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Dai cocktail in Nord America e Canada, alle pasticcerie in Italia e Giappone, il nome Luxardo è…sulla bocca di tutti! E nel 2016, l’azienda padovana festeggia 195 anni di storia.

Soci ARGAV Luxardo(di Marina Meneguzzi) Una pasticceria su cinque, in Italia, si serve di prodotti Luxardo. Basterebbe questo dato per far comprendere il successo dell’azienda, leader mondiale nel settore dei liquori dolci, ed incastonata nei colli Euganei, a Torreglia, in provincia di Padova. Il 4 dicembre 2015, i soci ARGAV hanno avuto l’opportunità di vistare lo stabilimento – dal campo di marasche all’imbottigliamento, passando dalla distilleria alle botti di invecchiamento – accompagnati da Filippo Luxardo (sesta generazione della famiglia, arrivata alla settima, nella foto in alto insieme ai soci ARGAV), direttore commerciale dell’azienda.

2015, miglior fatturato di sempre. 48 dipendenti, rapporti commerciali con oltre 70 Paesi, oltre all’Italia i più importanti mercati di riferimento per l’azienda padovana sono Stati Uniti e Canada, Paesi in cui prospera la “cultura del cocktail“, bevanda che ha nel celebre maraschino una componente importante. E poi, ancora, il Giappone, Paese che ama la pasticceria di tradizione europea. La sambuca  è il loro liquore più venduto, seguito da limoncello, maraschino e “sangue morlacco”. Nel 2015, l’azienda ha registrato 20 milioni di euro di fatturato, “il miglior  risultato di sempre grazie soprattutto all’export e al dollaro debole, che aiuta le esportazioni“, ha spiegato Luxardo. “Siamo un’azienda che investe molto sul proprio futuro, abbiamo appena finito di raddoppiare lo stabilimento, e questo senza mai ricorrere al credito bancario“, ha aggiunto. Una scelta, questa, che denuncia una  solidità finanziaria aziendale, ma soprattutto un certo rigore nell’approccio al lavoro che rimanda al mix d’origine ligure-austro-ungarico- veneto della famiglia.

Nel 2016, si festeggiano 195 anni di storia. L’azienda, infatti, è stata fondata nel 1821 a Zara dal genovese Girolamo Luxardo,  arrivato nel 1817 in Dalmazia in qualità di rappresentante consolare del Regno di Sardegna, dal quale si sarebbe poi sviluppato il nuovo Regno d’Italia. Perfezionata la produzione del maraschino ricorrendo alla distillazione, Girolamo ottenne nel 1829 un “privilegio”, ossia un brevetto, dall’imperatore d’Austria che riservava ai Luxardo la produzione esclusiva del maraschino per 15 anni, a conferma della superiore qualità del loro liquore. Esclusività che l’azienda ama ricordare ancor oggi nella ragione sociale, con la denominazione “Privilegiata Fabbrica Maraschino Excelsior“. Dopo anni di splendore – nel 1939 lo stabilimento occupava oltre 200 persone ed era considerato tra i più importanti d’Italia -, nel 1943, nel corso della seconda guerra mondiale, la fabbrica venne semidistrutta dai bombardamenti anglo-americani. In seguito alla ritirata delle truppe italiane e tedesche dalla Dalmazia, nel 1944, il territorio fu occupato dai partigiani di Tito ed i Luxardo, come gli altri italiani presenti in Istria e Dalmazia, patirono vittime in famiglia e furono obbligati a partire esuli verso l’Italia. Distrutto lo stabilimento e dispersa la famiglia, sembrava che l’attività della Luxardo fosse destinata a cessare. Senonché, Giorgio Luxardo, unico superstite della quarta generazione agli eventi bellici, approdò per una serie di fortunate coincidenze a Torreglia, dove rilevò l’attuale fabbrica di distillazione, iniziando un nuovo capitolo della storia Luxardo.

Botti di larice e frassino finladese. Oggi l’azienda è proprietaria di 30 mila piante di ciliegie marasche, coltivate tra i colli Euganei e i colli Berici. La marasca è una varietà di ciliegia acida e particolarmente rustica, la pianta è piccola, come è piccolo il frutto, molto sugoso, prodotto in una quantità variabile da 10/20 Kg per pianta. Il frutto viene raccolto tra fine giugno-inizio luglio e sottoposto a una pressatura morbida. Il “fiore” del succo viene utilizzato per produrre in infusione il “sangue Morlacco”, che deve il nome al poeta D’Annunzio, al tempo legato alla famiglia Luxardo da un rapporto d’affari e d’amicizia. Il maraschino, prodotto ancor oggi secondo la ricetta originale ottocentesca, dopo l’infusione alcolica in tini di legno viene distillato in alambicchi di rame a metodo discontinuo, quindi fatto invecchiare e poi trasformato in liquore con l’aggiunta di sciroppo d’acqua e zucchero raffinato. Particolare attenzione viene riservata alle botti per l’invecchiamento: nelle primi fasi di produzione viene impiegato il larice, un legno poroso che garantisce una forte ossidazione e dà al prodotto un boquet particolare. Dopodiché, si prosegue con botti di frassino finlandese, che non “contamina” il profumo della materia prima e conserva la trasparenza del maraschino.

 

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