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Epidemia “lingua blu”, Regione attiva vaccinazione di massa per ovicaprini, quella dei bovini, al momento a carico dei proprietari

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Vaccini solo per gli ovini e bovini liberi di ammalarsi, è questa la considerazione  di Coldiretti di fronte al diffondersi dell’epidemia da blu tongue, espressa all’assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan durante l’incontro con il consiglio provinciale dell’organizzazione agricola padovana.

Retromarcia regionale. “A causa delle scarse risorse di cassa la priorità d’intervento è nei confronti di pecore e capre in quanto il numero di capi soddisfa le scorte economiche accantonate in caso di simili calamità.  Ma se a vacche, manze buoi e vitelli non viene riservato lo stesso trattamento il virus non sarà mai eradicato dal territorio veneto”, afferma Martino Cerantola, presidente regionale dell’organizzazione agricola.  Coldiretti sottolinea l’improvvisa retromarcia degli uffici della Regione Veneto che di primo acchito  avevano garantito una copertura totale, fatto salvo poi verificare con il pallottoliere che i soldi non bastano e quindi operare le vaccinazioni solo per i greggi. “Cosi facendo il Veneto non sarà mai zona indenne a meno che gli imprenditori non si assumano direttamente l’onere del costo del vaccino: soluzione questa che non aiuta di certo gli allevatori già provati da una crisi di mercato senza fine con effetti speculativi già in atto”. Coldiretti  chiede che” le colpe di qualche falla sanitaria europea non ricadano per l’ennesima volta sugli agricoltori che hanno interesse quotidianamente di  difendere le mandrie e a garantire la salubrità delle carni ai consumatori. I servizi sanitari regionali su questo non possono sgarrare altrimenti  saranno responsabili della scomparsa di migliaia di stalle”.

La risposta della Regione. “Con il decreto di acquisto di 104 mila dosi di vaccini è partita la campagna regionale di vaccinazione di massa delle capre e delle pecore del Bellunese, del Vicentino e del Trevigiano contro la ‘blue tongue’, l’epidemia di febbre catarrale maligna che sta colpendo greggi, mandrie e allevamenti negli alpeggi del Bellunese, del Vicentino e del Trevigiano. Veicolata da un insetto, la malattia della ‘lingua blu’ (così  denominata perché causa dermatosi e ingrossamento della lingua sino a fermarne la circolazione sanguigna) non è una malattia trasmissibile all’uomo, né contamina carni e latte nei bovini, ma ha esiti letali nei capi ovicaprini“.

Colpiti ad oggi 72 capi. Continua la nota della Regione: “La diffusione dell’epidemia della febbre catarrale maligna è costantemente monitorata dai Servizi veterinari del Veneto sin da fine agosto, data del primo focolaio segnalato nel Feltrino. Sinora la ‘blue tongue’ ha già colpito 72 capi (dati aggiornati a due giorni fa, dal Servizio veterinario e di sicurezza alimentare della Regione Veneto), di cui 36 pecore, 2 capre, 1 muflone selvatico e 33 bovini. I focolai, inizialmente concentrati negli alpeggi del Feltrino, si sono progressivamente diffusi all’intera provincia di Belluno, al Vicentino e all’Alta Marca. L’epidemia è stata probabilmente innescata da capi infetti importati. I veterinari delle due Ulss bellunesi hanno iniziato ai primi di settembre a vaccinare capre e pecore, là dove si sono verificati i primi focolai e ora il Centro regionale acquisti in sanità (Cras) sta provvedendo, con procedura di urgenza e centralizzata, all’acquisto delle dosi di vaccino, necessarie per la copertura vaccinale (servono due dosi nel biennio) dei 52 mila capi ovicaprini stimati nelle tre province interessate, Belluno, Rovigo e Vicenza”.

Blue tongue vaccinazione resa falcoltativa dal Ministero della salute. A differenza della precedente epidemia del 2008, quando intervenne il Ministero della salute con un piano straordinario di vaccinazioni obbligatorie su tutto il patrimonio zootecnico, ora non esiste più l’obbligo vaccinale nei confronti della ‘blue tongue’. “Il ministero della Sanità ha reso facoltative le vaccinazioni,  scaricandone così l’onere sulle Regioni – mette in evidenza Pan – che devono quindi effettuarle solo utilizzando risorse proprie. Per ora abbiamo quindi dato precedenza al piano di vaccinazione  degli ovicaprini nelle aree interessate dai focolai, al fine di preservare il patrimonio zootecnico, con un impegno di spesa di circa 100 mila euro per l’acquisto delle dosi”. Il Servizio veterinario e di sicurezza animale della Regione Veneto prosegue i controlli clinici settimanali negli allevamenti, i prelievi di sangue e di siero a campione e i controlli sul latte, oltre al posizionamento di trappole entomologiche nelle aree a maggior rischio di diffusione per monitorare la circolazione virale.

Bovini, al momento la vaccinazione è a carico dei proprietari. Pan conclude: “Siamo consapevoli che per eradicare la malattia sarebbe necessario estendere la vaccinazione anche  ai circa 160 mila bovini presenti nelle zone interessate. L’attuale piano di profilassi richiede in via prioritaria la vaccinazione obbligatoria dei bovini che devono essere movimentati dalle zone di restrizione e di quelli da riproduzione, con spese però a carico dei proprietari. Per oggi è stato indetto un vertice con i tecnici dei servizi di prevenzione veterinaria sull’emergenza ‘blue tongue’ nel corso del quale, compatibilmente con le ristrette disponibilità del bilancio regionale, cercheremo di trovare una soluzione anche alle richieste delle organizzazioni professionali degli allevatori di bovini di essere  aiutati dalla Regione nel sostenere l’onere vaccinale”.

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto

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