• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Olio di oliva, crolla la produzione nazionale (ma cresce in Veneto) e volano i prezzi

olioE’ carestia a livello mondiale di olio d’oliva, lo comunica Coldiretti che segnala anche un crollo della produzione nazionale del 38%.  Il Veneto però tiene duro, con una realtà di nicchia pari a 1.761 tonnellate  nel 2015 e una previsione di incremento del 30%.

Mobilitazione nazionale. “Merito dell’alta professionalità degli olivicoltori del territorio regionale – spiega Enzo Gambin, direttore Aipo, la più importante  associazione del Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, a cui aderiscono circa 5000 imprese olivicole singole, cooperative e consorzi di produzione, lavorazione e trasformazione delle olive. “Gli agricoltori – continua Gambin – non si sono fatti scoraggiare dalle avversità atmosferiche e dagli attacchi funginei alle piante dimostrando capacità imprenditoriali di alto livello e rispondendo con corrette strategie di difesa puntando ovviamente tutto sull’alta qualità”. I dati del settore sono stati rivelati da Coldiretti sulla base di studi Ismea/Unaprol in occasione della Giornata nazionale dell’extravergine italiano al Mandela Forum di Firenze in Toscana dove diecimila agricoltori con i trattori si sono mobilitati per difendere il prodotto più rappresentativo della dieta mediterranea.

Spagna leader mondiale. Minacciato dalla concorrenza sleale, dalle speculazioni e dalla mancanza di trasparenza in etichetta, con truffe ed inganni l’olio d’oliva italiano rispecchia un andamento che si riflette sulla produzione a livello globale dove si prevede una storica diminuzione dei raccolti per effetto di difficoltà segnalate anche in Grecia con circa 240 milioni di chili (-20%) ed in Tunisia dove non si supereranno i 110 milioni di chili (-21%) mentre in Spagna, che si conferma leader mondiale, si stimano circa 1400 milioni di chili, in linea con l’anno scorso. In controtendenza la Turchia che aumenta la produzione del 33% per un totale di 190 milioni di chili. Il risultato è una previsione di produzione totale a 2,785 miliardi di chili in calo del 9%, con conseguenti tensioni sui prezzi che si prevedono in forte rialzo per effetto della corsa all’acquisto dell’olio nuovo. I cambiamenti si faranno sentire sul carrello della spesa soprattutto in Italia dove i consumi di olio di oliva a persona sono attorno ai 9,2 chili all’anno, dietro la Spagna con 10,4 chili e la Grecia che con 16,3 chili domina la classifica.

I prezzi alla borsa merci di Bari, che è la più rappresentativa a livello nazionale, sono in significativo aumento, con un balzo nell’ultima settimana del 14% per l’extravergine rispetto all’inizio dell’anno. Le previsioni Ismea/Unaprol che classificano l’Italia come secondo produttore mondiale nel 2016/17, indicano che la Puglia si conferma essere la principale regione di produzione nonostante il calo, mentre al secondo posto si trova la Calabria con una riduzione della produzione inferiore alla media nazionale e sul gradino piu’ basso del podio si trova la Sicilia dove il taglio dovrebbe essere più marcato a causa  delle condizioni meteorologiche primaverili che hanno causato perdite in fioritura. Complessivamente, nel Mezzogiorno si stima un calo produttivo del 39%, al nord di appena il 10% mentre al centro del 29%, con la Toscana in linea con questa riduzione.

In Italia, il più vasto patrimonio di varietà d’ulivo. “Con l’approvazione dei piano olivicolo nazionale si è aperto un percorso di crescita del vero “made in Italy” sul quale fare leva per incrementare la produzione nazionale, sostenere attività di ricerca, stimolare il recupero varietale e la distintività a sostegno della competitività del settore”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “l’Italia puo’ contare su oltre 250 milioni di piante di ulivo su oltre un milione di ettari di terreno coltivato con il maggior numero di oli extravergine a denominazione (44) in Europa e sul più vasto patrimonio di varietà d’ulivo del mondo (395) che garantiscono un fatturato al consumo stimato in 3,2 miliardi di euro nel 2015”.

Fonte: Servizio Stampa Coldiretti Veneto

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: