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Capannoni industriali in disuso i nuovi campi di produzione orticola urbana? Se ne parla il 14 ottobre a Venezia, all’International Inventors Exhibition (13-16/10/2016)

da sinistra, Giorgio Prosdocimi Gianquinto, Fabrizio Stelluto e Francesco Sini

da sinistra, Giorgio Prosdocimi Gianquinto, Fabrizio Stelluto e Francesco Orsini

(di Marina Meneguzzi) Dal 13 al 16 ottobre 2016, nella città “più inventata” al mondo dall’uomo, Venezia, si terrà l’International Inventors Exhibition, organizzato da D-nest web s.r.l., società spin- off del Dipartimento di Informatica dell’Università di Verona. Durante la “quattro giorni” al Pala Expo veneziano, inventori, imprese, istituti di ricerca e associazioni presenteranno e condivideranno le proprie idee di innovazione, ma non solo. Saranno infatti organizzate numerose iniziative collateriali, quali conferenze tematiche e workshop di livello internazionale. Tra queste, venerdì 14 ottobre, figura un convegno sull’agricoltura del futuro. Ad anticiparcene i contenuti,  nell’incontro moderato dal presidente Argav Fabrizio Stelluto lo scorso 23 settembre al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), sono intervenuti due studiosi, padovani di nascita ma bolognesi d’adozione: Giorgio Prosdocimi Gianquinto, docente di orticoltura urbana nonché coordinatore del corso di laurea magistrale in Scienze Tecnologiche e Agrarie dell’Università di Bologna, e il ricercatore senior all’Università di Bologna Francesco Orsini.

Ricavare ortaggi di qualità in ambienti un tempo impensabili, come i capannoni industriali e i tetti degli stabilimenti. “Considerando il rapporto tra superficie disponibile e popolazione, attualmente ognuno di noi ha idealmente a disposizione 2.000 metri quadri di terreno coltivalbile, ma da qui a trent’anni, con l’aumento della popolazione, la cifra è destinata a calare drasticamente, si parla di 1.300 metri quadrati circa. Poiché nuove terre non ce ne sono e la deforestazione non è sostenibile, il convegno vuole portare alla ribalta l’argomento e la necessità di un’agricoltura sempre più intelligente”, ha esordito Prosdocimi Gianquinto. Che ha aggiunto: “Coltivare in città significa coltivare con sistemi sia di bassa che alta tecnologia. Un esempio è dato dagli orti urbani coltivati in terreni abbandonati, ma anche dai capannoni industriali, oggi in gran parte vuoti per la crisi economica che, grazie alla tecnologia, possono diventare dei campi di produzione di ortaggi di qualità, come anche le serre costruite sui tetti degli stabilimenti. L’orticoltura urbana dà la possibilità di ricucire le lacerazioni in corso con la Terra, è un modo per tornare a presidiare il territorio, creare corridoi ecologici attraversati dagli animali, rigenerare la biodiversità“.

Interventi dal taglio divulgativo d’informazione. Al convegno sono previste sei relazioni di esperti internazionali volte ad esplorare, in modo comprensibile a tutti, alcune tematiche legate all’agricoltura innovativa. Uno studioso belga parlerà dell’agricoltura di precisione attuata con droni e strumenti satellitari in varie pratiche agricole, dalla lotta agli infestanti all’irrigazione. Stefania de Pascale, dell’Università di Napoli, collaboratrice all’Agenzia Spaziale Europea, parlerà di “agricoltura nello spazio“, vitale per le missioni attuali ma anche per il futuro dell’umanità (si parla nel 2030 di una missione su Marte e una parte degli alimenti sarà costituita da ortaggi che gli astronauti producono già in ambienti di bassa gravità). Francesco Orsini parlerà del valore terapeutico sociale dell’agricoltura urbana mentre due colleghi spagnoli parleranno di innovazioni in serra e impatto ambientale dei sistemi di coltivazione agricoli intensivi. L’ultimo intervento in programma sarà quello di Maurizio Paoletti dell’Università di Padova e verterà sull‘entomofagia, ossia l’allevamento degli insetti per la produzione di proteine animali per la nutrizione.

Italia, paese “geniale” ma che non brevetta. Diversi e tutti interessanti, dunque, gli argomenti che saranno affrontati a Venezia in occasione di questo nuovo appuntamento in laguna dedicato all’innovazione, la cui genesi è spiegata da Matteo Cristiani, docente di Informatica all’Università di Verona, Ceo di D-nest web srl. “Il genio italiano è famoso in tutto il mondo, eppure oggi il nostro Paese è tra quelli, che annualmente, registra il minor numero di brevetti ed invenzioni. Idee, innovazioni, invenzioni hanno invece bisogno di sostegno e di condivisione, di occasioni per manifestarsi e della tutela di un ambiente sicuro anche sotto il profilo giuridico“.

Una Risposta

  1. […] nell’ambito dell’International Inventors Exhibition organizzata da D-nest (a questo link l’articolo di presentazione dell’incontro ai soci Argav da parte del professor Giorgio […]

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