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Nel vicentino, prodotta la prima generazione di patate da seme derivata da cinque antiche cultivar italiane a rischio estinzione

Gruppo coltivatori patate

Il gruppo di produttori patata Monte Faldo De.Co. impegnato nella prima raccolta delle antiche cultivar di patate a rischio estinzione (foto Efrem Tassinato)

(di Marina Meneguzzi) E’ stata una raccolta di patate a carattere eccezionale quella effettuata lo scorso 9 agosto sul monte Faldo, cima d’avvio della dorsale Lessinica che segna lo spartiacque tra le valli dell’Agno e del Chiampo. Un’eccezionalità data non tanto dalla quantità – in tutto sono stati raccolti 15 q di patate – quanto dal fatto che i tuberi appartengono a cinque antiche cultivar italiane a rischio estinzione che, grazie ad alcune accortezze tecnico-scientifiche, oggi costituiscono una prima generazione di patate da seme di varietà italiane, fattore quest’ultimo da considerare tutt’altro che scontato nel panorama dell’orticoltura del Bel Paese. Ad effettuare la raccolta, nonché la semina, è stato un gruppo di produttori iscritti al registro della Patata Monte Faldo De.Co (Denominazione Comunale).

mano patate

parte del raccolto di patate (foto Efrem Tassinato)

5 antiche cultivar. A raccontare l’evento, interviene Enrico Corato, vicesindaco di Nogarole Vicentino, comune che, insieme alle amministrazioni comunali di Trissino, Brogliano, Valdagno e Cornedo Vicentino, ha dato vita nel 2010 alla De.Co Patata Monte Faldo. “Invece che far pervenire i tuberi-seme dall’Olanda, abbiamo voluto auto-produrre delle sementi di patata ricorrendo a varietà italiane molto rare. In questo modo, con il nostro progetto di coltivazione abbiamo conseguito due risultati: innanzitutto abbiamo salvato dall’estinzione delle cultivar italiane di patate pressoché scomparse, ed in secondo luogo, possiamo garantire ai consumatori un prodotto di qualità 100 per cento italiano“, racconta Corato. Che aggiunge una dettagliata descrizione del progetto: “Grazie all’interessamento della Commissione intercomunale della De.Co. e all’indispensabile collaborazione di Giovanni Guarda, già direttore dell’Istituto di Genetica e Sperimentazione Agraria “N. Strampelli” di Lonigo (Vi), abbiamo avviato un programma di moltiplicazione della patata Rossa Vicentina, originaria come rivela il nome dalla nostra area (forma ovale, buccia rossa, pasta gialla, ottima par tutti gli usi), della patata Alba, selezionata dal dottor Guarda (forma tondo-ovale, buccia gialla, pasta giallo-chiara, ottima per insalata e arrosto) e di tre cultivar autoctone della Val Formazza (valle alpina nel nord del Piemonte), vale a dire la patata Formazza (forma tonda, buccia rossa, pasta gialla, eccellente per gli gnocchi), la patata Walser (forma ovale, buccia gialla, pasta giallo-chiara, ottima per tutti gli usi e arrosto) e  la patata Occhi Rossi (conosciuta nel dialetto locale come Roti Öigjè, forma tonda, buccia gialla, occhi rossastri, pasta gialla, ottima per tutti gli usi e gnocchi)”.

raccolta patate

Un momento della raccolta (foto Efrem Tassinato)

Il progetto. “Le cultivar recuperate sono state sanificate in laboratorio da possibili virosi attraverso delle delicate tecniche di micropropagazione messe in atto dalla dottoressa Luisa Andrenelli, ricercatrice della Facoltà di Agraria dell’Università di Firenze – continua Corato – quindi, abbiamo curato la propagazione delle plantule sanificate dapprima in un ambiente controllato e poi, nel 2015 è stata eseguita la prima coltivazione dei tuberi virus-esenti in un campo di montagna secondo il metodo biologico. Per la coltivazione di questa prima generazione di patate da seme è stato scelto un campo al di sopra degli 800 metri, poiché oltre questa altezza si evita la proliferazione di afidi e virosi. Il terreno adatto è stato individuato nei pressi di Cima Marana, nel territorio comunale di Valdagno (Vi).  La raccolta è stata fatta leggermente in anticipo, perché si tratta di tuberi da seme. Delle cinque varietà, l’Alba si è rivelata per essere la cultivar più delicata e precoce, mentre le altre hanno risposto in maniera più che positiva. Ora le patate saranno selezionate per calibro e sanità e conservate in appositi frigoriferi al naturale, senza anti-germoglianti, in modo da poter essere piantate a marzo 2016. Chi vorrà acquistare patate di eccezionale qualità al 100 % italiane – conclude Corato – l’anno prossimo potrà trovarle unicamente dai produttori iscritti alla nostra De.Co

terreno patate

Le antiche cultivar di patate raccolte sul monte Baldo (foto Efrem Tassinato)

Coltivazione delle patate sul monte Faldo, una storia di lungo corso. Gli appezzamenti di terreno coltivato che interessano la zona del Faldo, strappati nei secoli all’incolto, sono adatti per l’orticoltura di qualità ed in particolar modo per la patata, grazie alla natura del suolo, vulcanico e quindi assai mineralizzato, e al clima, reso fresco dalle correnti che discendono dalle Piccole Dolomiti, con una discreta piovosità estiva. Per la patata, poi, la forte escursione termica tra notte e giorno favorisce l’accumulo dell’amido nei tuberi, rendendoli più saporiti, più consistenti e meno acquosi. La produzione di patate, alimento essenziale per la popolazione contadina, è documentata nelle contrade dell’area fin dagli inizi dell’Ottocento, ed ancor oggi è affidata a molte piccole aziende a carattere familiare. La rosa delle varietà coltivate nel territorio del Monte Faldo comprende patate a pasta gialla e bianca, dal gusto delicato o più deciso, e si presta a soddisfare ogni esigenza in cucina, dalla patata farinosaper gli gnocchi, a quella a pasta compatta per insalate, da cucinare al forno o per farne purè.

volantino_festa_del_gnocco_selva_di_trissino-Il progetto De.Co. Il valore e la qualità delle patate prodotte sul monte Faldo sono da sempre riconosciuti, ma con l’avvento del boom economico e lo sviluppo artigianale e industriale nel fondovalle l’attività agricola, un tempo prevalente, si è trasformata gradualmente in un’attività da svolgere nel tempo libero. La tradizione e la qualità della produzione sono tuttavia rimaste inalterate, così, una decina d’anni fa, nella frazione di Selva di Trissino è nata l’idea di celebrare le patate con una manifestazione dedicata allo gnocco di patata, la Festa del Gnoco, la cui 11^ edizione si tiene quest’anno in due fine settimana, 29-31 agosto e 4-8 settembre. Dal successo della manifestazione, nel 2010 i cinque Comuni che condividono nel proprio territorio la presenza del Monte Faldo hanno scelto di riconoscere il valore e la qualità delle patate qui prodotte creando la Patata De.Co. Monte Faldo. Fu così individuato un preciso areale di produzione, ben definito per la tipologia di terreno (non tutto il territorio di tutti e cinque i Comuni è adatto alla coltivazione), e fu stilato il “Disciplinare di identificazione, produzione e commercializzazione delle Patate De.Co. Monte Faldo” che detta le regole fondamentali da seguire per consentire la vendita di patate sotto il marchio De.Co.

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2 Risposte

  1. Buongiorno, dove potrei aquistare le sementi?

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