione culturale ed economica ad un tempo. La gente, i consumatori, spesso ignorano i prodotti tipici e quasi nessuno conosce più i tempi e i ritmi delle stagioni, quando i vari tipi di frutta e verdura sono naturalmente maturi, abbondanti e più buoni e spesso meno cari. La pubblicità e la maggior parte delle società agroalimentari multinazionali non aiutano e anzi tendono a proporre alimenti e prodotti senza tempo, di origine non nota, che hanno viaggiato settimane per raggiungere i nostri mercati, coltivati con regole e rispetto che non sono i nostri. Noi vogliamo far sapere cosa ci è vicino e quando”.

A servizio dei consumatori. La rubrica, all’interno non a caso del sito www.venetoconsumatori.it viene aggiornata mensilmente con tutti i prodotti di stagione, sia quelli freschissimi, sia quelli raccolti in precedenza ma utilizzabili al meglio e disponibili in commercio. Vengono anche segnalati i prodotti tradizionali del Veneto, illustrati da una scheda che individua le peculiarità, la zona di provenienza e fornisce informazioni sulla storia e le tradizioni del prodotto, il processo di produzione e il periodo di disponibilità nel corso dell’anno. Naturalmente, dalla pagina si può accedere alle altre rubriche del portale a servizio dei consumatori: risparmio, casa, assicurazioni, famiglia, lavoro, consulenze e così via. “Resto convinto che i consumatori vogliono garanzie su ciò che acquistano e che portano in tavola – ha concluso Manzato – cercano il risparmio ma non il rischio, anzi il contrario. ‘Prodotti veneti in tavola’ vuole essere uno strumento, una guida utile a disposizione, che suggerisce a tutti cosa cercare e cosa chiedere al venditore. E’ anche il biglietto da visita dell’agricoltura regionale di qualità, un connubio tra le tradizioni, la storia e le peculiarità che caratterizzano la nostra regione”.

(Fonte: Regione Veneto)

Italiani i più grandi consumatori di insalate nel mondo. Tutti gli aspetti di lattughe e cicorie su “Le Insalate” edito da Coltura e Cultura.

M.Lodovica Gollino e Paola Sidoti

M.Lodovica Gollino e Paola Sidoti

(di Maurizio Drago, socio ARGAV) La collana di libri Coltura e Cultura si arricchisce di un nuovo lavoro. Il libro “Le insalate” , edito da Bayer CropScience è stato presentato a Napoli a un folto gruppo di giornalisti della stampa specializzata in occasione della Fiera Agrosud Napoli svoltasi nei primi giorni di marzo.

Le insalate_Libro 3D_OKUn libro di oltre 600 pagine che parla di insalate. L’Italia è il primo produttore in Europa e terzo nel mondo e gli italiani si sono confermati i piu’ grandi consumatori di insalate nel mondo. Per la prima volta 67 fra i maggiori esperti delle insalate nel nostro Paese hanno fotografato ogni aspetto di questa coltura: botanica, coltivazione, valore nutrizionale, mercati, storia, paesaggi, ricette. Il libro “Le insalate” (costo € 69,00) spiega come un alimento da sempre considerato “povero” (l’insalata è formata per il 95% da acqua), in pochi anni ha saputo trasformarsi da Cenerentola a principessa in agricoltura. Un certo merito va dato anche alla nascita della quarta gamma (le insalate confezionate) che ha aggiunto a un prodotto un servizio di praticità. Ma per portare sulla tavola le insalate tagliate, lavate e imbustate – dice la professoressa Maria Ludovica Gullino dell’Università di Torino e coordinatrice scientifica del volume – sono state necessarie innovazioni avanzatissime nella selezione delle varietà, coltivazione e tecnica post-raccolta e conservazione che hanno coinvolto ricercatori e produttori, risultato di una produzione sofisticata e di grandissima qualità”. La quarta gamma incide in Italia con un fatturato annuo di circa 900 milioni di euro.

Serre di insalata all'Ortomad di Salerno

Serre di insalata all’Ortomad di Salerno

Di insalate ce ne sono in grande quantità, differenze, tipologie. Vengono generalmente suddivise in lattughe (quelle che si mangiano crude) e cicorie (quelle generalmente cotte). Paola Sidoti, responsabile in Italia della comunicazione di Bayer CropScience (azienda leader nell’innovazione degli agro farmaci, investe ogni anno il 10% del suo fatturato alla ricerca), ha sottolineato: “Crediamo fortemente in questo lavoro di ricerca, per divulgare al meglio le informazioni”. Tuttavia la storia delle insalate è antichissima e, nel corso dei secoli, si è modificato il modo di mangiare le insalate. Gli antichi romani erano ghiottissimi di insalate che le condivano con il garum, una salsa liquida di interiora di pesce salato (sardine, acciughe e alici pressate), come pure la rucola, le lattughe dalle varie denominazioni.

panel test insalata Lusia Igp

panel test insalata Lusia Igp con i giornalisti ARGAV

La Regione Veneto è ricca di insalate tutelate dal marchio europeo IGP. Famoso è il radicchio di Chioggia Igp, come pure il radicchio rosso di Treviso igp tardivo, il radicchio variegato di Castelfranco Igp e l’insalata di Lusia igp, tanto per citare alcuni esempi. E per mangiare una buona insalata c’è chi dice che bisogna seguire questa massima: un avaro deve pensare all’aceto, un prodigo all’olio (extra vergine di oliva, aggiungiamo noi), un saggio al sale, un giudizioso al pepe, mentre il compito di rimestare il tutto deve essere affidato a un pazzo.

Radicchi, lattughe e altri ortaggi: strategie di lotta integrata ai funghi causa di marciumi

radicchio con marciume

radicchio colpito dal fungo Sclerotinia

I funghi del genere Sclerotinia sono un nemico importante per i radicchi, lattughe e numerosi altri ortaggi. Sono causa di marciumi che spesso compromettono interi raccolti. Come combatterli nel rispetto dell’ambiente? E’ il tema affrontato da Federico Nadaletto, responsabile mezzi tecnici di OPO Veneto, in un incontro tecnico organizzato a Signoressa di Trevignano (Treviso), nella sede del “Gruppo Spazio”, storica cooperativa di mezzi tecnici e servizi per l’agricoltura.

Una lotta tra funghi. Interlocutori sono stati produttori, tecnici, responsabili di cooperative, operatori del settore. Federico Nadaletto ha presentato le “Strategie di lotta integrata ai funghi Sclerotinia con metodologie eco compatibili e con mezzi biologici”. Ha fatto particolare riferimento all’impiego del formulato Contans (a base di Coniothyrium minitans) prodotto contenente un fungo antagonista che risulta efficace contro la sclerotinia. In sostanza, una lotta tra funghi: quelli buoni contro i cattivi che “colpiscono” gli ortaggi.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Danni per la neve alle serre di Cavallino-Treporti nel veneziano, Regione Veneto verifica le possibilità di aiuto

image.“Avepa ha effettuato i sopralluoghi per verificare se sussistono i presupposti per delimitare le aree della zona di Cavallino – Treporti dove la neve ha causato danni alle serre. Infatti, ove ricorrano i presupposti, seguiremo la procedura prevista dal Decreto Legislativo 102 del 2004, che disciplina l’utilizzo del Fondo di Solidarietà Nazionale in casi di eccezionale avversità atmosferica”.

Verifiche sul campo. Lo ha annunciato l’assessore all’agricoltura del veneto Franco Manzato, ricordando peraltro che “qualora questa tipologia di danno risultasse ‘assicurabile’, il fondo di solidarietà nazionale non potrebbe essere utilizzato”. Per le tipologie ‘assicurabili’, infatti, è prevista la copertura a priori a carico dello Stato di gran parte del premio assicurativo, ma nessuna possibilità di intervento per chi non si sia assicurato. “A tal proposito – ha aggiunto Manzato – stiamo verificando se, in via del tutto straordinaria, esistono i presupposti per un intervento di strumenti finanziari che attingono dal Fondo di Rotazione di Veneto Sviluppo”, evidentemente, però, avendo cura di evitare eventuali sovracompensazioni. “A breve effettueremo un sopralluogo – ha concluso l’assessore – insieme ai dirigenti regionali, ad Avepa e ai tecnici di Veneto Sviluppo, per ‘toccare’ la situazione con mano e valutare ogni possibilità di dare un aiuto alle imprese agricole colpite”.

(Fonte: Regione Veneto)

“Cicorini” o verdolini, arrivano in tavola i radicchietti che annunciano la primavera

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Tiziano Spigariol, divulgatore di folclore e tradizioni locali del territorio trevigiano.

Sono arrivate sulle tavole le rose di primavera, i cuoricini di radicchio che sono la gioia dei buongustai che amano le cose buone di stagione e della tradizione. Ortaggi rustici, sono conosciuti localmente con diversi nomi: cicorini, verdolini, verdoni, radicio da cortel, rosette, ceriolo, radicièti de primavera.

Si presentano, in generale, di tre colori: verde intenso con cuoricino sul verde giallo (la varietà più diffusa), rosso carminio con vistose nervature bianche, verde screziato rosso. Sono seminati a spaglio sul finire dell’estate per esser raccolti dall’inizio di febbraio (i primissimi) fino a metà marzo. Sono sempre più richiesti e il prezzo, piuttosto sostenuto, è dovuto al fatto che vanno raccolti a mano e non fanno volume: parliamo, comunque di numeri molto contenuti. Si arriva a mille quintali, forse qualcosa di più, ma la stima è molto approssimativa. Più intuita che certificata, anche perché gran parte è coltivata per uso familiare.

Sensibile crescita della domanda. “Un mercato di nicchia, rileva Sergio Tronchin, area commerciale di OPO Veneto, che negli ultimi anni ha registrato una sensibile crescita di domanda. Sono radicchi che segnano il passaggio tra l’inverno e la primavera. Sono una fresca novità rispetto ai soliti radicchi e, data la loro rusticità, rispondono bene al desiderio di chi cerca cibi genuini, naturali, tradizionali, spontanei”. In molte aree del Veneto sono chiamati “radici da cortèl”, perché vengono raccolti con un pezzettino di fittone che viene reciso con un colpo secco di coltello. E’ una tecnica di sempre, di cui sono maestri i vecchi contadini.

Tre feste nel trevigiano dedicate al “radicio da cortèl”. E’ interessante, a proposito, la testimonianza storica di Guillaume Luis Figuier, uno studioso francese di piante dell’Ottocento che così descrive sinteticamente il “radicchio selvatico”, come chiama la varietà di cicoria: “Si mangia nell’inverno e nel cominciare della primavera. La povera gente di campagna va ad estrarlo, insieme ad altre radicchielle, col coltello lungo le ripe e i luoghi soleggiati, onde il nome di radicchio scoltellato”. Si dice che “i radici da cortèl” contengano più proteine dei fagioli e della carne e che siano ricchissimi di proprietà nutritive. Sono consumati soprattutto crudi, conditi con olio, aceto, sale e pepe, e si abbinano a cibi che hanno il sapore di una volta e comunque appartengono alla tradizione, come uova sode, formaggi, salumi, acciughe. Sono particolarmente coltivati in una vasta area attorno a Treviso, dove ad essi sono dedicate ben tre feste: a Roncade, a Quinto e a Treviso. Ne è un appassionato cultore Tiziano Spigariol, un divulgatore di folclore e tradizioni locali: “E’ un radicchio di cui non si finisce mai di scoprire il valore nutritivo e dietetico. Lo stiamo promuovendo, ad esempio, nella dieta a prevenzione dell’Alzheimer. E’ un prezioso regalo che ci fa nostra campagna ai primi segnali di primavera”.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Il socio ARGAV Giuseppe Boscolo Paolo eletto nuovo presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp

Giuseppe Boscolo, presidente Chioggia Ortomercato del Veneto

Giuseppe Boscolo, presidente Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia Igp

Giuseppe Boscolo Palo, già presidente dell’Ortomercato di Chioggia, socio ARGAV, è stato eletto per acclamazione presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio IGP di Chioggia. Subentra a Patrizio Garbin, il quale ha ricordato come si sia arrivato a questo rinnovo anche grazie alla decisa azione di Coldiretti, concertata con le altre organizzazioni agricole.

Il Consiglio di Amministrazione. L’assemblea, che si è svolta lo scorso 18 febbraio presso la Centrale orticola di Brondolo, ha nominato il nuovo CdA, costituito da sei produttori (Roberto Boscolo Bacchetto, Michele Boscolo Nale, Sandro Boscarato, Claudio Ferro, oltre a Giuseppe Palo e Patrizio Garbin) e tre confezionatori (OPO Veneto, OP Valle Padana e Pevianifrutta, rappresentati rispettivamente da Cesare Bellò, Giancarlo Boscolo Sesillo e Roberto Pavan).

Logo Radicchio Chioggia IgpRadicchio di Chioggia, varietà più coltiva in Italia e nel mondo. «È una sfida importante quella che ci accingiamo a intraprendere con lo strumento del Consorzio – ha detto Giuseppe Boscolo – poiché il Radicchio di Chioggia è oramai diventato una specie di commodity, essendo la varietà più coltivata in Italia e nel mondo. Sono comunque convinto che ci siano ancora ampi margini d’azione, dato che sono in crescita sia il trend dei consumi che quello del fatturato e perché il legame che questo prodotto ha con il territorio è unico e va quindi adeguatamente valorizzato. Cercheremo di coinvolgere nelle nostre iniziative tutti i soggetti istituzionali e i privati, penso ai ristoranti in primis, per avviare un’azione di rinnovata sensibilizzazione per non rischiare di sprecare una risorsa così importante per la promozione non solo del nostro radicchio ma anche di tutto il territorio di produzione che interessa 10 comuni e ben tre provincie».

Campi e confezione Radicchio di Chioggia IgpL’area di coltivazione del Radicchio di Chioggia Igp nella tipologia “tardivo” è infatti costituita dai comuni di Chioggia, Cavarzere e Cona in provincia di Venezia; Rosolina, Ariano Polesine, Taglio di Po, Porto Viro e Loreo in provincia di Rovigo; Codevigo e Correzzola in provincia di Padova. Mentre solo nei terreni litoranei di Chioggia e Rosolina può essere prodotta la tipologia “precoce”, attualmente in fase di trapianto e che sarà sul mercato già nei primi giorni di aprile. «Il rilancio dell’Igp e dell’immagine dell’ortaggio autentico, genuino e garantito nell’origine – ha aggiunto Cesare Bellò, direttore di OPO Veneto, presente da anni in maniera molto attiva nel Mercato orticolo di Chioggia e tra i maggiori produttori locali – è una condizione essenziale per migliorare le sue performances quanto a quotazione e a stabilità dei prezzi».

Le azioni da intraprendere. Il nuovo direttivo si riunirà già lunedì 25 febbraio, sia per affrontare le questioni logistiche e amministrative più urgenti, come l’ubicazione della sede del Consorzio, le verifiche finanziarie e i rapporti col CSQA (l’ente certificatore e di controllo); sia per avviare gli indispensabili contatti istituzionali con Province, Comuni, Camere di commercio, Organizzazioni agricole, Mercati ortofrutticoli e Veneto Agricoltura; sia infine per una prima valutazione delle azioni promozionali di marketing e di comunicazione da intraprendere e col reperimento delle risorse necessarie, come quelle messe a disposizione dal GAL e dal PSR. «Queste linee di intervento – spiega Giuseppe Palo – sono funzionali al raggiungimento di alcuni obiettivi prioritari, quali il coinvolgimento dei produttori dell’area IGP per la loro massiccia adesione al Consorzio di tutela, il possibile allargamento della base sociale ad altri soggetti della filiera, l’aumento del reddito dell’impresa agricola, una maggiore informazione al consumatore, il coinvolgimento delle varie componenti economiche di tutto il territorio e l’avvio, attraverso le azioni del Consorzio di una solida organizzazione della filiera».

(Fonte: Consorzio Tutela Radicchio di Chioggia Igp)

Frutta nelle scuole, l’educazione alimentare nasce dai campi

logo-frutta-nelle-scuoleOltre 99 mila bambini tra i 6 e gli 11 anni di 649 nuove scuole elementari del Veneto aderiscono anche quest’anno a “Frutta nelle scuole”, progetto nazionale finanziato dall’Unione Europea per educare ed abituare i giovani al consumo di frutta e verdura.

Motivare bambini (e genitori) al consumo di frutta e verdura. I prodotti verranno distribuiti alle sedi scolastiche due volte la settimana, per un totale di oltre 795 tonnellate di prodotti freschi, dal Raggruppamento temporaneo di Imprese (RTI) “Benessere a Colori”, che si è aggiudicato l’appalto. La fornitura riguarda frutta e verdura di tutti i tipi a seconda della stagionalità: pere, arance, albicocche, carote, clementine, fragole, cachi, mandarini, mele, pomodori, pesche, susine, uva e ancora spremute d’arancia e centrifugati di mele. “Benessere a Colori” non si limiterà al trasporto di ortofrutticoli, ma attuerà un piano di lavoro che punta ad incoraggiare e motivare i bambini (e attraverso loro le famiglie) al consumo di questi prodotti. In particolare, metterà a disposizione degli insegnanti informazioni, mezzi, laboratori, uscite didattiche e materiali vari. Ogni Scuola che ne farà richiesta, inoltre, riceverà in omaggio il gioco “L’orto in classe”, una vera e propria serra per coltivare frutta e verdura in tutte le stagioni.

Frutta Day. Le Scuole ospiteranno anche i “Frutta Day”, condotti da animatori che parleranno ai bambini di educazione alimentare attraverso un percorso completo e multidisciplinare alla scoperta della frutta e dei suoi benefici. Anche le famiglie potranno partecipare al Progetto, tramite il sito dedicato www.benessereacolori.it, dove grandi e piccoli potranno testare le loro conoscenze in materia, giocare, informarsi e condividere esperienze, impressioni e immagini nell’area blog dedicata. Sempre dal sito sono scaricabili le Linee guida dove trovare tante informazioni e spunti per imparare.

Al RTI “Benessere a Colori” aderiscono: OP COP, Organizzazione di produttori veronese costituita da 13 cooperative; BRIO SPA, filiale commerciale dell’OP APO Scaligera di Verona; OP APOVF con sede a Treviso e operatività prevalentemente in Veneto e Friuli Venezia Giulia; AOP UNOLOMBARDIA (che associa 12 OP con più di 1250 soci); OP KIWI SOLE LATINA (associa agricoltori in Lazio, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Basilicata, Piemonte e Trentino Alto Adige); AOP ARMONIA, con sede legale a Salerno (associa 2 OP con circa 100 aziende agricole concentrate prevalentemente nella Piana del Sele); AOP PIEMONTE (associa 3 OP e opera in cinque Regioni: Piemonte, Lazio, Liguria, Lombardia e Valle d’Aosta. In Europa, l’iniziativa coinvolge otto milioni i bambini, cui vanno 43 mila tonnellate di frutta e verdura. Il commissario europeo all’agricoltura Dacian Ciolos ha annunciato, in proposito, che intende presentare una proposta legislativa per accrescere l’impatto dei programmi già esistenti.

(Fonte: Regione Veneto)

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