Acque marine. Veneto partecipa a programmi di monitoraggio Ministero Ambiente

Mose - Malamocco verso il mareLa Regione del Veneto ha sottoscritto l’accordo con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per partecipare ai programmi di monitoraggio per la valutazione continua dello stato ambientale delle acque marine in attuazione della direttiva europea “Strategia Marina”.

Individuate tre sottoregioni marine. “Questa direttiva (56/CE del 2008) del Parlamento Europeo e del Consiglio – sottolinea l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte, che ha firmato l’accordo – ha istituito un quadro per l’azione comunitaria nel campo della politica per l’ambiente marino. A livello nazionale, un decreto legislativo del 2010 (n. 190) l’ha recepita, individuando le azioni strategiche in materia di gestione e tutela dell’ambiente marino, da realizzare nell’ambito della regione del Mar Mediterraneo e delle relative sottoregioni con il coordinamento del Ministero dell’ambiente e la collaborazione delle Regioni costiere”. Per una più efficace e rappresentativa attività di monitoraggio, l’articolazione operativa prevede la suddivisione in tre sottoregioni marine: 1) Mar Adriatico, comprendente le Regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia; 2) Mare Ionio – Mediterraneo Centrale, comprendente le Regioni: Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia; 3) Mediterraneo Occidentale, comprendente le Regioni Liguria, Toscana, Sardegna, Lazio, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia.

Il monitoraggio. In sede tecnica è stata condivisa l’opportunità di individuare un’ARPA capofila per sottoregione che garantirà il coordinamento delle complessive attività di monitoraggio e l’utilizzo delle risorse finanziarie trasferite dal Ministero per la realizzazione di queste attività che saranno di norma effettuate in ambito marino costiero entro le 12 miglia nautiche. Orientativamente il monitoraggio riguarderà più tipologie, tra cui: variabili chimico-fisiche e concentrazione di contaminanti nella colonna d’acqua, fito e zooplancton, microplastiche, rifiuti spiaggiati, habitat e biocenosi dei fondali, concentrazione dei contaminanti nei sedimenti e biota, specie invasive.

Fonte: Regione Veneto

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