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Agriturismo, i ristoratori veneti promettono battaglia

APPE“Gli imprenditori del commercio e del turismo non ne possono più, sono stanchi di essere considerati limoni da spremere!” Non usa mezze misure Erminio Alajmo, presidente della Federazione Italiana Pubblici Esercizi (FIPE) del Veneto e dell’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE) di Padova.

Gli esercenti considerano peggiorativo il progetto di modifica della legge in esame al Consiglio regionale. Motivo delle rimostranze sono le modifiche proposte alla legge regionale n. 28/2012 (disciplina dell’agriturismo, ittiturismo e pescaturismo), dal Progetto di Legge n 340/2013. “Le modifiche all’attuale legge – dichiara Alajmo – sono inaccettabili e, se passassero, aggraverebbero non poco le già difficili condizioni delle attività di settore regolarmente costituite. Ci batteremo strenuamente perché l’impianto del progetto di legge venga cambiato in maniera sostanziale. Parlo a nome degli oltre 20.000 pubblici esercizi del Veneto, imprese che danno lavoro ad almeno 100.000 addetti, tengono alto il valore dell’enogastronomia della Regione e garantiscono l’accoglienza sette giorni su sette a turisti e cittadini».

Esercenti: “E’ concorrenza sleale”! “Imprese, soprattutto quelle di ristorazione – continua Alajmo – che rischiano seriamente di scomparire, schiacciate dalla concorrenza sleale che deriva dalle attività del tutto similari svolte dagli agriturismi, che però non sono sottoposti ai medesimi obblighi, vincoli e imposizioni”. È un’accusa a tutto tondo quella mossa dal presidente dei ristoratori veneti: “partiamo dagli aspetti fiscali: mentre un ristorante versa le imposte sui propri ricavi, dichiarati o calcolati con gli studi di settore, l’agriturismo applica un regime forfettario. Irpef: mentre il titolare del ristorante paga secondo le normali aliquote, in base al reddito percepito, l’imprenditore agricolo paga l’Irpef solo sul 25% del reddito. Iva: mentre il ristoratore versa l’Iva normalmente, come qualsiasi altra impresa, per l’agriturismo l’Iva dovuta è pari al 50% di quella relativa alle operazioni imponibili, che non trovano però riscontro nelle materie prime, dato che provengono dal loro campo”.

In ballo l’eliminazione del vincolo del numero massimo dei posti a sedere e delle giornate massime di apertura. “Non possiamo sopportare – incalza Alajmo – che gli agriturismi siano visti come i “paladini” della tipicità e della territorialità, quando invece li incontriamo spesso nei centri acquisti a comprare gli stessi prodotti che usiamo noi ristoratori. Già la normativa attuale è molto permissiva: basti pensare che gli ingredienti dei piatti serviti in agriturismo possono provenire per il 50% da produzioni extra-aziendali, anche al di fuori della Regione Veneto, percentuale che sale addirittura al 75% nelle zone montane del Vicentino, Trevigiano e Bellunese … e c’è addirittura chi ha detto che bisognerebbe aumentare ancora queste percentuali!” Secondo FIPE Veneto e APPE le modifiche alla legge regionale proposte mirano a trasformare un’attività nata a sostegno del reddito agrario – perché questa dovrebbe essere la finalità dell’agriturismo – in un’attività del tutto analoga a quella svolta dai pubblici esercizi, senza più alcuna limitazione o vincolo. “È proprio così – conferma Alajmo – le modifiche all’esame del Consiglio Regionale eliminano infatti il vincolo del numero massimo dei posti a sedere e delle giornate massime di apertura, trasformando, di fatto, le aziende agrituristiche in veri e propri ristoranti”. La Federazione dei pubblici esercizi ha già dichiarato che si batterà in ogni sede per impedire l’aggravarsi di quella che viene definita una vera e propria concorrenza sleale: “ma ormai il termine – conclude Alajmo – rischia di essere addirittura riduttivo, qui siamo di fronte a qualcosa di ancora peggio. Valuteremo presto le misure da attuare per contrastare questa scellerata iniziativa”.

(Fonte: APPE)

Una Risposta

  1. […] ittiturismo e pescaturismo. Il disegno di legge, che modifica la normativa finora esistente (qui trovate le modifiche contestate dalla Federazione Italiana Pubblici Esercizi in un precedente […]

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