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Suoli in pericolo, ma il deterioramento non è (ancora) irreversibile

agricolturaI suoli di tutto il mondo si stanno rapidamente deteriorando per via dell’erosione, dell’esaurimento dei nutrienti, della perdita di carbonio organico, della loro impermeabilizzazione e di altre minacce. Questo trend può essere invertito se i Paesi si impegnano a promuovere delle pratiche di gestione sostenibile e nell’uso di tecnologie appropriate. Sono questi gli argomenti affrontati dalla FAO nel Rapporto “Stato delle risorse dei suoli nel mondo”, pubblicato in concomitanza con la chiusura dell’Anno Internazionale dei Suoli 2015.

Lo studio è stato realizzato dal Gruppo Tecnico Intergovernativo sui Suoli, che riunisce il lavoro di circa 200 esperti in provenienti da 60 Paesi. La principale conclusione del Rapporto é che la maggioranza dei suoli del mondo si trova in condizioni discrete, mediocri, o molto negative, e nella maggior parte dei casi la situazione sta peggiorando. In particolare, il 33% delle terre sono moderatamente se non altamente degradate a causa dell’erosione, della salinizzazione, della compattazione, dell’acidificazione e dell’inquinamento chimico dei suoli. Lo studio mette in evidenza come oggi oltre il 35% della superficie terrestre del pianeta sia stata convertita ad uso agricolo allo scopo di nutrire una popolazione che ha raggiunto i 7,3 miliardi di persone. Il risultato é che i suoli, privati della vegetazione naturale per ospitare coltivazioni o pascoli, soffrono drastici aumenti dell’erosione e pesanti perdite di carbonio, nutrienti e biodiversità.

Urbanizzazione e cambiamenti climatici. Anche l’urbanizzazione sta avendo un peso sostanziale. La rapida espansione delle città e delle industrie ha contribuito al degrado di aree sempre più vaste, in parte contaminando i suoli con quantità eccessive di sale, acidità e metalli pesanti e sigillandoli permanentemente sotto asfalto e cemento. Il cambiamento climatico é un ulteriore fattore chiave del cambiamento dei suoli. Alte temperature ed eventi legati a condizioni climatiche estreme quali siccità, alluvioni e tempeste, colpiscono la quantità e la fertilità del suolo in diversi modi, ad esempio riducendone l’umidità ed impoverendo gli strati superiori dei suoli ricchi di nutrienti. Essi contribuiscono anche ad aumentare il tasso di erosione del suolo e l’indietreggiamento della linea costiera.

Fonte: Europe Direct Veneto

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