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Far pascolare le pecore, sembra facile ma…

Davide Morandi insieme al papà

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Dalle rilevazioni Istat sull’occupazione (marzo 2012), Coldiretti ha stimato che nell’ultimo anno in Italia, circa 3 mila giovani hanno scelto di fare il pastore, complici la crisi economica ma anche il fascino di un mestiere che evoca ampi spazi e libertà d’azione. In realtà, allevare gli ovini oggi significa fare i conti non solo economici (la vendita della lana oramai non copre neanche i costi di tosatura), ma anche con i lacci e i lacciuoli della burocrazia. Ne sa qualcosa Davide Morandi, ospite lo scorso 30 maggio all’incontro di aggiornamento professionale ARGAV al circolo di campagna Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD). Davide è titolare insieme ai fratelli di Allevamento Veneto Ovini, azienda di Anguillara Veneta (PD) nata dall’esperienza di ben tre generazioni, dedite tutte alla pastorizia e all’allevamento di pecore da carne.

Costi di pascolo lievitati. L’azienda di Morandi fa allevamento stanziale e da pascolo, quest’ultimo praticato da maggio a settembre presso una malga nel bellunese e in autunno lungo gli argini, nel padovano. In verità, pascolare su questi terreni, che appartengono al demanio idrico, è vietato (la norma che regola il divieto è un regio decreto del 1904) in virtù del fatto che le pecore potrebbero danneggiare l’argine e, di conseguenza provocare un rischio idraulico, nonché causare danni alla salute pubblica (ma oggi gli animali sono sottoposti a rigorosi controlli). C’è però la possibilità che gli argini vengano dati in concessione al pastore, solitamente per 5 anni, ma i divieti di pascolo sono sempre in agguato perché i sindaci dei paesi in cui si trovano gli argini, se sollecitati da cittadini che temono lo sporco delle pecore e i loro…belati troppo rumorosi, possono sempre emettere un’ordinanza e vietarne il transito. Comunque, a parte queste difficoltà che i pastori si trovano ad affrontare, nei giorni scorsi a Padova era tempo di rinnovo delle concessioni e Morandi, insieme ad altri piccoli allevatori della zona, ha scoperto che, questa volta, le concessioni presentavano la clausola del miglior offerente. La conseguenza è stata la lievitazione del prezzo, passato da 3 a 400 euro circa all’ettaro, un costo insostenibile per Davide che ha dovuto rinunciare mentre a beneficiarne, in questi casi, sono solitamente grandi aziende agricole, spesso non del territorio e che non hanno interesse al pascolo e allo sfalcio. Morandi, che considera ingiusto, ad esempio, il fatto che non siano stati previsti dei punteggi a favore degli allevatori locali, è pronto a ricorrere a vie legali per tutelare i propri diritti presso il Genio Civile ma al momento,  per il passaggio delle pecore, deve affidarsi alla disponibilità dei nuovi concessionari.

da sx Efrem Tassiato e Davide Morandi

I pastori del terzo millennio devono guardare alla multifunzionalità. Al dibattito è seguito un momento conviviale a base di salumi e carne di pecora, magistralmente preparato dal giornalista chef Efrem Tassinato, nostro anfitrione al Wigwam Arzerello. “Come la maggior parte dei pastori veneti – racconta Davide – alleviamo la pecora biellese e bergamasca, ma il consumo di carne ovina nella nostra regione, al di là del periodo pasquale e, oggi, della richiesta da parte degli immigrati islamici, è prossimo allo zero, così portiamo gli animali alle aziende di trasformazione del centro Italia, Toscana, Abruzzo e Umbria, regioni che hanno una maggiore tradizione culinaria a base di pecora”. Quindi, per dare un impulso alla nostra attività abbiamo avviato uno spaccio-macelleria, una fattoria didattica e tra poco apriremo un agriturismo, dove finalmente metterò a frutto anche i miei studi da cuoco”.

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