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A Conegliano (TV) inaugurato il museo dedicato a Luigi Manzoni, pioniere anche nella metodologia di ricerca in viticoltura

interno_museo

interno museo

Nasce dalla caparbia volontà di un gruppo di insegnanti e dal sostegno corale di aziende, enti pubblici, ma anche di piccoli e grandi contributi economici di centinaia di ex allievi della Scuola Enologica Cerletti, il Museo Luigi Manzoni, inagurato lo scorso 14 maggio, e intitolato all’illustre scienziato che per quasi 50 anni lavorò a Conegliano (1912-1958) e fu preside della più antica scuola enologica d’Italia.

macchina fotografica manzoni

macchina fotografica Manzoni

La raccolta. “Nell’ambito di un lavoro di catalogazione iniziato alcuni anni fa, ci siamo imbattuti in alcuni tesori nascosti nei magazzini e nei laboratori della nostra antica scuola – spiega Giuliano Mocchi, che con la collega Beatrice Raco, affiancati da Giovanni Follador, hanno curato la raccolta – pezzi di macchine fotografiche dei primi del ‘900, microscopi, vetrini originali, collezioni botaniche vastissime. Un materiale prezioso poiché testimonia la visione pionieristica di Luigi Manzoni nella conduzione delle sue ricerche”.

LUIGI MANZONI in bibliotecaFotografia, balzo in avanti per la scienza naturale. Fino a quegli anni, infatti, lo studio e la didattica della botanica si erano sviluppati attraverso il disegno. Manzoni intuisce le straordinarie potenzialità della fotografia applicata alla scienza e progetta e si fa costruire da artigiani locali nuove strumentazioni. “Come un banco ottico lungo più di due metri, visibile nel museo, grazie al quale le immagini visualizzate al microscopio potevano essere trasformate in fotografie”, aggiunge Mochi. Uno straordinario balzo in avanti per la scienza naturale che Manzoni applica anzitutto allo studio degli apparati radicali delle piante di vite: tra i suoi studi infatti vi sono ricerche dedicati ai fabbisogni idrici dei vigneti. Il suo obiettivo, che culminò nella genetica, era infatti di realizzare vigneti più resistenti, senza rinunciare però alla personalità di un grande vino. Fu così che nacquero i celebri Incroci Manzoni, il più apprezzato forse il Bianco 6.0.13, frutto dell’incrocio di Riesling Ramato e Pinot Bianco.

Fonte: Servizio Stampa Latteria di Soligo

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