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Valpolicella, il Consorzio chiede alla Regione la proroga del blocco degli impianti fino al 2019 in modo da calmierare l’offerta e mantenere redditività

Uve ValpolicellaLo scorso 10 giugno, è stato pubblicato sul Bur del Veneto il provvedimento Regionale proposto dal Consorzio di tutela vini della Valpolicella che proroga il “blocco degli impianti” nell’area delle denominazioni dei vini Valpolicella fino al 2019. La reiterazione della misura, attivata nel luglio 2010, si inserisce in una valutazione di lungo periodo per calmierare l’offerta sul mercato e mantenere la redditività del comparto.

Nei prossimi due anni, già previsto un aumento di produzione di 533 ettari. “L’aumento del 15% della superficie vitata iscritta alle denominazioni vini Valpolicella dal 2010 ad oggi e la prospettiva di ulteriori 533 ettari che entreranno in produzione nei prossimi due anni ci hanno convinto, di concerto con le Associazioni professionali di categoria, a chiedere alla Regione Veneto la prosecuzione della sospensione temporanea dell’iscrizione dei vigneti allo Schedario Viticolo Veneto”, spiega Christian Marchesini, presidente del Consorzio. Secondo l’Ente di tutela è necessario non aumentare la superficie coltivata per mantenere, in base alle attuali giacenze e imbottigliamenti, un trend stabile dei volumi immessi al consumo che sia sostenibile da parte degli attuali canali di vendita con conseguente stabilità sia dei prezzi sia degli standard qualitativi. La situazione di mercato non è preoccupante, i prezzi sono stabili, tuttavia l’ulteriore prossimo aumento dell’offerta va gestito per tutelare la remuneratività della filiera. Per questo l’attuale misura prevede anche un’ulteriore riduzione della deroga all’impianto prevista per chi già possiede ettari in Valpolicella, che passa da 1 ettaro a mezzo ettaro una tantum durante tutto il periodo di vigenza della misura.

Valpolicella, in 15 anni superficie vitata aumentata del 45 per cento. “Grazie al successo dei vini della denominazione vini Valpolicella – spiega Olga Bussinello, direttore del Consorzio – la superficie vitata è aumentata del 45% dal 2000 al 2015, passando da 5.229 a 7.596 ettari, e la produzione totale di uve di oltre il 55%, da 534.451 a 831.556 q. Il livello attuale di rivendicazione della denominazione è prossimo al limite massimo e quindi, salvo che in annate meteorologicamente avverse, avremo comunque un aumento di produzione”. L’intervento richiesto alla Regione non ha trascurato di valutare i volumi di export e l’andamento dei consumi nei principali mercati dei nostri vini, in particolare negli Stati Uniti, Gran Bretagna e Italia, dove emerge un andamento stabile nel breve e medio periodo per le vendite.

Programma Riduci Risparmia Rispetta, 19 aziende inserite nel protocollo di certificazione integrata. “Riteniamo molto importante – prosegue Marchesini – condividere in questi mesi con i grandi imbottigliatori l’andamento dei mercati per affrontare con intelligenza e lungimiranza le prossime vendemmie, iniziando da quella 2016. Inoltre, contiamo su una presa di coscienza da parte degli imbottigliatori fuori zona, autorizzati dal Ministero e inseriti nel sistema di tracciabilità, che anche su di loro incombe la responsabilità della qualità di ciò che immettono in commercio ancorché molti di loro non hanno un rapporto diretto con il Consorzio e quindi con il territorio”. Per quanto riguarda la qualità delle uve destinate alla produzione di vini Valpolicella, il Consorzio si sta impegnando attivamente dal 2010 per il miglioramento della viticoltura. L’ultimo progetto è l’attivazione dal 2016 di un protocollo di certificazione integrata della produzione nell’ambito del programma Riduci Risparmia Rispetta, che ha ricevuto ampi consensi e ha partner importanti, come SIQURIA spa e CREA-Vit di Conegliano, e l’appoggio di sette comuni della Valpolicella (il 75% della superficie vitata). Il progetto nel 2016 comprenderà 19 aziende per un totale di 211 ettari.

Fonte: Servizio Stampa Consorzio Tutela vini Valpolicella

 

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