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Birra, parte dal Veneto la proposta di tutela nazionale del marchio artigianale

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Alcuni componenti del direttivo Birrai Confartigianato Imprese Veneto

Il Veneto si candida a diventare patria delle birre artigianali e ne ha ben donde. La nostra regione registra infatti numeri da record: 79 i birrifici attivi, di cui 39 non industriali ed è la regione che ne ha di più in Italia. Una nicchia si, ma in forte crescita. A parlarne ai soci Argav lo scorso 24 febbraio sono arrivati al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) alcuni rappresentanti della neo costituita categoria regionale Birrai di Confartigianato Imprese Veneto.

Birra artigianale un marchio da tutelare. Proprio dal Veneto, ed in particolare da Treviso, che ha all’attivo 13 birrifici artigianali, parte la battaglia per evitare che il boom si trasformi in sboom ma che, al contrario, venga codificato, promosso e tutelato. “I numeri parlano da soli – ha spiegato Ivan Borsato – titolare del birrificio Casa Veccia di Camalò in provincia di Treviso- neo presidente regionale dei Birrai di Confartigianato Imprese Veneto (accompagnato per l’occasione da alcuni componenti del direttivo regionale, presenti nella foto in alto, tra cui il vice presidente Simone Dal Cortivo del BirrOne di Castelnuovo di Isola Vicentina, Luca Del Zolt di Birra del Grillo di Comelico del Cadore (BL) e Gianpaolo Miotto del Birrificio Camerini di Piazzola sul Brenta PD), ed impongono una riflessione anche per controllare la definizione di “birrificio artigianale”. Al fine di tutelare chi opera quotidianamente  – e con successo crescente – in maniera rigorosa e contenere l’uso indiscriminato delle specificità dei birrifici artigianali abbiamo in serbo una serie di iniziative. Tra queste: sostenere la proposta di legge della Regione Veneto sull’istituzione di un marchio dei prodotti e dei produttori di birra artigianale (proposta dai Consiglieri Barison, Giorgetti, Donazzan e Finco), sostenere gli eventi pubblici di maggior rilievo e sostenere la definizione delle linee guida per un regolamento/disciplinare che rappresenterebbe una novità assoluta a livello nazionale in materia”.

Va trovata una chiave ulteriore ai volumi annuali di produzione. “Non si tratta di un’operazione semplice – ha chiarito Borsato -. La birra è l’alcolico popolare per eccellenza, può essere prodotto con investimenti minimi (numerosi i birrai casalinghi che se la autoproducono nel garage di casa) e come tale ha mille sfaccettature, segreti e altrettanti modi di essere prodotta ad eccezion fatta per i passaggi basilari, che però sono comuni alle produzioni artigianali ed industriali. Va trovata quindi una chiave ulteriore ai volumi annuali di produzione su cui in ogni caso c’è in atto una discussione: 5 mila ettolitri l’anno, 10mila? E forse non basta nemmeno la definizione di birra cruda, ed il fatto che non vengano usati conservanti. Sino a qualche anno fa l’Italia era fanalino di coda per quanto riguarda la birra – ha concluso Borsato -,  oggi le cose sono davvero cambiate. Grazie soprattutto al cambio di immagine sulla nostra produzione dovuta essenzialmente al lavoro dei micro birrifici che hanno puntato sulla originalità, sulla novità e particolarità delle loro produzioni. Caratteristiche che hanno creato interesse verso il nostro mondo in Italia ma non solo. La lavorazione artigiana italiana si è una volta ancora distinta sui mercati internazionali”.

I numeri del resto parlano chiaro: la birra ha raggiunto il 10% del fatturato di un mercato storico come quello del vino (500 milioni rispetto ai 5 miliardi di euro). Oggi l’Italia è leader in Europa con il Veneto che guida questa tendenza seguito da Piemonte e Sicilia. Il mercato della birra dà lavoro a oltre 5mila addetti diretti che diventano 13mila se includiamo la filiera produttiva birraia (assobirra 2015 report).

La degustazione. I Birrai di Confartigianato sono arrivati “armati” di bottiglie. Cinque le birre proposte nell’occasione: Formenton di Ivan Borsato Birraio (Wheat-Wit / 4,5% vol / alta fermentazione). Bianca di grano prodotta con malti italiani, aromatizzata con coriandolo e buccia di arancia mara. La sua doppia personalità, esotica al naso e fresca in bocca, la posiziona a metà tra una Waizen (dalla quale eradita  il lievito) e una Blanche (dalla quale prende la speziatura). Fresca e poco persistente, trova l’abbinamento ideale con i piatti delicati, specie col pesce, anche crudo. Nella serata è stata servita con l’eccellente pesce arrosto proveniente dalla Valle Grande San Gaetano di Caorle, preparato dallo chef giornalista Efrem Tassinato. Altra birra servita nel convivio, la SS46 di Birrone (Bavarian Helles / 4,5% vol / bassa fermentazione) Classica Hell in stile bavarese. Il gusto pieno del malto e la bassa luppolatura ne fanno una birra adatta a tutti e a tutte le occasioni. E’ la birra della socievolezza, dei momenti sereni, degli attimi lieti che accompagnano dolcemente il nostro viaggio quotidiano. Bevuta in gruppo non basta mai. Le altre birre degustate sono state: Oppale di 32 via dei Birrai (Birra Belga /5,5% vol / alta fermentazione), birra chiara molto luppolata, schiuma bianca, compatta, sottile e persistente; colore chiaro con riflessi ramati, libero da solidi in sospensione, ma talvolta velato da lievito; perlage fine, note di caramello e toffee con sentori erbacei e fruttati di ananas maturo, equilibrato tra il gusto di caramello sulla metà anteriore della lingua e l’amaro pronunciato sulla metà posteriore, birra corposa; Seducente di Birra Camerini
American (ALe / 5,8% vol / Alta fermentazione), birra speciale con un intenso bouquet agrumato e un persistente sapore di frutta esotica che la rende molto dissetante pur mantenendo un elevato grado di complessità, dovuta alla consistente presenza di malti d’orzo e frumento e di luppoli molto aromatici e raffinati; è quindi ideale come aperitivo o per una serata in compagnia e al tempo stesso ottima in abbinamento a piatti di pesce oppure di carni bianche o formaggi freschi. Comelgo di Birra del Grillo di Luca Del Zolt, (speciale al miele delle Dolomiti / 6,8% vol / Alta Fermentazione), birra doppio malto, di colore dorato, possiede la personalità e i profumi delle valli del Verde Comelico, profumi dati dalla laboriosa opera delle api nel fare il miele che è miscelato con il mosto della birra. Abbinamento con insaccati e carpacci, carni bianche abbinate a verdure. Dopo la degustazione delle birre, i presenti sono stati sottoposti ad un questionario “propedeutico” all’individuazione dei driver di valorizzazione su cui puntare per la birra artigianale. Al prossimo incontro, l’ardua sentenza.

 

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