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Lotta ai cambiamenti climatici, un altro passo avanti

gas serraNei primi giorni di ottobre, il Consiglio dell’UE ha ratificato l’Accordo di Parigi del dicembre 2015, che stabilisce il quadro per l’azione globale sui cambiamenti climatici. La decisione di ratifica è stata subito depositata presso il Segretariato Generale delle Nazioni Unite, che è il depositario dell’importante Accordo.Gli Stati Membri procederanno ora alla ratifica insieme all’UE, se hanno già completato le procedure nazionali, oppure successivamente ma “il prima possibile”.

L’Accordo entrerà in vigore 30 giorni dopo la ratifica da parte di almeno 55 Paesi che nel loro insieme rappresentino il 55% delle emissioni globali di gas a effetto serra. Sinora hanno ratificato l’accordo 63 Paesi, che rappresentano il 52,11% delle emissioni globali.

I principali elementi dell’Accordo di Parigi 2015. A quasi un anno di distanza, ricordiamo i passaggi salienti dell’Accordo. Obiettivo a lungo termine: mantenere l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto di 2°C in più rispetto ai livelli preindustriali e di proseguire gli sforzi per limitarlo a 1,5°C; Contributi: a Parigi i Paesi hanno presentato precisi piani d’azione nazionali globali in materia di clima finalizzati a ridurre le rispettive emissioni; Ambizione: i Governi hanno deciso di comunicare ogni cinque anni i propri contributi per fissare obiettivi più ambiziosi; Trasparenza: i Paesi hanno accettato di comunicare – l’un l’altro e al pubblico – i risultati raggiunti nell’attuazione dei rispettivi obiettivi al fine di garantire trasparenza e controllo; Solidarietà: l’UE e gli altri Paesi sviluppati continueranno a fornire finanziamenti per il clima ai Paesi in via di sviluppo per aiutarli sia a ridurre le emissioni che a diventare più resilienti agli effetti dei cambiamenti climatici.

Fonte: Europe Direct

 

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