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Pfas: Galletti-Bottacin, firmato accordo, sbloccati 23 milioni per il bacino del Fratta-Gorzone

pfasimmagineE’ stato firmato nel pomeriggio di ieri, mercoledì 15 febbraio 2017, nella sede della Regione Veneto, l’Accordo integrativo per la tutela delle risorse idriche del bacino del Fratta-Gorzone: arrivano dunque sul territorio ventitre milioni di euro di risorse del ministero dell’Ambiente, di cui dieci destinati al distretto conciario vicentino, che dovranno servire agli interventi sulle aziende, per quelli sugli scarichi delle fognature, il collettore e gli impianti di depurazione, oltre che per garantire acqua potabile di qualità.

Nell’Accordo, in evidenza il problema Pfas. Ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti: “L’impegno del Ministero nell’ambito di un’intesa istituzionale aggiornata e integrata è confermato, chiediamo però al territorio l’individuazione di interventi puntuali e tempistiche certe per la realizzazione, in una filiera di responsabilità che coinvolge tutti.  Da qui, inoltre, lanciamo con ancora più forza la nostra sfida al problema Pfas: figurano infatti, a differenza del passato, tra gli obiettivi dell’Accordo, creando le premesse per dare giusta finalizzazione agli 80 milioni di euro di fondi Fsc contenuti nel Piano Operativo Ambiente deliberato dal Cipe lo scorso dicembre”.

La Regione Veneto. “Oggi abbiamo compiuto un passo importante verso la risoluzione di una problematica su cui ci stiamo muovendo da tempo. Inoltre, con la firma odierna, proseguiamo la collaborazione con il Ministero anche sul tema Pfas, argomento quanto mai delicato e di valenza nazionale interessando varie regioni, che stiamo analizzando in tutte le sue sfaccettature in sinergia con le diverse amministrazioni interessate”, ha dichiarato l’assessore all’Ambiente veneto Gianpaolo Bottacin. Il documento, che integra l’intesa raggiunta con l’accordo di programma quadro siglato nel dicembre 2005, è stato firmato da ministero dell’Ambiente, Regione Veneto, Autorità e Consigli di Bacino, Province e Comuni interessati, Arpa Veneto, gestori di fognature e impianti di depurazione, associazioni rappresentative di industriali, artigiani e aziende conciarie operanti sul territorio. “Le Parti – si legge nell’intesa – ribadiscono che il risanamento della parte alta del bacino del Fratta-Gorzone costituisce una delle condizioni indispensabili per l’utilizzazione delle risorse idriche a valle”.

Il testo individua l’esecuzione di diverse attività: il completamento e aggiornamento del censimento di tutte le fonti di inquinamento, il monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee, la prevenzione ed abbattimento degli inquinanti e delle sostanze pericolose, tra qui quelle perfluoro-alchiliche, sulle quali si prevedono non solo il monitoraggio e la prevenzione della diffusione nell’ambiente, ma anche interventi per il loro abbattimento ovvero per la sostituzione delle fonti di approvvigionamento per garantire l’utilizzo di acqua potabile. Sono previsti inoltre “interventi di miglioramento della depurazione degli scarichi, mediante il miglioramento delle reti fognarie e degli impianti di depurazione”,  razionalizzazione degli schemi fognario-depurativi, azioni di riqualificazione ambientale come la bonifica delle discariche per fanghi di depurazione, sperimentazione tecnologica, riduzione dell’utilizzo di acque di falda per uso industriale.

Programma di lavoro da definire entro un mese. All’inizio dello scorso anno il ministero dell’Ambiente, attraverso la direzione per la Salvaguardia del Territorio e delle Acque, aveva presentato il testo dell’Accordo integrativo, impegnandosi a mantenere sul territorio tutti i ventitre milioni precedentemente stanziati e fino a oggi non spesi. Le risorse saranno impegnate per il cofinanziamento degli interventi, in coerenza con gli impegni assunti e attraverso un programma di lavoro da definire entro trenta giorni. E’ chiarito che, in caso di mancato avvio degli interventi finanziati entro un anno, il Comitato di sorveglianza può proporre la risoluzione dell’accordo e dunque il ministero procederà alla revoca delle risorse di propria competenza, riprogrammandole d’intesa con la Regione.

Fonte: Servizio stampa Ministero dell’Ambiente

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