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Consumo del suolo, alla base sta la perdita del senso del valore del cibo

agricolturaConsumo di suolo agricolo, urbanizzazione senza pianificazione, illegalità e speculazioni edilizie sono tutti fenomeni conseguenti al fatto che la società attuale ha perso la consapevolezza che tutto il cibo proviene dalla terra e che questo cibo ha un costo. Non c’è alimentazione senza almeno un agricoltore in qualche parte del mondo, il cui lavoro dovrebbe essere premiato e invece è spesso sfruttato. Queste e altre riflessioni sono state al centro del convegno “Territorio e creazione: destinazione comune dei beni e valore dell’agricoltura”, che Coldiretti Rovigo ha organizzato lo scorso 3 novembre per i sacerdoti delle parrocchie polesane. Il tema anticipa quello della Giornata del Ringraziamento secondo le indicazioni della Cei.

Ogni prodotto ha dei costi nascosti. “Dobbiamo tornare a calcolare i costi dei prodotti in relazione ai costi collettivi che incorporano – ha detto Stefano Masini, responsabile dell’Area Ambiente e territorio della Confederazione nazionale Coldiretti -. Ogni prodotto ha dei costi nascosti, in termini di inquinamento ambientale, lavoro minorile, sfruttamento dei territori e delle collettività, che non rientra nel prezzo che si vede. Invece noi siamo abituati a comprare tutto sugli scaffali senza porci il problema del valore del cibo. Cibo industriale che non racconta una tradizione, un ambiente, una cultura: un cibo senza storia. Invece, ogni alimento è legato alla terra e mangiare è un atto agricolo: mangiare in modo responsabile significa chiedersi da dove viene e quali costi reali ha dietro quel prodotto. Erodiamo il suolo – ha dichiarato Masini – perché abbiamo perso il senso del valore del cibo come priorità. Il mondo in cui mangiamo determina l’utilizzo che facciamo del territorio”. “La nostra sfida – ha concluso Masini – è lavorare per un’agricoltura legata alle identità, alle differenze, ai luoghi, attenta ai bisogni dei territori. Solo così potremo essere competitivi”.

Il luogo come un entità ricca di vita, di valori. “Il suolo non può essere derubricato a merce – ha affermato don Paolo Bonetti, consigliere ecclesiastico della Confederazione Coldiretti – è un bene sociale oltre che economico. Per tutelarlo bisogna conservare la ruralità, nutrire il suolo perché esso continui a nutrirci e governarlo con strumenti efficaci”. Una motivazione etica per conservare la terra è stata anche il centro dell’intervento del vescovo di Adria Rovigo Lucio Soravito De Franceschi: “Le crescenti devastazioni della natura sono causate da uomini indifferenti alle esigenze dell’ordine e dell’armonia che reggono il creato”.

Importato più del 50 per cento del cibo che arriva sulla tavola. Il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, tirando le somme ha fatto appello ai sacerdoti presenti affinché contribuiscano a scuotere le coscienze perché si faccia più viva l’attenzione quando si compra il cibo. “Territorio, sostenibilità, ambiente, istintività, trasparenza – ha detto Giuriolo – sono ormai cardini della nostra agricoltura e del nostro lavoro quotidiano di imprenditori agricoli. Ma ancora, nonostante questo impegno, non riusciamo a coprire i costi di produzione. Mancano ancora delle regole che mettano in trasparenza il valore del nostro lavoro. L’Italia importa più del 50 per cento del cibo che arriva sulle tavole e che arriva con regole e standard di sicurezza diversi dai nostri; intanto ogni giorno tante imprese agricole chiudono e il consumatore paga ciò che acquista 10 volte di più di quanto guadagna il produttore. Sono distorsioni che Coldiretti continuerà a combattere chiedendo sempre di più la trasparenza dell’origine, ma sappiamo che non siamo più soli come un tempo: ora abbiamo la vicinanza del consumatore ed una grande fetta della società, che stanno capendo che dietro ad ogni piatto c’è una storia, un valore, un lavoro di qualità e sicurezza”.

Fonte: Coldiretti Rovigo

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