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11 dicembre 2016, torna in Veneto la manifestazione Boschi a Natale

Sono 14 gli appuntamenti in calendario domenica 11 dicembre 2016 alla manifestazione Boschi a Natale, iniziativa promossa dalla Regione e dall’Unpli Veneto che, attraverso visite guidate nei parchi, oasi naturalistiche, aree boschive e zone di pregio ambientale del territorio regionale, conduce i visitatori alla scoperta di luoghi importanti dal punto di vista naturalistico e paesaggistico. Al termine di ogni escursione, sono previste degustazioni di prodotti tipici.

Meglio prenotare. Tre sono le proposte nelle province di Belluno, Treviso e Venezia; 2 due nei territori di Rovigo e Verona, una nel Vicentino. Tutte le escursioni sono adatte alla famiglia, si va da un massimo di 4 ore di passeggiata ad un’ora e mezza. Alcuni dei percorsi sono anche adatti ai non vedenti e alle persone con disabilità motoria e sono indicati nella mappa con specifica icona. La prenotazione è gradita e va effettuata 3 giorni prima dell’escursione (0438.893385 / 334.2936833, quota d’iscrizione euro 5,00/adulto).

Il programma per provincia/Venezia. Caorle due escursioni: ore 10 e 14 Oasi Naturale Valle Vecchia. Punto di ritrovo: Veneto Agricoltura, strada provinciale Portogruaro Brussa. Localizzata lungo la costa tra i centri urbani di Caorle e Bibione, è una vasta area non urbanizzata nata in parte dalle azioni di bonifica degli anni Cinquanta che hanno portato alla nascita dell’isola di Vallevecchia. Oggi, tra l’arenile e la pineta, sorge di uno dei maggiori sistemi dunali litoranei del Veneto. Proprio per la presenza di questo particolare habitat, Vallevecchia è stata riconosciuta dalla Comunità Europea, come Zona di Protezione Speciale e Sito di Importanza Comunitaria. Il paesaggio è segnato solo da antichi casoni caorlini e da edifici rurali, tra zone umide salmastre nidificano specie protette, tanto che l’area è tra le più amate da chi pratica birdwatching.  Martellago ore 10 Marzenego e parco Laghetti Punto di ritrovo: piazza Ilaria Alpi, Maerne di Martellago. Le cave di argilla nel bacino del Marzenego hanno prodotto una notevole alterazione dell’ambiente, ma una volta abbandonate, si è avviato al loro interno un processo di rinaturalizzazione, che ha permesso in seguito notevoli progetti di recupero. Tra queste ex cave, spiccano per estensione i Laghetti di Martellago: ben 64 ettari, quanto il bosco di Chirignago a Marghera, mentre il parco di San Giuliano ne occupa una quarantina. Un’oasi che negli ultimi vent’anni è diventata patrimonio pubblico grazie all’impegni degli enti locali e delle associazioni ed oggi è un polmone verde da scoprire: per la nidificazione di uccelli e la presenza di fauna.  L’area del Marzanego, fiume di risorgiva che nasce poco lontano da Dese e Sile, si caratterizza a Martellago anche per la presenza di mulini e di architetture di pregio: dalla Villa Morosini, detta Ca’ della Nave, il cui grande parco (oggi golf club) si lega proprio alla presenza dell’acqua, alle fornaci di argilla, cui si lega la storia delle cave. Quarto d’Altino due visite alle ore 10 e 14 Oasi Naturale di Trepalade Punto di ritrovo: parcheggio via Marconi 45, Quarto d’Altino. L’Oasi situata nel comune di Quarto d’Altino, in località Trepalade, è caratterizzata da una vegetazione spontanea e rigogliosa che ricopre le sponde delle cave senili trasformando il luogo in uno degli ultimi lembi rimasti nella campagna veneta di un tempo, quando la coltura intensiva non esisteva. La presenza del Sile e la sua vegetazione ripariale, un pioppeto con sottobosco spontaneo, il canneto, il ninfeeto, il giovane “bosco dei nati” hanno contribuito a creare un piccolo ma importante ambiente tipico dove piccoli mammiferi, rettili, anfibi ed uccelli, ormai scomparsi nelle zone limitrofe, vivono e si riproducono nella più completa protezione.

Il programma per provincia/Treviso. Sarmede ore 10 I boschi di Posocco. Punto di ritrovo: piazza Roma, Sarmede. Vittorio Veneto ore 10 Le Piaie di Sonego Punto di ritrovo: piazza Santa Giustina, Vittorio Veneto. Nel Vittoriese, oltre alle aree più conosciute (come il Cansiglio), vi sono degli splendidi boschi di pregio costituiti da carpini, querce, castagni faggi, ciliegi. Tra questi alcuni alberi secolari, veri “patriarchi vegetali”, soprattutto castagni che un tempo nutrivano con i loro frutti la popolazione locale. Il primo nucleo di grandi alberi si trova al confine tra il comune di Fregona e di Vittorio Veneto lungo il suggestivo percorso che porta da S. Augusta al Monte Pizzoc in località Piaie (o Piazze) di Sonego e l’altro ai margini dei prati di Posocco tra i comuni di Sarmede e Cordignano in un’area di rara bellezza. Ambedue i percorsi sono molto vari e rappresentano vari aspetti della natura dei luoghi (vegetazionali, faunistici, geologici, archeologici ed etnografici). Castelcucco ore 10 I boschi di Castelcucco. Punto di ritrovo: Museo Latteria al Casel, via Ru’ 23, Castelcucco. Partendo dalla chiesa Arcipretale di San Giorgio, salendo lungo la strada comunale di Castelcucco via Rive si apre progressivamente un ampio panorama sullecolline Asolane, fino ad arrivare all’indicazione per la piacevole discesa boschiva di “S.Giustina” che rapidamente porta alla sorgente del torrente Muson. La discesa lungo il corso d’acqua, abbina colori e vegetazione di una ricchezza unica per una zona prettamente boschiva. Il percorso esce in una suggestiva zona costituita dall’Oratorio di “San Francesco” ed il borgo di “Casel” un’opera di archeologia industriale che offrono interessanti soste prima di ritornate alla base di partenza.

Il programma per provincia/Rovigo. Trecenta ore 10, I Gorghi di Trecenta, Punto di ritrovo: piazza Marconi, Trecenta. I Gorghi di Trecenta sono un’area protetta ricca di zone umide situate nei pressi di Trecenta, in provincia di Rovigo. La zona, dichiarata sito di interesse comunitario (SIC), comprende un complesso di zone umide a testimonianza di alluvioni antiche, situate in depressioni naturali nel terreno ed alimentate dalle risorgive di un paleo alveo del Po. A questi antichi laghetti, oggi frequentati più dalla fauna avicola, si legano le leggende popolari che spesso ne danno il nome. Come il Gorgo della Sposa, la tragica leggenda di una fanciulla vittima di un matrimonio combinato che preferì gettarsi nelle acque e morire piuttosto che rinunciare al suo innamorato. Rosolina ore 10 e 14 Parco del Delta del Po | Giardino Botanico di Porto Caleri. Punto di ritrovo: Porto Caleri, Rosolina Mare. Il Giardino Botanico di Porto Caleri è un significativo esempio di gestione sostenibile degli habitat dunali. La Regione Veneto fin dai primi anni ’90 ha operato per conservare, valorizzare e rendere disponibile al pubblico questo sito che si è mantenuto nella sua struttura ecosistemica originaria. Il Giardino è costituito da un centro visite e da un articolato sistema di sentieri, ponti, passerelle in buon parte accessibile a disabili accompagnati e non vedenti consentendo una visita ad “impatto ambientale” prossima allo zero. A questi ambienti ormai rari è oggi riconosciuto un elevato valore naturalistico che potrai scoprire assieme alle guide del Parco Regionale del Delta del Po. Un ambiente marino incontaminato e primigenio, così raro sulla costa Adriatica.

Il programma per provincia/Vicenza. Longare  ore 10 Parco ex Cava Volto, Punto di ritrovo: piazza Valaurie, Costozza di Longare. L’hanno chiamata “l’oasi dal cuore di pietra” l’ex cava del Volto a Costozza di Longare si prepara a diventare cantiere sperimentale per un progetto di recupero degli habitat e valorizzazione a fini didattico-ambientali. L’area sta per diventare, grazie ad un progetto di valenza europea, una tappa fondamentale di un percorso di 130 km di sentieri sui Colli Berici. Le cave di pietra tenera vicentine erano già attive in epoca romana, dalle cavità sotterranee partono i “ventidotti” che incanalano l’aria a temperatura costante verso gli ambienti superiori cantine scavate nella roccia (i covoli) e ville, come Villa Eolia di cui fu ospite Galileo Galilei.

 Il programma per provincia/Verona. Roverchiara due visite alle ore 14 e 17,30 Parco dell’Adige. Punto di Ritrovo: piazza Vittorio Emanuele, Roverchiara. L’area naturalistica di 900 ettari interessa più Comuni, alcuni di loro stanno da tempo lavorando alla realizzazione di un parco intercomunale delle anse dell’Adige, per la creazione di percorsi ciclabili arginali che si colleghino direttamente al centro di Verona, la creazione di laboratori didattici e il recupero di antiche aie ed edifici rurali. Fumane, ore 10 e 14 Parco Regionale della Lessina. Punto di ritrovo: piazza della Chiesa, Molina di Fumane. Molina è un piccolo borgo medievale con numerose case perfettamente restaurate dove si possono osservare i tipici dettagli degli elementi architettonici delle costruzioni della Lessinia, in particolare i tetti coperti da grandi lastre di calcare rosso. Oltre all’architettura e alle famose cascate di Molina, il Parco della Lessinia è il luogo ideale per un’escursione naturalistica immersi nel verde della lussureggiante vegetazione, tra vertiginose pareti di roccia nuda, ampie caverne e scroscianti cascate d’acqua che per centinaia d’anni hanno alimentato i diciotto mulini di questo piccolo borgo della Lessinia.

Il programma per provincia/Belluno. Sospirolo ore 10, Il bosco di Cornia. Punto di ritrovo: Località Torbe Casera, Sospirolo. Il lago di Vedana è un piccolo specchio d’acqua di origine glaciale situato nel territorio comunale di Sospirolo, non presenta immissari ed emissari, costituendo cioè un bacino endoreico. Il lago giace in una zona di grande interesse naturalistico, alle porte del Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi; occupa una piccola depressione causata da un antico alveo del fiume Cordevole, all’interno di una zona denominata Masiere, un’ampia distesa di grossi massi e detriti ormai ricoperta in larga parte da vegetazione pioniera.. Il lago di Vedana e i prati torbosi de “Le Torbe” costituiscono delle “oasi umide”.. Nei pressi di San Gottardo sorge la Certosa di Vedana, antico monastero certosino. Perarolo ore 10, Area Wilderness Valmontina, Punto di ritrovo: località Macchietto, Perarolo. La Val Montina è la prima area wilderness alpina di rilevanza europea, localizzata nel comune di Perarolo di Cadore e attualmente gestita da Veneto Agricoltura. Si tratta di una zona incontaminata, dove la natura si presenta inalterata, allo stato selvaggio e ricca di biodiversità. Un patrimonio naturalistico, definito infatti area SIC (Sito di Interesse Comunitario) e ZPS (Zona di Protezione Speciale), particolarmente importante per il territorio provinciale, che conserva al suo interno specie vegetali e animali non visibili altrove. Una valle impervia che è possibile raggiungere attraverso limitate vie d’accesso e abbandonata dall’uomo dalla fine dell’Ottocento. Un paradiso terrestre che custodisce numerose specie di animali tra cui l’aquila reale, il gallo cedrone, l’astore o ancora il cervo, la marmotta, lo stambecco. Sappada ore 10, I Boschi e le borgate di Sappada Vecchia, Punto di ritrovo: Borgata Bach 163, Sappada. Già dal 1600, le borgate di Sappada venivano indicate con il termine Colli o Masi. L’equivalente termine tedesco Hof si trasformò, col passare del tempo, in heifele, che significa appunto borgata. Sono 15 le borgate che si susseguono sul versante nord della valle, quello meglio esposto al sole. Le frazioni più antiche – le borgate Mühlbach, Cottern, Hoffe, Fontana, Kratten, Soravia, Ecche e Puiche – costituiscono quella che viene identificata come “Sappada Vecchia”. Ogni borgata è un nucleo a sé, in cui la vita sociale, soprattutto in passato, si concentrava tra la fontana e la chiesa (o chiesetta, o cappella) della frazione e oggi ci porta nel cuore e nella storia di questa felice isola linguistica germanica.

Fonte: Servizio Stampa Boschi a Natale

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