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Ue, si chiude il semestre di Presidenza italiana, il bilancio del Ministro all’Agricoltura Martina

Ministro_Martina_bioIl Ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, fa il bilancio del Consiglio Agricolo del semestre italiano: evitato il taglio di 450 milioni di euro al bilancio agricolo comunitario, varate misure a favore dei giovani, aperto il post quote latte. Resta, però, ancora molto da fare.

Più giovani in agricoltura. Rendere più favorevole la politica europea in favore dei giovani agricoltori sull’accesso alla terra, al credito e la creazione di uno speciale Erasmus per favorire lo scambio di competenze e formazione nel settore in Europa. Questa è la strategia italiana per invertire il trend che vede ad oggi meno del 7,5% di agricoltori sotto i 35 anni. In particolare, la Presidenza di turno italiana ha presentato un documento sull’argomento suddiviso in tre punti cardine: 1) Concessione di crediti da parte della BEI (Banca Europea degli Investimenti) È previsto il coinvolgimento della BEI per fornire un sostegno economico ai giovani agricoltori che intendono accedere ai finanziamenti. La BEI può intervenire attraverso una Garanzia bancaria europea e con prestiti favorevoli agevolando i giovani agricoltori che intendano avviare un’attività nel settore agricolo. Il requisito richiesto ai giovani agricoltori è dimostrare di avere una qualifica o competenze di formazione professionale e presentare un “business plan” strutturato dell’investimento proposto. L’intervento della BEI potrà così essere complementare agli strumenti nazionali esistenti. Parallelamente bisognerà facilitare l’attuazione delle misure per gli under 40 contenute nella PAC 2014-2020. 2) Misure per l’accesso alla terra . Il documento ritiene necessario prevedere strumenti che favoriscano l’acquisto di terreni agricoli da parte di giovani, anche in deroga alle attuali norme in materia di Aiuti di Stato. 3) Istituzione di un “Erasmus” per i giovani agricoltori europei. L’obiettivo è quello di facilitare lo scambio di informazioni e di esperienze professionali tra le diverse realtà agricole europee. Il supporto sarebbe garantito dalle reti rurali nazionali e dalla rete rurale europea.

Avanti con il Regolamento sul biologico. Martina ha fatto sapere che la Presidenza italiana ha presentato un report con linee guida politiche per il proseguo dei lavori, “un report acquisito nonostante l’estrema delicatezza della questione”. Sulla riforma dell’agricoltura biologica, infatti, l’Italia è riuscita ad abbattere il muro che sin dall’inizio della Presidenza sette partner europei avevano innalzato, chiedendo il ritiro della proposta. Oggi invece, il rapporto sull’avanzamento dei lavori e le linee guida politiche proposte dall’Italia hanno ottenuto 27 voti a favore. In particolare, in merito al testo italiano sull’agricoltura biologica, la Presidenza avrebbe voluto portare il Consiglio a concordare un parziale accordo generale, ma sette delegazioni si sono dichiarate contrarie. Non sono mancati da parte di alcuni Ministri concreti supporti al testo (per esempio, sul mantenimento di agricolture miste e di esenzioni che permettono l’uso di semi convenzionali). Netta l’opposizione dell’Austria, che ha suggerito di lasciar cadere la proposta; critica anche la posizione dell’’Olanda; Lituania e Svezia non hanno condiviso le linee guida; Germania, Spagna, Francia, Regno Unito, Portogallo, Grecia, Polonia, Slovenia e Ungheria e altri hanno supportato il testo e valutato poco conveniente ripartire da capo. Come ha sostenuto il Ministro francese, i punti di consenso devono essere consolidati. La Finlandia ha condiviso le linee guida, ma si è anche chiesta se c’è la necessità di una revisione del testo. La Danimarca ha sostenuto la validità della proposta italiana ma che è ancora troppo presto per un accordo generale. Phil Hogan, Commissario europeo all’Agricoltura, ha accolto i progressi fatti sotto la Presidenza italiana, sottolineando però che “alcuni punti della proposta necessitano di essere modificati”. Qualsiasi progresso futuro in tema di agricoltura biologica dovrà ora essere gestito dalla Presidenza lettone che prenderà il via il 1° gennaio e si concluderà il 30 giugno 2015.

Fine delle quote latte. La Presidenza italiana ha lanciato la discussione sulle conseguenze del futuro delle quote latte e le possibili soluzioni per aiutare i produttori ad entrare nel libero mercato, un confronto che continuerà dal primo gennaio 2015 sotto Presidenza lettone dell’UE.

Altri risultati. Tra gli altri risultati del semestre di Presidenza, il ministro Martina ha ricordato: niente taglio di 450 milioni di euro sul bilancio agricolo comunitario; completato e firmato il regolamento di informazione sui prodotti agricoli; analisi dei tassi di errore utilizzati nei controlli della PAC; proseguito la discussione della proposta della Commissione europea su frutta e latte nelle scuole.

Fonte: Europe Direct Veneto Agricoltura

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