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Feste natalizie, 1 consumatore su 3 non rinuncia allo spumante, ma in 6 anni calo dei consumi del 45 per cento

bollicine-italiane-150x150“Siamo in stagnazione consolidata, ovvero una ridimensione della vita e della spesa quotidiana”, questo in sintesi il commento di Giampietro Comolli, presidente di OVSE (Osservatorio Economico Nazionale dei mercati e consumi vini e vini spumanti), sui consumi delle feste 2014-2015.

Calo del 45% in sei anni. A fine anno alla bottiglia di spumante non si rinuncia, ma sono lontani i tempi delle 91 milioni di bottiglie stappate durante le feste nel 2008-2009. Si stima che, tra Natale e Capodanno 2014-15, saranno stappati meno di 50 milioni di tappi made in Italy, valore al consumo intorno a 420 milioni di euro (identico al 2013). In calo anche il consumo di Champagne, intorno a 2,4 milioni di pezzi compresi i regali (calo del 30% rispetto agli anni d’oro).

Consumi per tipologia. Buoni segnali per i topwine Franciacorta (in crescita), il Valdobbiadene docg e il Cartizze docg selezionati e particolari, dopo anni di crescita continua, consolidano le posizioni. Il crollo si manifesta nelle tipologie meno note, meno reclamizzate, meno sostenute con continuità, regolarità e dettaglio e con prezzi intermedi. Vanno bene i Franciacorta intorno a 20-25 euro e i Cartizze a 12-15 euro, cali evidenti per la fascia generica fra 8-16€. Stabile il consumo di bottiglie fra 4-8 euro sullo scaffale. In calo anche i regali di più bottiglie, a favore delle confezioni miste. Lievissimo calo per le etichette di grandi Champagne. Export: il cult per le bollicine tricolori è ancora alto e sempre in crescita di posizione e livello. Da 14 anni a questa parte, le bottiglie delle feste sono passati da 90 milioni a 170 milioni, oltre ad un maggiore consumo spalmato nei 12 mesi.

Fonte: OVSE

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