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Minicogenerazione, aiuti per circa 6 miliardi di euro

biomasse-legnose-freefoto-Firewood_web“Ci stiamo battendo perché l’Unione Europea riconosca ancora gli incentivi alle aziende agricole che vogliono investire nella cogenerazione”. A dirlo è stato Giuseppe Castiglione, sottosegretario al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, intervenuto ieri a Progetto Fuoco, in corso a Verona Fiere fino al 28 febbraio, al convegno organizzato da AIEL (Associazione Italiana Energie Agroforestali) sulla mini cogenerazione da biomasse.

Una filiera che coinvolge 150 mila imprese agricole. Il rappresentante del governo con delega alle energie rinnovabili, si è detto soddisfatto per la collaborazione avviata negli ultimi due anni con le parti che rappresentano una filiera di 150.000 imprese agricole. “Collaborazione da cui è nata la nuova programmazione 2014/2020 e un proficuo rapporto con le Regioni finalizzato a usare al meglio le risorse del territorio. Nel decreto di luglio abbiamo messo l’impresa agricola al centro dell’attenzione sulle rinnovabili insistendo perché Bruxelles mantenga gli incentivi”. Il sottosegretario ha ribadito l’impegno affinché quest’anno vengano assegnate le risorse e perché tra il 2017 e il 2020 in materia di mini cogenerazione ci sia finalmente una disposizione univoca.

La cogenerazione, tecnica che permette di produrre energia elettrica e calore da fonti rinnovabili non fotovoltaiche con impianti sotto i 200 kW elettrici, è attualmente regolata in Italia dal decreto ministeriale 6 luglio 2012 che sta per essere scalzato da un nuovo decreto ministeriale attualmente al vaglio di Bruxelles: decreto che tuttavia scadrà il 31 dicembre 2016. Evidenti quindi le difficoltà per chi, nel settore primario, voglia investire in queste tecnologie fruendo degli aiuti che per l’anno in corso ammontano a 5,8 miliardi di euro. Marco Mezzadri, referente tecnico del gruppo mini cogenerazione da biomasse e biogas di AIEL, ha spiegato che c’è ancora spazio per le richieste dal momento che diverse aziende si sono viste respingere le domande. Esistono vari tipi di generatori di piccola taglia e di gassificatori, per i quali le tariffe relative al vecchio decreto restano in vigore per un anno dall’entrata in vigore del prossimo DM sugli incentivi. “Il mio consiglio a chi sta sotto i 200 kW elettrici- ha detto Mezzadri – è di fare immediatamente l’investimento; per impianti superiori bisogna invece attendere l’entrata in vigore del nuovo decreto”.

Obiettivo, aiutare i piccoli impianti di cogenerazione collegati al mondo agricolo. Per Roberto Murano dell’Enama (Ente Nazionale per la Meccanizzazione Agricola) la brevità di durata del prossimo decreto dipende dal fatto che è uscita una disciplina comunitaria su ambiente ed energia. L’obiettivo italiano ed europeo è aiutare i piccoli impianti di cogenerazione collegati al mondo agricolo, alimentati da biomassa raccolta in loco e finalizzati a beneficiare le comunità locali. “Il nuovo decreto modifica le tariffe solo per gli impianti a regime dopo un anno dalla pubblicazione, mentre per gli altri restano in vigore le vecchie disposizioni”. Altra novità riguarda la sostituzione dei bonus per gli impianti ambientalmente virtuosi con penalità per quelli che non lo sono. Sono stati poi eliminati gli incentivi per colture prettamente alimentari, e questo per non creare turbative al mercato; e i tempi di realizzazione degli impianti si sono dilatati da 22 a 31 mesi. Infine può essere impiegato in tali impianti fino al 30% delle colture dedicate e il 70% di sottoprodotti.

A proposito dei bonus CAR (Cogenerazione ad Alto Rendimento) Massimiliano Sciarrotta del GSE (Gestore Servizi Energetici) ha ricordato agli oltre cento operatori presenti in sala, che il nuovo regolamento non contempla più i gassificatori tra gli impianti ammessi a tale aiuto, in quanto ora viene considerato il gas di sintesi (syngas).

Fonte: Servizio Stampa Progetto Fuoco

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