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1995-2015, Il Codice di condotta FAO per una pesca responsabile compie 20 anni

pesca-300x300L’attività di pesca ha un “prima” e un “dopo” Codice: molti stock ittici hanno infatti raggiunto livelli di sfruttamento non sostenibili prima dell’adozione del Codice della FAO. Basta questa nota per capire l’importanza assunta dal Codice di condotta per una pesca responsabile che la FAO ha emanato nel 1995.

Celebrato in Spagna il ventennale. Grazie alla presenza di questo cardine, la Comunità internazionale ha potuto successivamente intervenire impedendo il peggioramento della situazione. Il Codice, secondo la FAO, rappresenta e lo sarà sempre più in futuro un incentivo per rafforzare il comparto in maniera sostenibile. Nel celebrare a Vigo (Spagna) il 20° anniversario del Codice, la FAO ha ricordato che, tra i prodotti alimentari, quelli ittici sono i più ampiamente commercializzati a livello mondiale, per un totale di circa 145 miliardi di dollari l’anno. Il pesce è la principale fonte di proteine animali per miliardi di persone e il sostentamento di oltre il 10% della popolazione mondiale dipende dalla pesca di cattura e dall’acquacoltura. La pressione sulle risorse marine è destinata ad aumentare, quando il mondo dovrà nutrire nove miliardi di persone entro il 2050, rendendo la gestione sostenibile della pesca ancora più importante.

Uno strumento completo. Dalle pratiche di pesca responsabile, alla gestione, all’etichettatura e al commercio, il Codice copre praticamente tutti gli aspetti del settore della pesca e ha guidato le politiche governative in tutti i continenti. Oggi, la maggior parte dei Paesi ha politiche e legislazioni compatibili con il Codice. Su tutte, le Nuove Linee Guida dell’UE, che richiedono ai mercati di indicare le zone di pesca dei loro prodotti, sono state ricavate da molti esempi di politiche che fanno parte del patrimonio del Codice e che consentono ai consumatori di fare scelte consapevoli riguardo al cibo che mangiano. Il Codice mira anche a proteggere e far crescere le condizioni di vita dei piccoli pescatori e acquacoltori dei Paesi in via di sviluppo, aiutandoli ad accedere ai mercati internazionali ed essere conformi ai diversi standard di importazione. Più recentemente, sono state aggiunte nuove disposizioni e piani d’azione per affrontare le sfide future, tra cui la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, e la necessità di mantenere la sostenibilità del settore dell’acquacoltura in rapida crescita.

Fonte: Europe Direct Veneto

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