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I soci ARGAV visitano il Delta del Po veneto, quiete carica di emozioni

Soci ARGAV Giardino Botanico Litoraneo Porto Caleri gruppo(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Immersione totale nella natura per i soci ARGAV lo scorso 12 aprile, giornata in cui abbiamo visitato una delle maggiori zone umide del Mediterraneo e d’Europa, il Parco Regionale Veneto del Delta del Po. Ad accompagnarci nella visita, le guide naturalistico-ambientali  Francesco Beltrame, Ilaria Ruggini e Mara Santarato di Co.Se.Del.Po., cooperativa di servizi del Delta di Ariano del Polesine. (Foto in alto, il gruppo di soci ARGAV all’uscita del Giardino Botanico di Porto Caleri)

Ilaria CosedelPo visita soci ARGAV Girardino Litoraneo Porto CaleriLa terra più giovane d’Italia. Prima di iniziare a descrivere la nostra giornata alla scoperta di giardini, vie d’acqua, prodotti tipici e musei, è opportuno inquadrare, seppure a grandi linee, il territorio che abbiamo visitato. Il Delta geografico (a dx nella foto Ilaria Ruggini mentre ce ne illustra le caratteristiche) si estende tra l’Adige a nord e il Po di Goro a sud per 786 chilometri quadrati, di cui oltre 160 occupati da valli e lagune, gli ambienti in cui l’acqua dolce di fiume si mischia a quella salata del mare. Il territorio del Parco comprende 9 comuni: Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Loreo, Papozze, Porto Viro, Porto Tolle, Rosolina e Taglio di Po, per un totale di oltre 73 mila abitanti. Nonostante sia una delle aree protette più antropizzate, il Parco conserva al proprio interno la maggiore estensione italiana di zone umide tutelate, pari a 120 chilometri quadrati. Il fiume, prima di confluire nel mare, si divide in cinque rami principali e altri rami minori: dal Po Grande o di Venezia, si dirama a nord il Po di Maistra mentre a sud si diramano il Po Piccolo o di Goro, il Po della Donzella o Gnocca e il Po delle Tolle. Il ventaglio di bracci dà vita al Delta attivo, ossia il territorio più recente del Po, tuttora in evoluzione, che interessa per intero il Parco Regionale Veneto e che è il risultato dello scorrere del fiume a partire dal 1604, quando la Repubblica di Venezia, per scongiurare l’interramento della laguna veneziana, praticò il Taglio di Porto Viro (1600-1604), l’opera idraulica di deviazione del corso del Po verso sud. L’opera fu realizzata dove ora sorge Taglio di Po.

 

Giardino Botanico Porto CaleriIl paesaggio del Delta del Po veneto è un alternarsi di ambienti diversi: dopo la campagna, che produce eccellenze orticole come i radicchi e le insalate Igp, si trovano le dune fossili, che corrispondono alle antiche linee di costa. Ecco poi a seguire gli argini e le golene, ossia gli ambienti umidi d’acqua dolce, quindi gli ambienti d’acqua salmastra, le valli da pesca e le lagune con decine di specie ittiche; ed ancora, gli ambienti delle sabbie, gli scanni, ricchissimi di avifauna, dove sono presenti oltre 380 specie di uccelli fra stanziali e migratori. La flora è estremamente varia tanto da includere un migliaio di specie diverse.

Particolare Pini Marittimo Giardino Botanico Porto CaleriNel Giardino della biodiversità. Il nostro tour inizia con la visita del Giardino Botanico Litoraneo del Veneto di Porto Caleri, (foto a sx e in basso)a Rosolina Mare (RO). Il sito, realizzato nel 1991 dal Servizio Forestale Regionale per le Province di Padova e Rovigo, ha lo scopo di proteggere e conservare un ambiente naturale unico e irripetibile, di notevole importanza scientifica per la varietà di habitat e grande interesse turistico per la rigogliosa vegetazione, che offre in ogni stagione di apertura delle splendide fioriture. Percorrendo uno degli itinerari interni (in tutto 4 km) lungo passerelle in legno e ponticelli, abbiamo osservato i diversi ambienti che, con i propri microclimi, danno vita a una grande varietà di piante e fauna.

Soci ARGAV Giardino Botanico Porto CaleriDalla pineta, composta da pini marittimi e domestici, non autoctoni, piantati negli anni ’40/50 del secolo scorso per difendere dalla salsedine le colture interne, e destinati ad essere soppiantati in futuro da piante spontanee come i lecci, oggi sottobosco, si passa alle zone umide d’acqua dolce, dove ci sono piccoli stagni in cui è stata scoperta una popolazione del rarissimo pelobate fosco italiano, un piccolo rospo considerato la specie di anfibio a maggior rischio di estinzione in Italia, oggi per fortuna scongiurata, vista la consistente proliferazione in loco. Pochi passi e si raggiunge la macchia, dove è protagonista il ginepro, e poi le dune consolidate, ricoperte da un tappeto di muschi e licheni nonchè piante aromatiche i cui profumi aleggiano nell’aria. Si arriva quindi alla spiaggia e alle prime dune: a ridosso del mare, la vegetazione è quasi assente causa la salsedine e l’azione del vento, salvo la presenza di piante pioniere, molto adattabili. Avviandoci verso l’uscita, incontriamo gli ambienti salmastri prossimi alla laguna, le barene, isolotti periodicamente sommersi dall’alta marea ricoperti da una fitta vegetazione di pianti perenni, come il limonium, che a fine agosto colora di viola il paesaggio. Per chi desidera visitare il Giardino, il sito è aperto da aprile a ottobre, mar-giov-sab-dom e festivi dalle ore 10 alle 13 e dalle 16 alle 19, ingresso euro 2,50, possibilità di visite guidate alle ore 10.30 e alle 16.30.

Il Delta nel piatto. Terminata la visita al Giardino, partiamo alla volta di Santa Giulia, graziosa frazione di pescatori in prossimità della foce del Po di Gnocca o della Donzella. Il nome di questo ramo del Po rievoca la romantica leggenda di una nobildonna vittima di un amore impossibile per un pescatore e che si gettò per questo nelle acque del fiume. Ancora qualche chilometro e arriviamo in località Bacucco, comune di Ariano nel Polesine, per una sosta ristoratrice nel caratteristico ristorante “Il Bilancione”.

Michela Crepaldi titolare Il Bilancione

Michela Crepaldi

Ristorante Il Bilancione Gorino SullamIl locale, (foto in basso) aperto da circa un anno, gode di una magnifica posizione, essendo sospeso sul canale del Po di Gnocca e collegato all’argine da un pontile, e deve il nome alla presenza di una grande “rete a bilancia”. Serviti di tutto punto dalla giovane titolare Michela Crepaldi e da Isabella, gustiamo alcune ricette della migliore tradizione culinaria valliva: antipasto di cozze e vongole, risotto di pesce, frittura mista e anguilla ai ferri (prezzo medio antipasto, primo e secondo 3o euro a persona bevande incluse, dai 30 posti in inverno ai 50 posti in estate grazie allo spazio fronte canale, chiuso il lunedì, consigliabile la prenotazione 333-1798064).

Soci ARGAV gita barca Po di GnoccaNella Sacca di Scardovari, 1500 pescatori di cui metà donne. Dal ristorante, ci imbarchiamo per un’escursione alla scoperta della Sacca di Scardovari (foto a sx) e dei “frutti” che qui sono coltivati: vongola verace e cozza del Delta, quest’ultima, unica in Italia ad avere il marchio Dop e che rappresentano, insieme al riso Carnaroli, un’eccellenza della “terra d’acqua”. Ad accompagnarci nell’affascinante escursione tra i canali, i pescatori Alberto Barini (338.9730072) e Luca Massarenti (339.4316864), della Cooperativa Pescatori Ariano, che affiancano alla pesca l’offerta di pescaturismo (uscite in barca per l’osservazione dell’attività della pesca oppure per birdwatching, costo da 2/5 persone 75 euro, oltre 5 persone 15 euro per gli adulti e 5 euro per i bambini). “Il lavoro di pescatore è duro e nella Sacca di Scardovari, laguna di 6.500 ettari, coinvolge circa 1500 persone, di cui metà donne“, spiega Alberto. Che aggiunge: “Ci si alza verso le 5 del mattino per andare a rastrellare le cozze e le vongole negli “orti”, i luoghi di coltura di vongole e cozze, oppure in laguna, e per farlo indossiamo delle mute”. Per assaggiare queste prelibatezze, oltre che nelle trattorie e nei ristoranti della zona, ci sono le sagre dedicate ai prodotti tipici, che hanno inizio con la bella stagione, prima tra queste, la sagra della cozza di Santa Giulia, che si tiene dal 22 al 25 maggio 2014 (maggiori info Pro Loco di Porto Tolle, tel. 0426.247276).

Magazzino Riso Alluvione 1966Un pescatore filosofo. Tra le tante curiosità inerenti al Delta di cui Alberto ci mette a conoscenza durante l’escursione in barca, tra cui ad esempio, il fatto che il tratto da noi percorso prima della grande alluvione del 1966 ospitava risaie (oggi rimane il magazzino del riso semidiroccato, foto in alto), c’è anche il tempo per lui di costruire in pochi minuti una barchetta con le foglie delle canne palustri, e Angela Cameran con barca di canna palustrequesto per la gioia di Angela (foto a dx), la nipotina della segretaria ARGAV Mirka Cameran e del socio Gianni Schweiger, divenuta la nostra mascotte.

Sala macchine Museo BonificaMara CosedelPo Museo BonificaUn’idrovora in stile Liberty. Terminata l’escursione, riprendiamo l’itinerario in auto verso l’ultima tappa della giornata, percorrendo la Strada della Bonifica, tra il Po di Goro e il Po della Donzella, fino al grande Museo Regionale della Bonifica Cà Vendramin a Taglio di Po, dove ci aspetta Mara Santarato (nella foto a dx in basso). La bonifica del Delta del Po rappresenta una vera e propria chiave di lettura del territorio deltizio, sia perché ha contribuito a disegnare il delta moderno, sia per l’importanza degli effetti sugli aspetti sociali ed economici, in quanto tutte le attività oggi presenti nel Delta devono il proprio sviluppo a questa grande opera di prosciugamento: scoprire l’ex impianto idrovoro “Cà Vendramin”, realizzato nei primi anni del 1900 e dismesso sessant’anni dopo in quanto obsoleto, ed oggi stupendo esempio di archeologia industriale significa scoprire le origini di questa terra (aperto da marzo a ottobre, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00 chiuso il lunedì (intresso 2 euro, ridotto 1 euro, gratuito per bambini con età inferiore ai 12 anni).

Consegna penna ricordo ARGAV a Francesco Beltrame CosedelPoMirka e Francesco BeltrameVisitare il Parco, da soli o con la guida. Il Parco Regionale Veneto del Delta del Po è una terra facile da visitare, oltre che con i mezzi classici – auto, camper, moto – anche a cavallo e in bicicletta, oltre naturalmente che in barca. A questo proposito, sono numerosi gli itinerari naturalistici, fluviali e terrestri, nonché i percorsi culturali che il Parco propone ai visitatori. Se vi piace organizzare la vacanza in modo autonomo, potete trovare materiale informativo utile al Centro Visitatori del Parco di Porto Viro, sorta di “porta d’accesso” al Delta, ubicato all’uscita di Porto Viro lungo la S.S Romea. A chi preferisce affidarsi all’ausilio di una guida, Co.Se.Del.Po, organizza visite guidate naturalistico-ambientali e proposte didattiche per le scuole di mezza giornata o una giornata intera. Per maggiori informazioni, potete contattare Francesco Beltrame, che vediamo nelle foto con i consiglieri Emanuele Cenghiaro e Marina Meneguzzi e la segretaria Mirka mentre riceve la penna ricordo ARGAV, al numero 329-4248555 o scrivere all’indirizzo email cosedelpo@libero.it.

Una Risposta

  1. […] Estense, costruito dal Duca Alfonso D’Este nella seconda metà del ’500. Ed ancora, il Museo della Bonifica Ca’Vendramin, grande complesso di archeologia industriale che rappresenta per il Delta e la sua gente un luogo […]

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