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Nuova Doc Pinot grigio delle Venezie, presentato il disciplinare di produzione

vigneto-viti-uva-da-vino-filari-IMG_5149-667x500-cs-Ieri a Verona, nelle sale di Veronafiere, si è svolta la riunione di pubblico accertamento convocata dal Ministro dell’Agricoltura: ai partecipanti è stato presentato il testo del disciplinare di produzione della DOC “delle Venezie”. I sostenitori dell’iniziativa sono le associazioni/organizzazioni di categoria che rappresentano tutti gli operatori della filiera del Pinot grigio (viticoltori, vinificatori ed imbottigliatori) del Nordest, riunite nell’Associazione produttori vitivinicoli trentini, friulani e veneti.

L’iter. “L’intera filiera triveneta ha confermato la volontà di portare a termine il percorso intrapreso oltre due anni fa insieme alle Regioni Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige per assicurare tracciabilità, prestigio e massima riconoscibilità ad un vino bianco che a Nordest ha la propria area elettiva di produzione”, ha sottolineato l’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, Giuseppe Pan. “Fra tre giorni, il 2 settembre, si riunirà il Comitato nazionale Vini, spero che il Comitato accolga e faccia propria la proposta di disciplinare presentata alle associazioni dei produttori e degli imbottigliatori e che si possa procedere celermente alla pubblicazione del documento, in modo da riuscire a raccogliere le osservazioni delle parti interessate nell’arco dei 60 giorni previsti e a portarlo in approvazione entro il 15 novembre, termine di chiusura della ‘raccolta uve’”.

Un’area che rappresenta l’82% della superficie coltivata a Pinot grigio in Italia. Con il riconoscimento della nuova Doc “delle Venezie” Pinot grigio nasce quindi un sistema vitivinicolo interregionale che vale 20.275 ettari di vigneti (11.511 in Veneto, 6.005 in Friuli Venezia Giulia e 2.760 in Trentino Alto Adige).  L’area del Pinot grigio delle Venezie a denominazione d’origine controllata oggi rappresenta oltre l’82 per cento della superficie coltivata a Pinot grigio in Italia, assumendo quindi la piena leadership del settore.  La produzione di vino Pinot grigio prodotto nel Nordest (comprensivo delle attuali DOC storiche) ed imbottigliato è stato di ben 230 milioni di bottiglie (dati 2015), di cui due terzi destinate ai mercati esteri (in prima fila quelli del Nord America e del Regno Unito, a seguire la Germania e Paesi Bassi). “Con il riconoscimento della Doc e della relativa ‘fascetta di Stato’ – ha dichiarato Pan, che insieme ai colleghi di Friuli Venezia Giulia Cristiano Shaurli e Trentino Alto Adige Michele Dallapiccola ha promosso e sta accompagnando il percorso verso la nuova Doc  – i consumatori vedranno garantita l’origine e la piena tracciabilità della bottiglia, grazie a verifiche puntuali sia sulla quantità che sulla qualità dei prodotti, dalla vendemmia all’imbottigliamento. Il rispetto del disciplinare di produzione della nuova Doc offre a produttori e imbottigliatori uno strumento in più per competere, con un nome e un marchio di assoluto prestigio, nel mercato internazionale”.

Il disciplinare della nuova Doc individua l’area di produzione, la tipologia dei terreni, la varietà di uve e la loro composizione per singola tipologia (il Pinot grigio dovrà essere fatto per l’85 per cento da uva pinot grigio), la densità di impianto, le rese per ettaro, le gradazioni minime, i metodi e i requisiti di trasformazione e vinificazione delle uve, le regole di imbottigliamento. Regole quindi molto dettagliate a cui dovranno attenersi produttori, cantine e imbottigliatori per poter apporre sulle loro bottiglie la “fascetta di Stato”. Oltre alla proposta di riconoscimento della Denominazione di origine controllata per “delle Venezie” Pinot grigio, la richiesta dell’Associazione produttori vitivinicoli trentini, friulani e veneti che interesserà anche il cambio del nome dell’attuale IGT da “delle Venezie” in “Trevenezie” e contestualmente la modifica dei disciplinari di produzione delle IGT “Veneto”, “Vallagarina”, “Veneto orientale”, “Marca trevigiana”, “Colli trevigiani”, “Conselvano”, “Alto Livenza”, “Verona”, “Provincia di Verona” o “Veronese” e “Venezia Giulia” dai quali scomparirà la parola ‘Pinot grigio’.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

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