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Istituto Nazionale Grappa, il veneto Elvio Bonollo riconfermato presidente anticipa la trasformazione dell’Istituto in Consorzio e regole più ferree sull’imbottigliamento.

Elvio Bonollo

Elvio Bonollo

Elvio Bonollo è stato rieletto per il secondo mandato alla presidenza dell’Istituto Nazionale Grappa. La conferma, al termine del Consiglio che si è riunito lo scorso 10 febbraio a Verona.

Tutela e valorizzazione della grappa. “Ringrazio per la fiducia che mi è stata rinnovata – ha commentato Bonollo –  la considero un riconoscimento per il lavoro che insieme al Consiglio abbiamo portato avanti negli anni. Alcuni degli obiettivi che ho proposto e condiviso durante il mio primo mandato, sono ancora attuali e l’intenzione è quella di proseguire in questa direzione al fine di porre le basi per la tutela e la promozione che la nostra acquavite di bandiera –l’’Indicazione Geografica Grappa- si merita. Proprio in merito all’Indicazione Geografica Grappa – aggiunge il rieletto presidente –  grazie all’importante impegno profuso e alla collaborazione col MIPAAF, si è giunti finalmente dopo anni di lavoro alla pubblicazione del decreto 747 del 28/01/16, il quale, sostanzialmente, ci permette di  fare importanti passi in avanti proprio nella tutela e nella valorizzazione della grappa”.

Dall’1 agosto 2016 più rigore sull’imbottigliamento della grappa al di fuori della zona di produzione. Altra priorità per l’Istituto Nazionale Grappa è la necessità di creare le condizioni per un piano di controllo efficace in Italia e all’estero: insieme alla tutela e alla valorizzazione, rappresentano l’obiettivo primario del secondo mandato di Bonollo,  ma anche la mission del Consorzio di Tutela e Promozione nel quale si ha intenzione di trasformare lo stesso Istituto, rimarcando ulteriormente quanto il mondo della grappa necessiti di unità di intenti per difendere l’autenticità del prodotto. Nel presentare tale ipotesi, Bonollo si è altresì soffermato sull’importanza dell’identità territoriale per il  prodotto grappa e sulle ricadute positive che questo asset può fornire all’economia nazionale ma anche a quelle locali: “il fatto di avere la produzione della grappa all’interno del territorio italiano produzione –dalla coltivazione delle uve all’ottenimento del distillato pronto per essere consumato- ci permette di garantirne al consumatore l’autenticità del profilo organolettico, ovvero quell’elemento che rende unica l’acquavite di bandiera italiana distinguendola dalle altre acqueviti. Un aiuto in tale direzione potrebbe arrivare già con il citato decreto del Mipaaf che di fatto introduce dal 1 agosto prossimo, regole più rigorose sull’imbottigliamento del prodotto grappa al di fuori della zona di produzione a tutela del consumatore che richiede autenticità del prodotto e quale strumento di contrasto alle contraffazioni”.

Fonte: Servizio Stampa Istituto Nazionale Grappa

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