• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Gli affari sporchi delle mafie a Nordest

caselli-sul-falso-150x150

L’ex procuratore Giancarlo Caselli

Gli interessi illeciti nel settore agroalimentare con l’infiltrazione nei mercati ortofrutticoli dei Nord Italia e nel commercio di prodotti oleari da parte di soggetti riconducibili alla cosca Piromalli sono la punta di un iceberg del business della criminalità organizzata nell’agroalimentare che vale 16 miliardi all’anno. E’ quanto afferma Coldiretti nel commentare positivamente il blitz eseguito dai Ros qualche giorno fa contro la potente cosca dell’’ndrangheta con 33 provvedimenti di fermo e di sequestro di beni emessi dalla Procura distrettuale antimafia di Reggio Calabria.

Prezzi aumentati anche del 300 per cento dal campo alla tavola. “Il fatto che i tentacoli delle agromafie arrivino fino a Nordest non ci stupisce”, commenta Federico Miotto, presidente di Coldiretti Padova. Che aggiunge: “La malavita si appropria di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, ma compromette in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani e il valore del marchio Made in Italy. La presenza di attività criminali nella filiera agroindustriale non fa che aggravare gli aspetti patologici dell’indotto agroalimentare, come la lievitazione dei prezzi di frutta e verdura nella filiera che va dal produttore al consumatore. Sono la conseguenza non solo dell’effetto dei monopoli, ma anche delle distorsioni e speculazioni dovute alle infiltrazioni della malavita nelle attività di intermediazione dai mercati ortofrutticoli ai trasporti. L’ortofrutta è sottopagata agli agricoltori su valori che non coprono neanche i costi di produzione, ma i prezzi moltiplicano fino al 300% dal campo alla tavola anche per effetto del controllo monopolistico dei mercati operato dalla malavita in certe realtà territoriali”.

Servono armi efficaci per combattere criminalità. Il fenomeno non può lasciare indifferenti, tanto che Coldiretti da anni sta tenendo alto il livello di attenzione con l’attività dell’Osservatorio sulla criminalità in agricoltura. E proprio da Padova, l’anno scorso, l’ex procuratore Giancarlo Caselli, alla guida del comitato scientifico dell’Osservatorio, aveva messo in guardia sull’effetto devastante delle agromafie. “Nel Nordest c’è una mafia “silente” – aveva ricordato Caselli – che applica il proprio metodo di assoggettamento senza fare troppo rumore e senza far scorrere sangue. E’ interessata al denaro, alla ricchezza presente in queste terre per realizzare i sui traffici. L’agricoltura è un settore che fa gola alla criminalità perché il made in Italy è conosciuto in tutto il mondo e perché mettere le mani sull’agroalimentare significa assicurarsi ampli margini di guadagno con le contraffazioni, le falsificazioni e ogni genere di frode. Per combattere le agromafie servono delle armi efficaci, per questo l’Osservatorio ha proposto un disegno di legge”. Gli interessi criminali sono rivolti anche alle forme di investimento nelle catene commerciali della grande distribuzione, nella ristorazione e nelle aree agro-turistiche, nella gestione dei circuiti illegali delle importazioni/esportazioni di prodotti agroalimentari sottratti alle indicazioni sull’origine e sulla tracciabilità non curandosi delle gravi conseguenze per la catena agroalimentare, per l’ambiente e la salute.

mafiaanordestUn libro inchiesta. A proposito di malavita organizzata in Veneto, interessante anche la lettura del libro “Mafia a Nordest” (Bur Biblioteca Univ. Rizzoli 2015), in cui gli scrittori Luana de Francisco, Ugo Dinello e Giampiero Rossi squarciano il velo di silenzio interessato che da troppo tempo lascia campo libero all’azione dei clan e dei loro alleati, raccontando senza tabù i loschi interessi che mafia e imprenditori locali condividono: dal riciclaggio di denaro sporco al pericoloso mal costume del “nero”, dal traffico di droga e armi ai disastri ambientali, dall’infiltrazione nelle ditte appaltatrici di Fincantieri al business del tarocco.

Fonte: Servizio Stampa Coldiretti Padova/Bur

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: