• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Primizie in tavola, è tempo dei “figomori da Caneva”

Il caldo sta anticipando la maturazione dei “Fioroni”, la prima buttata di frutti del “Figomoro” (Fico moro), varietà di fico che storicamente è coltivato sulla Pedemontana che va dalla provincia di Pordenone a Vittorio Veneto, in provincia di Treviso. Già si stanno gustando i primi, ma storicamente questo non è una novità. Stando agli “Annali del Friuli”, “il fior di fico lo si trovava mangiabile diggià ai 8 di giugno”.

Il cuore della produzione è Caneva, tanto da essere chiamato il fico di Caneva, in terra friulana. In documenti della Serenissima Repubblica di Venezia è citato come il “frutto speciale che i porta da Caneva”. Il fiorone è bellissimo da vedere, si gusta con l’occhio, ma è meno saporito dei “figomoro” che arriveranno nella seconda metà di agosto e che sono la seconda buttata di frutti della pianta, che ha due fioriture, la prima a metà marzo, la seconda a fine maggio; quindi due raccolti all’anno. Il consumo del fiorone è perlopiù locale. Lo chiedono appassionati delle cose sfiziose, territoriali, diverse, curiose. Il motivo è dovuto alla scarsa dolcezza, soprattutto se viene paragonato al fratello figomoro, considerato tra i fichi più saporiti e più carichi di proprietà nutrizionali. Bellissimo dunque, ma poco gustoso. Eppure, essendo il primo fico fresco della stagione, può avere un maggiore appeal e trovare una sua valida nicchia di mercato. Ne è convinta OPO Veneto che, d’intesa con il “Consorzio per la tutela e valorizzazione del Figomoro da Caneva”, si è impegnata per la sua valorizzazione.

Coltivato da una quarantina di produttori. “E’ un fico bellissimo: una primizia molto interessante che si lascia mangiare dagli occhi; credo che, presentato bene, possa essere apprezzato dai consumatori”, commenta Giovanni Coan che è un po’ il regista della riscoperta del figomoro e l’anima del Consorzio, del quale è presidente Sandro Mutton. Per Sergio Tronchin di OPO Veneto il frutto ha tutte le caratteristiche del prodotto stagionale, territoriale, di qualità. E’ una novità commerciale che può riservare sorprese positive. Il Figomoro è una pianta familiare sulla Pedemontana trevigiana e friulana. Si trovava in tutte le case contadine come un’importante risorsa alimentare; oggi è ritenuta anche pianta ornamentale in giardini. E’ coltivato da una quarantina di produttori. Il frutto è un fico nero, colore che gli dà il nome, che si caratterizza per la forma allungata (per questo è chiamato localmente anche Longhet, lunghetto). La pianta può superare i tre metri e mezzo, il colore del tronco è sul grigio chiaro, mentre le foglie, verdi brillanti, scabre e pubescenti, si presentano con cinque lobi e grosse nervature che partono dall’attacco del gambo.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

<span>%d</span> blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: