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Danni all’agricoltura provocati dalla fauna selvatica, Coldiretti presenta a Zaia una proposta di legge regionale

Terreno rovinato dai cinghiali in Lessinia IMG00617-20121127-1139 (1)

Terreno rovinato dai cinghiali in Lessinia

Lupi in Lessinia, orsi nel vicentino, cervi in Cansiglio, cinghiali che imperversano sui colli Euganei; ed ancora lepri, gazze e cornacchie ovunque sparsi in tutte le campagne sommano danni che sfiorano i due milioni di euro l’anno solo in Veneto. Coldiretti ha presentato al presidente Luca Zaia una proposta di legge regionale  in materia di prevenzione, contenimento e indennizzi per gli operatori agricoli. A San Vendemiano una delegazione di agricoltori guidata da Pietro Piccioni e Giorgio Piazza, rispettivamente direttore e presidente regionale, ha chiesto l’impegno a tradurre il pdl in norma, coordinandolo con la legislazione vigente al fine di risolvere  alla radice il problema una volta per tutte.

Mantenere l’equilibrio tra agricoltura e fauna selvatica. In primo luogo – si legge nel documento – occorre dare priorità al controllo della fauna selvatica nelle molte aree sensibili: montagna, collina, pianura e zone lagunari con piani ordinari e straordinari, in armonia con l’attività venatoria. Il testo di base, sul quale si è avviato un proficuo confronto con Legambiente, costituisce una prima piattaforma da approfondire e rappresenta l’avvio di un comune percorso di lavoro per arrivare ad una più efficace e ampia analisi degli strumenti finalizzati ad organizzare forme di programmazione di lungo periodo. Comprendere l’importanza del mantenimento dell’equilibrio tra agricoltura e selvatici è cosa non da poco per la valorizzazione della biodiversità.Tra le novità anche la corsia preferenziale agli imprenditori agricoli professionali (coltivatori diretti/IAP)  in caso di rimborso e per la realizzazione di opere di prevenzione.

Risorse, dove trovarle. Per risolvere l’annosa questione della scarsità delle risorse viene proposto di destinare il 50% dei 5 milioni corrispondenti alla tassa di concessione versata annualmente dai cacciatori per rimpinguare la cassa della Regione. Infine, da non sottovalutare, l’introduzione dell’incentivo regionale sulle assicurazioni che i produttori possono stipulare liberamente. La normativa datata 1993, a quei tempi efficace, non è più strumento adeguato per affrontare una situazione incancrenita a causa della pressione venatoria in diminuzione e dal continuo manifestarsi di specie nocive sul territorio. L’operazione coordinata da Coldiretti su tutta la Penisola è stata colta come un’opportunità imnovativa dal Governatore Zaia che ha preso in considerazione  quanto descritto dai vari vertici presenti  per dare una risposta all’altezza delle aspettative delle imprese annunciando l’impegno di valutarla e poi consegnarla alla commissione competente e al Consiglio regionale per l’approvazione.

Fonte: Servizio Stampa Coldiretti Veneto

 

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