Chioggia (VE), Bosco Nordio, avanzata del leccio nelle dune aperte

Bosco NordioCome si è evoluta negli ultimi 50 anni la Riserva Naturale Integrale “Bosco Nordio” (Chioggia, Ve)? Com’è riuscito il leccio, quercia a lenta crescita, a sostituirsi alla pineta, molto più dinamica? Un recentissimo studio ne svela ora le dinamiche.

L’avanzamento del bosco nelle dune aperte. Per oltre un anno Giovanni Bombieri, neolaureato dottore magistrale in Scienze Forestali ed Ambientali all’Università di Padova, affiancato dai tecnici di Veneto Agricoltura, che ha in gestione la Riserva, ha studiato 5 radure superstiti prelevando 300 campioni da altrettante piante, al fine di comprendere le dinamiche di avanzamento del bosco nelle dune aperte. Queste costituiscono un habitat riconosciuto come prioritario a livello europeo, perciò importanti da conservare. I risultati parlano chiaro: dopo l’istituzione della Riserva, agli inizi degli anni ’70, il bosco di leccio, non più sottoposto al prelievo di legna, ha cominciato a espandersi, inizialmente lentamente e poi sempre più velocemente.

Avanzamento del leccio di 1 ogni 5 anni. La tesi di Bombieri dimostra una “velocità” media di espansione della lecceta di circa 1 m ogni 5 anni, ma va detto che nei primi 25 anni l’avanzamento è stato al massimo di 2 m; ultimamente invece la colonizzazione dei prati è avvenuta a velocità molto più “forti” (circa 10 m in 5 anni). Grazie a questo studio, il primo che indaga la capacità del leccio come specie colonizzatrice, si è potuti intervenire con tagli di intensità corretta riportando la situazione di 5 radure allo stato precedente il 1970, garantendo in questo modo la permanenza di specie animali e vegetali altrimenti destinate a scomparire.

Non tutte qui le novità per Bosco Nordio. Si è concluso dopo oltre 3 anni dal suo inizio il lungo iter di acquisizione da parte della Regione di un terreno adiacente alla Riserva a Sant’Anna di Chioggia (VE). L’acquisto si è reso necessario in quanto l’area privata, priva di cure colturali e prossima alla strada statale Romea, si prestava facilmente all’innesco di incendi dovuti al classico mozzicone di sigaretta (come effettivamente è accaduto nel 2010, quando solo il pronto intervento e la perizia degli operai di Veneto Agricoltura hanno scongiurato danni maggiori al bosco). La nuova fascia di terreno, grande poco più di 5 mila mq è occupata da una fitta boscaglia di robinia, rovo, lecci e grandi pioppi neri. Inoltre, in questi giorni si aperto il cantiere di manutenzione straordinaria che prevede la raccolta della grande quantità di immondizie accumulate in anni di abbandono, il taglio della vegetazione infestante e la messa in sicurezza di una decina di grandi piante instabili o con la chioma secca, pericolose per chi transita sulla strada statale. Per eseguire l’intervento è a disposizione un piccolo budget di 14 mila euro, ma grazie al ricorso alla manodopera operaia della Riserva e a quella prestata da altri Centri di Veneto Agricoltura, si riuscirà ad ottimizzare la spesa e a garantire il risultato voluto.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

 

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