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Ricerca: sinergia tra Veneto Agricoltura e Università

Agripolis

Nove dottorandi che guardano al futuro con ricerche che spaziano dalla “qualità e caratteristiche nutrizionali dei prodotti ottenuti da allevamento biologico di bovini in area montana”, al sequestro del carbonio, alla “conversione in bioetanolo dei residui agricoli”, per fare qualche esempio. Un incontro, quello di presentazione delle borse di studio finanziate da Veneto Agricoltura, tenutosi lo scorso 18 maggio ad Agripolis, che verrà ripetuto con cadenza annuale. E’ bene sapere infatti che l’Azienda regionale destina oltre centocinquantamila euro all’anno in questa iniziativa.

Tre le scuole di Dottorato coinvolte: Scienze animali e Scienze veterinarie, Scienze delle produzioni vegetali e Territorio, ambiente, risorse e salute. “Credo che il rapporto con l’università – ha sostenuto Paolo Pizzolato, Amministratore Unico di Veneto Agricoltura – debba essere riscoperto e rilanciato per puntare al futuro del settore primario in maniera fattiva. C’è la necessità di sviluppare tutte le sinergie utili ad incrementare la competitività del nostro comparto agricolo nei mercati europei e mondiali”. Dopo i saluti del Prof. Giancarlo Dalla Fontana, Preside della facoltà di Agraria e del dott. Giustino Mezzalira, Direttore della Sezione Ricerca e Sperimentazione di Veneto Agricoltura che ha coordinato la giornata, è stata la volta dei dottorandi: Silvia Miotello, Enrico Zanetti, Silvia Zanutto, Gianluca Simonetti, Lorenzo Favaro, Claudia Alzetta, Daniela Bondesan, Chiara Canesin e Flavia Tromboni.

Bioetanolo dalla crusca di grano.
In particolare Lorenzo Favaro, considerato il bioetanolo una delle alternative più importanti ai carburanti fossili, e la disponibilità limitata di materie prime (colture cerealicole e zucchero da canna) impiegate anche per il settore zootecnico e la nutrizione umana, ha analizzato le prospettive di produzione del combustibile partendo dalla biomassa lignocellulosica, circa il novanta per cento della produzione globale della biomassa vegetale, substrato più economico e largamente disponibile. Si tratta infatti per lo più di residui silvocolturali, sottoprodotti di origine agricola e scarti agro-industriali. Il progetto di Favaro ha permesso di avviare un programma di selezione e miglioramento genetico di ceppi microbici al fine di sviluppare un microrganismo adatto, secondo il modello di produzione CBP (Consolidated BioProcessing), di bioetanolo da biomassa. Da sottolineare il sistema sviluppato per la conversione in etanolo di crusca da grano, scelto come modello di residuo agro-industriale a basso costo. “Le rese in etanolo – sostiene Favaro – sono promettenti”.

Curiosa la ricerca di Silvia Miotello sulle “qualità e caratteristiche nutrizionali dei prodotti ottenuti da allevamento biologico di bovini in alta montagna”. Latte, formaggi e carne di bovini provenienti da allevamenti biologici e convenzionali analizzati per le caratteristiche chimiche, tecnologiche e nutrizionali. Sul latte, al di là della similitudine nella composizione chimica, da rilevare il profilo acido del grasso più favorevole da un punto di vista nutrizionale in quello proveniente da allevamenti biologici. Lo stesso dicasi per il profilo acidico dei formaggi. Nessuna sostanziale differenza tra questi da un punto di vista del gusto.Interessanti le conclusioni sulla carne di vitello. Quella ottenuta con metodo biologico è risultata più magra, rossa e con un più basso contenuto di colesterolo rispetto alla carne di vitello convenzionale. Il quantitativo di ferro eminico nella carne biologica è risultato quasi il doppio rispetto alla carne convenzionale. Significativo anche il lavoro di Enrico Zanetti sugli aspetti che contribuiscono alla conservazione ed alla differenziazione di sei razze locali italiane di pollo e per lo studio dei prodotti che da esse derivano per un loro diverso sfruttamento commerciale. Gli esemplari sono stati scelti a caso alla schiusa, allevati assieme nelle stesse condizioni e macellati a 190 giorni di età.

(fonte Veneto Agricoltura)

Giovani e ricerca, il sostegno di Veneto Agricoltura

Veneto Agricoltura, l’Azienda della regione per i settori agricolo, forestale e agroalimentare, sostiene da anni, con proprie risorse, il connubio ricerca universitaria-giovani, uno dei punti dolens del nostro sistema tecnico-scientifico, che sembra non riuscire a valorizzare le nuove leve interessate a mettere a disposizione dell’innovazione e della conoscenza i loro talenti.

Le borse di studio finanziate da Veneto Agricoltura. Di concerto con le strutture accademiche, Veneto Agricoltura assicura alle Scuole di Dottorato di Ricerca dell’Università degli Studi di Padova in Agripolis (Facoltà di Agraria e di Medicina Veterinaria) il finanziamento di tre borse di studio all’anno, per complessivi 153.000 €. Si tratta di lavori di alta specializzazione, importanti per lo sviluppo di tutto il settore primario, che necessita di queste attività e contribuzioni, all’estero molto più avanzate e certe che da noi.

Dottorandi e Dottorati presentano alcuni risultati finanziati con le borse di studio. Martedì 18 maggio Veneto Agricoltura e le Scuole di Dottorato, alla presenza dei massimi responsabili (l’Amministratore Unico dell’Azienda Paolo Pizzolato, i Presidi Giancarlo Dalla Fontana e Massimo Castagnaro rispettivamente di Agraria e Medicina Veterinaria, i Direttori dei Dottorati, etc), organizzano un incontro nel quale i Dottorandi presentano le attività svolte o in corso. Si parlerà per fare qualche esempio, di “Qualità e caratteristiche nutrizionali dei prodotti ottenuti da allevamento biologico di bovini in area montana(Silvia Miotello) e “Meccanismi di protezione della sostanza organica nel suolo e potenzialità di sequestro del carbonio” (Gianluca Simonetti); di “Conversione di residui agricoli in bioetanolo: il ruolo chiave dei microorganismi” (Lorenzo Favaro) e di “Distribuzione ottimizzata dei fitofarmaci nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente” (Daniele Bondesan) e di “Gestione dell’acqua di fronte a scenari di cambiamento climatico” (Flavia Tromboni).

(fonte Veneto Agricoltura)

Argav: Fabrizio Stelluto nuovo Presidente, a Carlo Alberto Delaini il premio annuale

Fabrizio Stelluto - Presidente Argav

Legnaro (Pd) . Fabrizio Stelluto, 54 anni, Responsabile Ufficio Comunicazione A.N.B.I. (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni), nonché Direttore Responsabile di Asterisco Informazioni e Teleregione (gruppo 7 Gold Telepadova), è stato eletto per acclamazione Presidente di A.R.G.A.V. (Associazione Regionale Giornalisti Agricoltura, Alimentazione, Ambiente, Territorio, Foreste, Pesca, Energie Rinnovabili) di Veneto e Trentino Alto Adige.

Il congresso  A.R.G.A.V. si è tenuto il 12 dicembre 2009 a Legnaro, ad Agripolis, sede dell’Università di Padova, a testimonianza di una rinnovata volontà di collaborazione, sancita anche dal saluto del Preside della Facoltà di Agraria, Giancarlo Dalla Fontana.;  Stelluto, già Vicepresidente, subentra a Mimmo Vita, nominato presidente di U.N.A.G.A., l’associazione nazionale di categoria, gruppo di specializzazione all’interno della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (F.N.S.I.), di cui Paolo Francesconi ha portato il saluto all’assemblea veneta.

All’unanimità è stato eletto anche il nuovo Consiglio Direttivo; ne fanno parte: Umberto Tiozzo e Pietro Bertanza (Vicepresidenti), Mirka Schweiger (Segretario), Giovanni Boschetti, Nadia Donato, Daniele Pajar, Cinzia Dal Brolo, Michela Bozzato, Renzo Michieletto, Marina Meneguzzi, Emanuele Cenghiaro. Membri di diritto, perché ricoprenti incarichi nazionali, sono Mimmo Vita, Efrem Tassinato, Donato Sinigaglia, Gabriele Cappato; invitati permanenti: Placido Manoli, Sandra Chiarato, Andrea Saviane, Alfonso Garampelli.

“Il nuovo mandato – ha affermato Stelluto – dovrà prioritariamente verificare a chi realmente interessa avere un’ “informazione informata”, creando i presupposti per una costante opera di formazione ad iniziare da un sito Internet, che diventi punto di riferimento per l’intera categoria giornalistica. Non so se vinceremo la scommessa – ha concluso Stelluto – ma almeno ci avremo provato!”

I lavori dell’Assemblea sono stati introdotti da un talk-show sul provocatorio tema “MaiDireMais. Prezzi su, agricoltura giù: fino a quando?”, cui hanno partecipato Guidalberto di Canossa, Presidente Confagricoltura Veneto; Giorgio Piazza, Presidente Coldiretti Veneto; Pasquale Compagnin, C.I.A. Veneto; Luca Rossetto, Università Padova; Renzo Rossetto, Veneto Agricoltura.

Carlo Alberto Delaini, capo Ufficio Stampa Ente Fiera Verona

In occasione del 6° Congresso A.R.G.A.V., è stato anche consegnato l’annuale premio destinato a un giornalista che valorizzi, con la propria attività, i settori di riferimento dell’Associazione. La scelta 2009 è caduta su Carlo Alberto Delaini, Capo Ufficio Stampa dell’Ente Fiera di Verona. “Con questo riconoscimento- è stato affermato – non solo si vuole attestare la professionalità e l’impegno di un collega, ma si vuole testimoniare attenzione verso una realtà espositiva, che ha saputo divenire un polo di interesse internazionale, promuovendo il settore primario anche con molte iniziative all’estero.”

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