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Sonno e regole contro gli abusi e le dipendenze (anche da alcol) dei giovani d’oggi

da sx Elena Marini_Luigi Gallimberti_Leda Siliprandi_Andrea Manica_Lebana Fonfanti_Fabrizio Stelluto

da sx Elena Marini_Luigi Gallimberti_Leda Siliprandi_Andrea Manica_Lebana Bonfanti_Fabrizio Stelluto

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) “Fai dormire tuo figlio le ore di cui ha bisogno. Premia tuo figlio solo se lo merita: gli insegnerai a godersi la vita. Insegna a tuo figlio a spendere bene il denaro”: sono le tre regole d’oro, basate sulla ricerca neuroscientifica ed il buon senso, che i genitori dovrebbero seguire nell’educare i propri figli e di cui Luigi Gallimberti, psichiatria di formazione psicoanalitica e tossicologo, si fa portavoce nel libro “C’era una volta un bambino…” (Book Editore, 149 pagine + DVD, 14 euro). Gallimberti ha avuto modo di presentare la sua ultima pubblicazione lo scorso 28 novembre ai soci ARGAV nel corso del tradizionale incontro che la nostra associazione organizza ogni fine mese in collaborazione con Wigwam (www.wigwam.it) nel circolo di campagna Arzerello di Piove di Sacco (Pd).

Con sonno e regole si possono vincere le insidie che affliggono i “nativi digitali”. In questi incontri, i temi trattati sono soprattutto quelli di nostra competenza – agricoltura, ambiente ed enogastronomia – ma spesso e volentieri spaziamo in altri settori d’interesse generale, come ad esempio il sistema educativo ed i pericoli in cui i giovani, cresciuti con le tecnologie digitali come i computer, Internet, cellulari, ecc., possono incorrere, in quanto oggi sono sempre più assediati non solo da sostanze (alcol, sostanze stupefacenti, energy drink assunti come fossero semplici bevande energetiche per lo sport, mentre bevendoli significa assumere un contenuto di sostanze eccitanti pari anche a 9 caffè) ma anche da giochi d’azzardo e videogiochi (tra tutti, uno dei più pericolosi è, purtroppo, più diffusi – 125 milioni di copie vendute nel 2012 – è il videogame Grand Theft Auto, in cui il giocatore interpreta un criminale che deve completare missioni quali rapine, omicidi, stupri ed altri crimini). Già direttore di Tossicologia Clinica delle Farmacodipendenze dell’Azienda Ospedale-Università di Padova, oggi direttore di un centro di Disintossicazione Clinica e insegnante di Promozione della salute all’Università di Padova, Gallimberti ha infatti esperienza di abusi, dipendenze e dei disagi che li generano. Lo studioso ha fondato l’Associazione “Genitori Attenti”, da lui stesso presieduta, che sta realizzando numerosi progetti di prevenzione in varie regioni italiane, come il “Progetto Pinocchio“, che ha affrontato il tema della dipendenza attraverso una ricerca effettuata nelle scuole di Padova che ha coinvolto 1.400 ragazzi tra gli 11 e 13 anni. “Che si tratti di sostanze o di comportamenti, il processo di dipendenza non cambia, in entrambi i casi c’è un’incapacità di contenersi che porta ad un abuso“, ha affermato il professor Gallimberti. Che, insieme alla collaboratrice al progetto, la dottoressa Elena Marini, ha fornito qualche dato della ricerca: il 33,8% degli alunni di terza media ha fumato almeno una volta mentre il 18% fuma stabilmente,  il 53,9% degli alunni di terza media ha consumato alcolici una volta mentre il 25,7% beve abitualmente, l’1,4% dei ragazzi di prima media ha fumato spinelli almeno una volta mentre il 2,6% dei ragazzi di terza media consuma almeno una volta al mese cocaina, anfetamine, ecstasy. Dati, questi, che dovrebbero preoccupare tutti, ma che in special modo sono destinati a sensibilizzare genitori ed educatori. Che al loro attivo, hanno come “armi”, per l’appunto, le tre regole auree. “La mancanza di sonno e di regole sono le madri di tutte le dipendenze – ha concluso il professore – fornire regole certe ai bambini fin da piccoli consente di abituarli a dormire il giusto. I nostri dati confermano che tra i ragazzi che dormono più di 8 ore le dipendenze sono minori e il rendimento scolastico migliore“.

Aviaria, no ad allarmismi, ma attenzione sempre alta. La serata ha visto anche l’intervento di Lebana Bonfanti, dirigente responsabile del Laboratorio sorveglianza epidemiologica, legislazione veterinaria e benessere animale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (www.izsvenezie.it), che ci ha parlato, senza toni allarmistici, dei nuovi focolai di influenza aviaria presenti in Nord Europa (qui leggete un approfondimento https://argav.wordpress.com/2014/11/21/aviaria-nuovo-ceppo-in-gran-bretagna-e-in-olanda-commissione-ue-dispone-misure-preventive/), tenuti sotto costante monitoraggio dai centri specializzati, come è l’IzsVe.

Bottoni d’epoca (dal 1600 al 1970) in mostra permanente. L’incontro è poi proseguito con la presentazione di Leda Siliprandi, creatrice del Museo Storico del Bottone “Sandro Partesotti” (www.art-buttons.com), una chicca museale che si trova a Vigorovea, a poca distanza da Piove di Sacco (Pd), e che consigliamo a tutti di vedere perché “i bottoni sono piccoli oggetti ai quali spesso prestiamo poca attenzione, ma che sono parte del nostro abbigliamento e che ci raccontano molto su costumi, stili, eventi storici, scoperte, gusto ed estetica di una civiltà”. Nella serata, Leda ha presentato la bella pubblicazione “Cultura da vivere”, redatta da lei stessa insieme a Serena Trabuio, che raccoglie, oltre ad un sunto della storia del bottone, le esperienze di una stagione di iniziative culturali vissute all’interno del Museo con serate di approfondimento (alimentazione e cucina, costume, musica, danza, antiquariato, poesia), laboratori (decorazione, recupero creativo) e l’organizzazione della mostra di vetri d’arte 1880-1980.

Un viaggio alla scoperta delle radici comuni (a tavola) tra la musica di ieri e di oggi. Originale e innovativa l’esperienza che ci ha raccontato, infine, Andrea Manica, giovane scrittore di Argenta (Fe), presente alla serata insieme al collega e amico fotografo, l’altrettanto giovane Denis Rabiti, fautori della prima guida, per ora solo digitale, di enogastronomia musicale “La Palestra del cantautore” (www.lapalestradelcantautore.it). Ad iniziare Andrea sulla via della ricerca di luoghi in cui la buona cucina italiana s’incrocia con la vita degli artisti fu Mario Soldati, o meglio, il suo libro”Vino al vino“,  che lo scrittore (e regista) pubblicò nel 1969, ed in cui il racconto di viaggi compiuti attraverso l’Italia alla ricerca dei vini genuini diventava la descrizione di un itinerario alla ricerca di una civiltà legata alla terra e al clima. E questo è anche l’intento di Andrea & Co: sedersi a tavola con gli artisti per parlare della loro poetica e nel contempo portare alla ribalta la buona cucina, entrambi aspetti fondamentali della cultura italiana.

La Cucina del Wigwam. Quando si parla di buona cucina, è d’obbligo parlare dei convivi preparati da Efrem Tassinato, giornalista-chef e nostro anfitrione. Che a fine serata ci ha allietato con deliziose pietanze a base di Radicchio di Chioggia Igp, dal pasticcio al risotto fino alla birra. Grazie alle iniziative di promozione e valorizzazione del Consorzio di tutela, il Radicchio di Chioggia Igp sta conquistando riconoscibilità come “il Principe Rosso”. A questo proposito, ricordiamo che è pieno svolgimento la gara gastronomica tra ristoranti e agriturismi del territorio destinata a proclamare il locale “Ambasciatore del Radicchio di Chioggia Igp”.

 

 

 

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