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Ehi ragazzi! La via per il “paradiso” dei vegetariani porta a Lusia (RO)

Trattoria Al Ponte, Lusia (RO)

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Ehi ragazzi! Se siete nei pressi di Rovigo, magari per una visita a quella splendida riserva naturale che è il Delta del Po, c’è un’ottima trattoria che serve ogni giorno, accanto ai piatti di tradizione locale, un menù vegetariano, raffinato e semplice nello stesso tempo e dal prezzo onesto (25 euro dall’antipasto al dolce). E’ la Trattoria al Ponte di Lusia, cittadina celebre per la coltivazione delle verdure e in particolare per le insalate Igp, tutelate dal Consorzio.

da sx Enrico, Luciano, Giuliana e Silvia Rizzato, titolari Trattoria Al Ponte

Il ristorante, peraltro sede dell’Accademia delle verdure dell’Adige, presieduta da Renato Maggiolo, è un locale storico di proprietà fin dai primi del ’900 della famiglia Rizzato, oggi rappresentata da Luciano, insieme alla moglie Giuliana e ai figli Enrico e Silvia. Proprio il venticinquenne Enrico, fresco di stage dal maestro Gualtiero Marchesi, si adopera con passione in cucina per servire piatti preparati con ingredienti di stagione e di provenienza locale, che deliziano l’occhio oltre che il palato.

Antipasto

Gateau di patate

Plum Cake alle verdure

Gelato alle verdure

Tra le pietanze che ho gustato con particolare soddisfazione cito gli spaghetti alle verdure, preparati con una decina di ortaggi, ciascuno di essi cotto da solo secondo i tempi richiesti dal tipo di verdura. Il risultato? Una pasta con verdure croccanti e saporite, davvero deliziosa e salutare. Buoni anche gli antipasti, dal maki di porro alla parmigiana al rotolino di melanzana con crema di piselli al tortino di cavolfiore gratinato, come anche il gateau di patate ripieno di verdure con piselli e salsa di parmigiano. Da appassionata di dolci, ho apprezzato molto anche il plum cake di verdure nonché il gelato alla carota e alla lattuga, quest’ultimo una “sperimentazione”, davvero ben riuscita a mio avviso, specie per il gusto a base di insalata di Lusia Igp, della gelateria La Dolce Idea di Lendinara (via Varliero 14, tel. 392 1359507), paesino nei pressi di Lusia. Come arrivare a questo “paradiso” per vegetariani (ma non solo)? La trattoria, che è chiusa il lunedì, si trova a meno di 10 km dall’uscita dell’autostrada A13, in località Bornio a Lusia di Rovigo, in via Bertolda 27, tel. 0425 669890.

I soci ARGAV “scendono in campo” a Lusia (RO) per la prova varietale lattughe Igp

9 maggio 2012, visita soci ARGAV campo sperimentale insalata Lusia Igp

(di Orazio Cappellari, socio ARGAV) Il Consorzio di tutela dell’Insalata di Lusia si presenta:
” 2 province, 10 comuni, 26 aziende agricole e commerciali, 70 anni di storia, 337 kmq di area, 10.000 tonnellate di prodotto certificato”. Sono queste le carte vincenti, opportunamente presentate, con le quali Lusia ha ottenuto l’anno scorso il prestigioso riconoscimento da parte dell’Ue dell’IGP- Indicazione Geografica Protetta- delle sue insalate.

Riconosciuto il contenuto di una produzione: legame storico, culturale, agronomico, economico e, quindi, sociale con il territorio inteso nella più ampia e completa definizione che possa contenere l’accezione con l’uomo che ne determina la quotidianità. Nel logo del Consorzio, oltre a quello ufficiale dell’Ue, appare la Torre con sopra la scritta IGP e sotto Insalata di Lusia a significare il legame storico con il territorio. A Lusia si coltiva insalata, e non solo, da qualche secolo grazie al suo terreno dove prevale la frazione silicea depositata dalle acque dell’Adige. La disponibilità di acqua tutto il tempo dell’anno ne conferisce la benedizione.

Massimo Pezzuolo del Consorzio di Tutela Insalata Lusia Igp

Gentile e Cappuccina. “L’insalata non l’abbiamo inventata noi, la si produce un pò da per tutto, ma quella di Lusia è solo di Lusia”, afferma con un po’ di enfasi giustificata il Gran Maestro della Composita Renato Maggiolo che ha presentato nei giorni scorsi a un pubblico di agronomi, giornalisti dell’ARGAV- Associazione Regionale giornalisti Agroalimentari e Ambientali del Veneto e trentino-Alto Adige- sementieri, produttori e commercianti, i campi-prova delle due varietà riconosciute con IGP, la Cappuccina e la Gentilina. I campi, organizzati nell’azienda flli Giovanni e Danilo Dal Bello comprovano le ricerche effettuate sulle colture presso il Centro Sperimentale Po di Tramontana a Rosolina e condotte dal p.a. Massimo Pezzuolo per il Consorzio e da Franco Tosini per il Centro.

I soci ARGAV alla prova d’assaggio delle insalate Lusia Igp

Un’insalata croccante e gustosa. Cespi d’insalata che in 60 giorni dalla semina con il seme che pesa pochi milligrammi sono maturati con circa 300 grammi di foglia di un bel colore verde, croccante, gustosa nelle diverse gradazioni tipiche delle due varietà. L’assaggio, che è seguito alla visita in campo, ne ha decretato le peculiarità che ora devono essere proposte al consumatore con una appropriata azione di promozione a tutti i livelli. Questi ha il diritto di pretenderle dalla distribuzione perché le eccellenze del territorio sono patrimonio di tutti.

28 settembre 2011, i soci ARGAV invitati al 2° incontro per il test di degustazione “Insalata di Lusia Igp”

I giornalisti ARGAV al primo incontro di test di degustazione insalata Lusia Igp

Mercoledì 28 settembre 2011, in occasione della manifestazione “Il sapore dell’Insalata di Lusia Igp in Autunno” organizzata a Lusia (RO) dal Consorzio di Tutela dell’Insalata di Lusia Igp, i soci ARGAV sono invitati a partecipare al secondo incontro di “assaggi guidati” di insalata di Lusia Igp. Il punto di ritrovo  è alle 17 presso l’azienda agricola Magon Mauro (via Gorzon 44). Prenotazione necessaria per questioni organizzative, rivolgersi a Beatrice Tessarin, tel. 0425/201951 – email:  organizzazione.ro@coldiretti.it oppure Renato Maggiolo – mymag@tin.it.

Dopo la presentazione e l’osservazione delle prove in campo, i giornalisti ed alcuni tecnici si recheranno presso il vicino ristobar “Il Peperoncino” per la degustazione e la compilazione della scheda di analisi sensoriale. Saranno analizzate 4 + 4 varietà analizzate la volta scorsa, possibilmente – avendo più tempo- in modo più approfondito. Obiettivo dell’incontro, individuare le due varietà da consigliare ai soci del Consorzio come Igp. Una volta terminata la degustazione, al gruppo si uniranno altri tecnici e produttori che avranno esaminato anche le prove di concimazione, trattamenti e i film di pacciamatura. Segueirà degustazione piatti con Insalata di Lusia IGP preparati in collaborazione con la trattoria  Al Ponte” presso il ristobar “Il Peperoncino”.

(fonte Coldiretti Rovigo)

Insalata Lusia Igp, prove di gusto: nel rodigino, venerdì 13 maggio p.v. il primo panel test di assaggio

Partono venerdì 13 maggio, in barba agli iettatori, le prove di gusto per l’Insalata di Lusia Igp. Un gruppo di assaggiatori, scelti tra enogastronomi e giornalisti (invitati a partecipare anche i soci ARGAV, tel. 0425/201951, Dr.ssa Beatrice Tessarin), si sottoporrà ad un assaggio guidato sulla sapidità di alcune varietà di Insalata di Lusia Cappuccia e Gentile. In gergo si chiama panel test e consiste nel raccogliere le varie valutazioni gustative in apposite schede di giudizio, le quali orienteranno i tecnici di Veneto agricoltura, di Opo Veneto e di alcune ditte sementiere, nella scelta della varietà di lattuga di riferimento per il marchio Igp.

Il Consorzio di tutela, organizzatore dell’iniziativa col patrocinio del Mipaaf, in collaborazione col Mercato ortofrutticolo di Lusia e Veneto agricoltura, sta infatti, perseguendo l’obiettivo di ricercare un’uniformità di prodotto, in vista della commercializzazione organizzata, sia sotto il profilo visivo, che sotto quello gustativo. Per questo motivo, sono già in corso le analisi dei cespi di lattuga in campo, all’interno di alcune aziende produttrici locali. Dopo le prove di resistenza alle malattie, di consistenza dei cespi e di altre caratteristiche visive, le iniziali 40 varietà d’insalata si sono ridotte a 4-5 e su queste si concentrerà l’attenzione degli assaggiatori.

Il panel test si svolgerà alla Trattoria al Ponte di Bornio di Lusia (Ro), ristorante già insignito del marchio “km zero” dalla Coldiretti polesana, il quale, al termine della giornata, nello spirito che lo contraddistingue, servirà una cena tutta a base di insalata e verdure locali. Per il territorio di Lusia sarà uno speciale momento promozionale, poiché il Consorzio di tutela ha organizzato per i giornalisti e assaggiatori un giro per le aziende produttrici, alla scoperta degli “orti di Lusia”.

(fonte Coldiretti Rovigo)

L’aglio bianco Dop polesano l’unico aglio che in cucina può supportare il tartufo

Aglio Polesano Dop (foto Coldiretti Rovigo)

“Quello polesano è il migliore aglio che esiste al mondo”: parola di Renato Maggiolo, esperto di verdure polesane intervenuto lo scorso 9 febbraio nella trasmissione di RAI 1 “Occhio alla spesa” per commentare le qualità dell’Aglio bianco, prima Dop polesana. “Pur avendo una minore intensità olfattiva, ossia un odore meno forte degli altri – ha spiegato Maggiolo -, il suo aroma è più complesso, con un ampio spettro dalle infinite sfumature aromatiche. Per questo, fra l’altro, è l’unico aglio che può supportare il tartufo, in particolare il tartufo nero, ma anche bianco” (video della trasmissione può essere visto in differita sul sito www.occhioallaspesa.rai.it)

L’aglio bianco polesano prima Dop della Provincia di Rovigo. Un regolamento dell’Unione europea, pubblicato sulla Gazzetta del 1° dicembre 2009 e in vigore dal 21 dicembre 2009, concede la protezione a livello europeo alla denominazione “aglio bianco polesano”, che potrà essere utilizzata soltanto dall’aglio prodotto in Polesine, secondo uno specifico disciplinare, che collega la coltura al territorio e alla lavorazione tradizionale. L’aglio Dop sarà riconoscibile dal marchio europeo, un cerchio rosso bordato di giallo. Sono finite le possibilità di imitazione e di frode al consumatore. «E’ un traguardo importante – ha commentato Claudio Salvan, produttore e presidente della coop “Il Polesine”, associata a Coldiretti – che premia il tempo e le energie che i produttori hanno speso per questo obiettivo fin dal 2004, quando si è partiti con la presentazione della prima documentazione al ministero per le Politiche agricole». «La protezione europea – spiega Salvan – garantisce una seria etica comportamentale da parte dei produttori della zona del disciplinare, che si traduce in qualità e salubrità del prodotto. Ma è anche il punto di partenza per riorganizzare la produzione attorno a un piano di marketing che promuova e faccia conoscere il prodotto ai consumatori, affinché lo possano scegliere e ricercare». «Dal punto di vista del consumatore – conclude Salvan – l’ottenimento della Dop significa che, a partire dalla prossima campagna produttiva, il consumatore potrà esigere di acquistare aglio col marchio Dop, con la certezza che è effettivamente coltivato in Polesine, nel rispetto di tutte le normative di produzione del disciplinare».

La tradizione. L’acquisizione della Dop per l’aglio bianco è stata possibile grazie al lungo legame col territorio polesano, dove si sono sviluppate tecniche di produzione che comprendono la selezione dei bulbi per la semina dell’annata successiva e la lavorazione manuale del prodotto estirpato.Storicamente la presenza della coltivazione dell’aglio nella rotazione aziendale è rilevata fin dal XVI secolo. La coltura ha assunto rilevanza nell’evoluzione dell’ordinamento colturale delle aziende di dimensioni medio piccole dell’area Dop. Anche per la commercializzazione l’aglio polesano ha visto nei secoli nella piazza di Rovigo un punto di riferimento, come riportato nell’Archivio storico della Camera di commercio di Rovigo

Aglio polesano Dop (foto agricolturaitalianaonline.it

La coltura. L’aglio bianco polesano è una pianta con bulbi di colore bianco brillante uniforme data l’assenza di striature di altro colore, di forma regolare e compatta, leggermente appiattiti nel punto di inserimento dell’apparato radicale. Le foglie, lanceolate e strette hanno una colorazione verde/azzurra. Il bulbo deve essere di forma rotondeggiante – regolare con un leggero appiattimento della parte basale, di colore bianco lucente, ed esente da fitopatologie. La Dop è ottenuta con l’ecotipo Bianco Polesano e la varietà Avorio. Zone di produzione dell’area Dop: Adria, Arquà Polesine, Bosaro, Canaro, Canda, Castelguglielmo, Ceregnano, Costa, Crespino, Fiesso Umbertiano, Frassinelle, Fratta, Gavello, Guarda Veneta, Lendinara, Lusia, Occhiobello, Papozze, Pettorazza, Pincara, Polesella, Pontecchio, Rovigo, S. Bellino, S. Martino di Venezze, Villadose, Villamarzana, Villanova del Ghebbo, Villanova Marchesana.

(fonte: Coldiretti Rovigo)

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