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E’ tempo di radicchio variegato precoce: molto “è in canna” e da buttare

E’ arrivato con anticipo sulle tavole il primo radicchio variegato precoce. Assomiglia molto a quello classico di Castelfranco e di Lusia: è bello, croccante, dolce, pur mantenendo la caratteristica leggermente amarognola propria del radicchio.

Il “fiore che si mangia”. Il cespo si presenta bene sbocciato; le foglie esterne sono di colore verde chiaro e con punteggiature rosse, mentre le più interne, in seguito all’imbiancamento, spiccano per il giallo crema. L’imbiancamento è ottenuto legando le piante ancora in campo con un elastico o con altri legacci. E’ un radicchio che apre la strada alle varietà tardive che costituiscono la ricchezza dell’orticoltura veneta.

Un 30 per cento della produzione è da buttare. Il precoce, che è maturato presto e bene, è riuscito a sopravvivere ai sette terribili anticicloni “africani”, da Caronte a Lucifero; purtroppo molto (si parla per ora di un 30 per cento, ma la percentuale in tanti orti è superiore) si trova “in canna”, un’espressione gergale degli orticoltori veneti per indicare la pianta che è andata a seme o che sta andando a seme. Radicchio quindi da buttare, non c’è niente da fare. Le foglie, tra l’altro, hanno un gusto troppo amaro per essere mangiate. Il commento di Mauro Brognera, un orticoltore di Zero Branco (Treviso), socio di O.P.O. Veneto: “Il prezzo sta tenendo bene, la produzione è buona e bella, ma tanto, troppo, prodotto è in canna e da buttare”. Stessa valutazione è fatta da O.P.O. Veneto, che con il variegato apre la “campagna” autunno – invernale 2012 dei radicchi veneti. Un via un po’ problematico quest’anno; si spera in un progressivo miglioramento delle condizioni, se il clima si farà più favorevole per la saporita cicoria veneta.

(Fonte: http://www.ortoveneto.it)

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