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I soci ARGAV incontrano gli “S-cék di Segusin”

da sx Anna Mello_Carlo Stramare (Associazione Presepio Segusino)_Fabrizio Stelluto_Dennis Coppe_Giannantonio Coppe (Pro Loco Segusino)

da sx Anna Mello e Carlo Stramare (Amici del Presepio Artistico di Segusino) con la penna ricordo ARGAV, il presidente Fabrizio Stelluto, Dennis Coppe (Pro Loco Segusino) e Luca Coppe (Amici del Presepio)

(di Marina Meneguzzi) Domanda da quiz televisivo: come si chiamano gli abitanti di Segusino, paesino della Marca trevigiana (al confine con la provincia bellunese), incastonato tra il Monte Grappa e il Cesen, nonché bagnato dal fiume Piave? Segusinesi, diranno, e con ragione, i più. Ma, in verità, c’è un altro nome con cui le due mila anime del paese sono conosciute:  i “S-cék da Segusin”. Il motivo della strana denominazione sta nel forte legame che il territorio ha con il suo prodotto più tipico, il formaggio S-cék, citato nelle cronache della Diocesi di Padova, di cui Segusino fa parte, fin dal 1400.

Caterina Verri caseifico StramareA Segusino, il casaro è donna. Ebbene, lo scorso 27 dicembre, i soci ARGAV hanno avuto la possibilità di assistere alla produzione dello S-cék,  formaggio a base di latte crudo vaccino, grazie alla Pro Loco e all’Associazione Parrocchiale Amici del Presepio di Segusino e  alla disponibilità di Caterina Verri del caseificio Dario e Saverio Stramare, che ha organizzato per noi una dimostrazione. Oltre a noi, all’incontro era presente un collega di Telebelluno (potete vedere la sua intervista al presidente Fabrizio Stelluto nel video postato a fine paragrafo). Caterina ha iniziato con lo spiegarci la storia del formaggio, preparato anticamente con il colostro, il latte, cioè, dei primi 5 giorni dopo il parto della mucca. Un latte, questo, dal colore giallognolo per cui il prodotto veniva anche chiamato “formaggio fatto con il latte di zucca“. “Il latte – ha spiegato Caterina – veniva fatto cagliare direttamente nel secchio di mungitura. Dopo 20/40 minuti, la cagliata veniva rotta e mescolata. Il formaggio, che rimaneva molto tenero in quanto privo di caseina, era fatto scolare, quindi versato con un sol gesto sul desco, da qui la derivazione onomatopeica del nome S-cék, dal rumore che si produceva nell’operazione di versamento”. Oggi lo S-cék, sempre a base di latte crudo vaccino, viene consumato fresco, ma soprattutto stagionato di 40 giorni, 3, 6 e 12 mesi ed anche aromatizzato, in forme (pezhatele) sui 2-2,5 kg dalla crosta morbida color giallo carico, la pasta soda e compatta, il gusto forte e leggermente piccante. Chi desiderasse assaggiarlo, lo può trovare nel caseificio di proprietà della famiglia di Caterina (via San Rocco 51, Segusino, tel. 340-6352987 oppure 347.0033193), che lo vende anche al mercato settimanale dei contadini a Valdobbiadene (Tv), oppure, nel periodo estivo, anche nella Malga Binot (loc. Molvine di Segusino, tel. 349.8706227) dell’azienda agricola Giulio Stramare. “In questo caso – racconta la casara Serena Stramare – lo S-cék acquista colori e profumi più intensi, in quanto si ritrovano nel latte le erbe dei pascoli di montagna”.

P1020736Piccole produzioni locali. L’economia segusinese è da tempo basata sull’occhialeria, settore produttivo oggi non più fiorente come un tempo ma pur sempre importante. Negli ultimi tempi, la comunità sta cercando di dar valore ai sapori della tradizione contadina, con l’avvio del progetto “Piccole Produzioni Locali”, che coniuga tradizione e rispetto delle norme igenico sanitarie. Oltre allo S-cék, a Segusino vengono prodotti eccellenti salumi (azienda agricola Coppe Fernando, via San Rocco 26, cell. 340.5990937, che produce anche ottime marmellate di frutta e le rinomate patate da Milies, azienda agricola Stramare Giulio, via Fossà 7, cell. 349-8706227, azienda agricola La Roja, via Cavarne 23, cell. 338-6736834), ed è stata avviato l’allevamento di oche ruspanti di montagna (azienda agricola Riva dei Coz di Giovanni Coppe, via riva Secca 100, cell. 340.0652189). Molti di questi prodotti, li potete assaggiare anche nei momenti di festa del paese, come l’Antica Fiera del Rosario, che si svolge da oltre cent’anni l’ultima domenica di ottobre.

1 Presepio Segusino Natività 2013La migrazione veneta protagonista del Presepio Artistico. Nonostante le feste natalizie siano passate, c’è ancora la possibilità di vedere il Presepio Artistico di Segusino, che ogni anno richiama tanta gente per la bellezza della rappresentazione e per la particolarità di dedicare ogni edizione ad un tema, nel 2014-15, “Migranti!”. Allestito nelle vicinanze della chiesa parrocchiale (viale Italia 270), il Presepio è visitabile fino a domenica 1 febbraio 2015 (aperto tutti i pomeriggi e nei giorni festivi anche al mattino, info eventi tel. 334.3797867). Assieme alle scene della Natività, nel presepio sono riprodotti ambienti e personaggi reali del paese, con tre scene dedicate  all’emigrazione che ha visto protagonista Segusino a fine ‘800 e inizio ‘900. Tra gli appuntamenti ancora in programma alla manifestazione “Alla Scoperta dei Presepi e dei Borghi di Segusino”, segnaliamo due concerti in programma domenica 18 e 25 gennaio, a cura del Coro di Stramare (delizioso borgo a pochi chilometri da Segusino) e del Coro della Banda Municipale di Segusino.

Cristina e Rudy Coppe Locanda Caravaggio

Cristina e Michele Coppe della Locanda Caravaggio

Roul Bortolin

Roul Bortolin, cantina Riva Cironel a Guia di Valdobbiadene

Visitare le colline del Prosecco. Segusino si trova a pochi chilometri da Valdobbiadene, immancabile, quindi, una sosta in qualche cantina lungo la panoramica Strada del Prosecco (davvero eccellente la produzione di Raoul Bortolin, dell’azienda agricola “Riva Cironel”, via Cironel 1, a Guia di Valdobbiadene cell. 339-2064160). Se vi coglie un languorino, consigliamo per la bontà delle pietanze e l’ottimo rapporto qualità/prezzo (circa 28 euro a persona per antipasto, primo, secondo, vino della casa, dolce, caffè) una sosta alla Locanda Caravaggio a San Vito, piccola frazione di Valdobbiadene. Il locale (anche pizzeria) è molto curato e tranquillo, gestito da due giovani segusinesi, i cugini Cristina (raffinata e creativa chef) e Rudy Coppe (sue le premure in sala). Il ristorante offre una cucina ricercata (anche nella proposta di pizze), con pietanze ben presentate a base di prodotti tipici di qualità, tra cui, naturalmente lo S-cék. Ottima la tagliata di cervo, grande varietà di dolci della casa e, in quanto locanda, c’è disponibilità di alcune camere spaziose e confortevoli (via Garibaldi 305, tel. 0423.972956, ristorante da prenotare nei fine settimana).

 

 

 

 

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Una Risposta

  1. […] conduttore della manifestazione rimane il formaggio S-céch. Altra tematica dell’edizione 2016 sarà la fienagione, rituale estivo che, per dedizione e […]

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