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Dal 9 marzo 2017, sette incontri in Veneto per conoscere meglio l’olio extra vergine d’oliva

olio-evo-coldirettiIl Veneto si conferma in controtendenza rispetto alla media nazionale della produzione di olio, che ha registrato un crollo del 30 al 40%. A livello regionale, l’incremento ha raggiunto punte del 30% stimando comunque una media di aumento pari al 10% in più su tutto il territorio.

Frodi alimentari. Se le disposizioni legislative e i controlli serrati delle forze dell’ordine impegnate quotidianamente contro i furbetti proteggono maggiormente il cittadino dall’acquisto di confezioni tarocche, non è mai abbastanza l’impegno sulle frodi alimentari sempre dietro l’angolo. La truffa più scandalosa è quella dell’aggiunta di clorofilla nell’importazioni di olio vario di semi, episodi noti all’opinione pubblica per pagine intere su sequestri di partite contraffatte. Ad aumentare la confusione anche i “falsi miti” quelli delle credenze popolari. Su questo non sono mancate le sottolineature di Moreno Morello, inviato di Striscia la notizia, sempre in prima linea con il fiuto del segugio per denunce e servizi di utilità collettiva. Con alcune domande ai presenti su presunte convinzioni o meno ha evidenziato dubbi e perplessità sulla conoscenza effettiva del vasto mondo oleario.

Sette incontri per conoscere meglio l’olio Evo. Nasce da questa riflessione il progetto “Olio d’oliva, questo conosciuto” presentato giovedì 23 febbraio scorso a Palazzo Balbi a Venezia. Pensato dall’assessorato allo sviluppo economico e realizzato su finanziamento ministeriale dove Coldiretti, con tutte le sue articolazioni Donne e Giovani Impresa, agriturismi di Terranostra, consorzi dei mercati di Campagna Amica, si schiera a fianco di Federconsumatori con la collaborazione di Aipo, per organizzare almeno sette incontri di carattere provinciale presso le proprie sedi al fine di divulgare gli elementi base di questa tipicità blasonata con varie Dop (del Garda, Veneto Valpolicella, Veneto Euganei Berici, Veneto del Grappa). “Giovanna Capuzzo, numero uno di Federconsumatori Veneto ha spiegato come si svolgeranno gli incontri: “Durante la lezione sarà svelato l’abc della spesa consapevole: il prezzo di un litro di olio d’oliva extra vergine, la differenze di costo, cos’è la sansa o l’olio lampante, l’obbligo dell’etichetta e le eventuali parole scritte in piccolo, l’inganno in agguato sull’origine e soprattutto una volta comprato colore, aspetto, gusto, abbinamenti e impiego in cucina e..perchè no anche per la bellezza”.

Calendario incontri. Dalle ore 18.00 alle ore 21.00, nelle sedi provinciali Coldiretti: giovedi 9 marzo, Mestre (VE), via Torino, 180; giovedi 16 marzo, Padova, via della Croce Rossa, 32; giovedi  23 marzo, Belluno, via del Boscon, 15 Salce; giovedi 30 marzo, Verona, viale del Lavoro, 52; giovedi 20 aprile, Treviso, via Sante Biasuzzi, 20 Paese; giovedi 27 aprile, Vicenza, via L.Lazzaro Zamenhof, 697; giovedi 04 maggio,  Rovigo, via A.Mario, 19.

Produzione sale, non altrettanto il consumo. Con 7 mila olivicoltori che lavorano 5mila ettari di olivi distribuiti tra le province di Verona, Padova, Vicenza e Treviso pari ad un raccolto di quasi 21mila quintali, gli olivicoltori del nord possono ironicamente “far le scarpe” ai colleghi del sud dove la vocazione a questa coltura è più radicata e storica. “Merito di una grande preparazione tecnica e dell’alta specializzazione degli operatori – conferma Albino Pezzini, presidente dell’Associazione Interregionale dei produttori olivicoli (Aipo)– favoriti da un andamento climatico che porta temperature miti in altura,  ma anche grazie ad un pizzico di fortuna in quanto le nostre piante sono state risparmiate da malattie che hanno segnato duramente alcune regioni del sud d’Italia”. “A questo sforzo imprenditoriale dovrebbe corrispondere un consumo di olio d’oliva pertinente – sostengono Franca Castellani, responsabile di Donne Impresa e Alex Vantini, delegato Giovani Coldiretti – invece dobbiamo fare i conti con un timido approccio nei confronti di questa bontà: lo provano i dati che rivelano come nelle città più turistiche non ci sia questa grande attenzione all’oro verde. Possiamo certo comprendere se gli amici rodigini e soprattutto i bellunesi, legati più al burro che all’olio d’oliva, non brillino nella classifica dei consumatori, facciamoci però qualche domanda piuttosto sulla promozione presso la ristorazione collettiva, la grande distribuzione  e altri canali presi in considerazione dalle indagini interne”.

Fonte: Servizio Stampa Coldiretti Veneto

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