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Negoziato latte, fumata nera al tavolo della trattativa, riprendono i presidi

PRESIDIO_LATTE1

Presidio latte Confagricoltura

“L’accordo sul prezzo del latte, a queste condizioni, è impossibile. Le proposte degli industriali sono lontane dalle nostre richieste”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, che è intervenuto oggi al ‘Tavolo latte”, svoltosi a Roma presso il ministero delle Politiche agricole, per definire il nuovo prezzo all’origine in Lombardia.

Confagricoltura: “Condizioni di prezzo non remunerative, continua la lotta”. “E’ importante  – ha spiegato Guidi – che Lactalis abbia deciso di abbandonare il riferimento alle quotazioni della Germania, che non sono pertinenti con quelle della realtà italiana, pur in vigenza contrattuale. Tuttavia la proposta di aumento di prezzo non è ancora soddisfacente. La questione, però, non riguarda solo Lactalis, ma tutto il comparto industriale, rappresentato da  Assolatte, che è rimasto fermo su condizioni di prezzo non remunerative”.  “A questo punto – ha concluso il presidente di Confagricoltura – nell’attesa di capire anche l’atteggiamento della grande distribuzione (che non siede a questo tavolo ma che ha un peso importante per l’equilibrio della filiera), riprenderemo lo stato di agitazione con presidi all’impianto di Corteolona (Pavia) di Lactalis ed anche ad altre realtà industriali – non bloccando le attività degli impianti – perché tutto il mondo della trasformazione deve assumersi le proprie responsabilità”.

arrivo degli allevatori3

Protesta allevatori Coldiretti

Coldiretti: “C’è un disegno per far chiudere il maggior numero di stalle e dimezzare la produzione italiana”.  “C’è la volontà di alimentare tensioni nel Paese con la provocatoria offerta di un centesimo in più per litro di latte che umilia il lavoro quotidiano degli allevatori italiani”. E’ quanto afferma la Coldiretti in una nota. “Si vuole deliberatamente destabilizzare il sistema proprio nel momento in cui la ripresa dei consumi, dell’economia e dell’occupazione fa ben sperare anche per l’agroalimentare che è la principale voce di spesa dei cittadini”.” Si tratta di una chiara dimostrazione che la multinazionale francese Lactalis, proprietaria dei marchi Parmalat, Galbani, Locatelli e Invernizzi, insieme ad altri industriali vuole colpire il vero Made in Italy, fatto con latte italiano. Sembrano prevalere le ragioni di un patto scellerato tra Lactalis, quota parte dell’industria e i grandi traders del latte, per puntare sulla produzione straniera da rivendere ai consumatori italiani a prezzi maggiorati fino al 50 per cento rispetto a quelli di altri Paesi Europei”. “Il disegno – continua la nota – è chiaramente quello di far chiudere il maggior numero di stalle per dimezzare la produzione italiana e lucrare sull’ importazione di latte da Paesi con meno controlli e bassa qualità. La Coldiretti non permetterà che questo accada e alza il livello della mobilitazione per difendere le stalle, il lavoro, il territorio da coloro che non rispettano la legge e vogliono umiliare il Paese. Gli allevatori della Coldiretti chiedono che il compenso riconosciuto sia almeno commisurato ai costi di produzione che variano dai 38 ai 41 centesimi al litro secondo l’analisi ufficiale effettuata dall’Ismea in attuazione della legge 91 del luglio 2015 che prevede l’obbligo di contratti a dodici mesi”.

Fonte: Servizio Stampa Confagricoltura/Coldiretti

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Una Risposta

  1. C’è chiaramente un disegno per colpire il settore lattiero caseario italiano, anche perché l’intero settore agroalimentare italiano in questi ultimi anni s’è dimostrato più vivace della Francia e più avanti degli stessi responsabili dell’Unione Europea e c’è il tentativo forte di fermarlo perché qualitativamente concorrenziale. Per intanto il Governo Italiano e le Regioni sostengano con forza le cooperative del settore e le tante aziende produttrici italiane, anche piccole, in modo che possano ricevere il latte dai produttori, anche da chi attualmente è fornitore della Lactalis o altre aziende dell’Assolatte, sostengano il made in Italy lattiero-caseario e la presenza di questi nostri prodotti nei mercati esteri. Poiché la Lacatalis e con essa l’Assolatte sono forti occorre opporre una forza maggiore, unendo le migliaia di piccole realtà lattiero-casearie italiane e le coop italiane rendendole capaci di superare la forza di pressione di Assolatte e Lactalis..

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