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Il tema del riuso al centro di “Impatto 2.0”, evento internazionale di arte contemporanea in corso fino all’1 novembre 2015 a Este (Pd)

Riccio

L’arte del riciclo valorizza il contesto urbano. Allestimento dell’opera di street art del’artista portoghese Bordalo II nell’ex deposito delle Corriere Sita di Este

(di Marina Meneguzzi) E’ una mostra che guarda all’interazione con il visitatore, dunque 2.0. Non solo. E’ una mostra dal forte richiamo ambientale, che rimanda idealmente al pacchetto clima energia “20-20-20” varato dall’Unione Europea (ridurre emissioni di gas serra del 20%, alzare al 20% la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili, portare al 20% il risparmio energetico, il tutto entro il 2020). Ancora, è una mostra che ricorda, attraverso la scelta delle opere, il legame ventennale con il territorio di un’azienda di servizi ambientali pubblico-privata che ha messo al centro della propria attività il valore del riciclo. Ultimo ma non meno importante, è una mostra  che espone opere di arte contemporanea d’importanza internazionale. E’ tutto questo “Impatto 2.0“, esposizione che mette in scena sino a martedì 1 novembre 2015 nella bella città murata di Este, in provincia di Padova, un percorso itinerante dell’arte del ‘900 al contemporaneo.

Relatori

da sx Natalino Furlan, Lisa Celeghin, Giancarlo Piva e Ilaria Magni alla conferenza stampa di presentazione dell’evento nelle sale della Provincia di Padova

Gestione del rifiuto come risorsa. L’evento è promosso da SESA SpA (Società Estense Servizi Ambientali) per celebrare il ventennale dalla sua fondazione con l’intento di veicolare e condividere con la collettività, attraverso l’arte, i valori di innovazione, sostenibilità e attenzione verso l’ambiente che da sempre animano l’azienda, detenuta per il 51% dal comune di Este e per il restante 49% di proprietà privata. “E’ un evento di ampio respiro, che coniuga l’etica all’estetica e valorizza la nostra grande sinergia con il territorio – ha detto Natalino Furlan, presidente di SESA, nella conferenza stampa di presentazione della mostra, avvenuta nelle sale della Provincia di Padova. “Negli anni, le amministrazioni comunali che si sono avvicendate ad Este hanno sempre rifiutato l’incenerimento e creduto nella filosofia del riciclo e del riuso, nonché nella gestione virtuosa del rifiuto, visto come fonte di risorse”, ha aggiunto Giancarlo Piva, sindaco di Este. “L’azienda oggi ha impianti d’eccellenza che gestiscono 350 mila tonnellate di rifiuto umido l’anno, da cui si ottiene il biogas utilizzato attraverso un impianto di teleriscaldamento per dare calore sia a industrie che a cittadini. Tutto ciò ha condotto all’eliminazione di circa 400 caldaie dal territorio, con conseguente notevole diminuzione di CO2 nell’ambiente. Prossimo obiettivo di SESA è ottenere biometano dal compostaggio dei rifiuti“, ha concluso Piva.

Museo Atestino 1

Impatto 2,0, Museo Nazionale Atestino, Welded Tubas, 1990, Arman (collezione Carlo Palli)

Anche i reperti archeologici sono oggetti che vivono una seconda vita.L’arte contemporanea deve farsi carico delle problematiche del vivere quotidiano e, dunque, i temi proposti dalle opere in mostra riguardano il delicato rapporto uomo-ambiente, la condizione critica del quotidiano, l’eccessivo prelievo di beni primari, l’accumulo di beni di consumo, la possibilità di reinterpretazione e riuso dei materiali a fine vita“, ha spiegato Lisa Celeghin, consigliere di SESA, ideatrice e curatrice della mostra. “La mostra è un progetto importante che non si limita a mostrare della bella arte del Novecento ma che veicola dei messaggi, dei valori che devono essere tramandati alle nuove generazioni, ha detto Ilaria Magni, che ha collaborato alla realizzazione dell’evento.  “L’esposizione rappresenta un felice dialogo tra l’antico e il moderno“,  ha dichiarato Giovanna Gambacurta, da gennaio 2015 direttore del Museo Nazionale Atestino. Che ha rivelato ai presenti come il  tema del riuso evocato da “Impatto 2.0” sia strettamente collegato all’archeologia, visto che molti oggetti esposti oggi nei musei sono stati recuperati nei luoghi in cui, al tempo, si abbandonava la spazzatura.

Museo Atestino 2

Impatto 2.0, Museo Nazionale Atestino, “Quando riflette il sole esprimi un desiderio”, 1973/1990, Yoko Ono (collezione Carlo Palli)

Il progetto artistico interessa più sedi all’interno della storica città di Este. Nel Museo Nazionale Atestino, che per tutto il periodo di “Impatto 2.0” ha ridotto l’ingresso a 2 euro su esibizione di una cartolina che si può ritirare gratuitamente presso l’ex Pescheria Vecchia e l’ex Chiesa di san Rocco, nell’ambito delle Poetiche dell’oggetto nel Novecento“, espone opere di Arman, Lapo Binazzi, César, Gérard Deschamps, Giuseppe Chiari, Mario Schifano, Daniel Spoerri, Yoko Ono e Wolf Vostell, artisti che a partire dal secolo scorso hanno segnato la storia dell’arte in Europa attraverso il reimpiego di materiali poveri, di scarto o di uso quotidiano, qui posti in relazione con gli oggetti d’uso dell’Età Paleoveneta.

Ex Chiesa San Rocco 4

Impatto 2.0, ex Chiesa san Rocco Este, “Water Harps”, installazione sonora di Riccardo Casagrande

Nell’ex Chiesa di San Rocco nell’ambito de “L’oggetto inutile“, è allestita una raccolta di opere di arte e di design sul tema dell’uso e del riuso dell’oggetto quotidiano, realizzate da dieci artisti nazionali e internazionali: Riccardo Casagrande, Eleonora Cumer, Amelia Lamberto, Vittoria Lapolla, Stefano Moras, Stefano Pilato, Dario Tironi, Amos Torresin, Thomas Scalco, Studio Verissimo. Ingresso libero.

Ex Pescheria vecchia 1

Impatto 2.0, ex Pescheria Vecchia Este, “Critici Ostinati Ritmici”, 2010, Roberto Pugliese

Nell’ex Pescheria Vecchia, nell’ambito de L’uomo e l’ambiente, sono esposte le opere di Maria Rebecca Ballestra, Giovanni Canova, Gianluca Capozzi, Manuel Frara, Federico Gori, Tomaso Marcolla, Margherita Morgantin, Giovanni Ozzola, Donato Piccolo, Roberto Pugliese, Andrea Rimondo, Nicola Toffolini, artisti del panorama artistico nazionale e internazionale che testimoniano la relazione uomo-natura, la sostenibilità ambientale anche attraverso le nuove tecnologie, e il rapporto con il rifiuto attravero opere contemporanee dal linguaggio concettuale. Ingresso libero.

Lo street artist Bordalo II autore della scultura "Riccio", simbolo del Parco Colli Euganei, trasforma l'ex Deposito Corriere Sita di Este.

Lo street artist Bordalo II all’opera nella realizzazione della scultura “Riccio”, simbolo del Parco Colli Euganei, nell’ex Deposito Corriere Sita di Este.

Nel piazzale dell’ex deposito Corriere Sita, nell’ambito de “L’arte del riciclo valorizza il contesto urbano“, lo street artist portoghese Bordalo II è stato invitato a realizzare una scultura monumentale che rimarrà in permanenza a beneficio della collettività come testimonianza dell’attenzione verso il riutilizzo consapevole dei rifiuti.

Possibilità di visite guidate su prenotazione, maggiori info cell. 348-4013707

 

 

 

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