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Regione Veneto, approvata la legge quadro per il contenimento graduale del consumo del suolo

Lunedì 29 maggio scorso, il Consiglio regionale del Veneto ha approvato con 26 voti favorevoli, 13 contrari e 4 astenuti la nuova Legge Quadro per il contenimento graduale del consumo di suolo.
2050, obiettivo consumo zero del suolo. “Con la nuova legge si promuove un processo di revisione sostanziale della disciplina urbanistica che, oggi, deve essere ispirata ad una nuova coscienza delle risorse territoriali ed ambientali. In particolare la nuova disciplina mira a ridurre progressivamente il consumo di suolo non ancora urbanizzato, in coerenza con l’obiettivo europeo di azzerarlo entro il 2050”. E’ quanto sottolinea l’assessore regionale al territorio a conclusione del dibattito in Consiglio regionale che ha portato all’approvazione della normativa.
Nello specifico la Giunta regionale, sentita la competente commissione consiliare, stabilirà la quantità massima di consumo di suolo ammesso nel territorio regionale nel periodo preso a riferimento e la sua ripartizione per ambiti comunali o sovracomunali omogenei, sulla base delle specificità territoriali e delle informazioni fornite dai comuni. La quantità massima del consumo di suolo ammesso nel territorio regionale sarà sottoposta a revisione almeno quinquennale. I comuni approvano la variante di adeguamento dello strumento urbanistico generale al provvedimento di Giunta regionale.“Particolare rilievo nell’impianto normativo della legge – conclude l’assessore – rivestono le previsioni volte alla riqualificazione edilizia ed ambientale e alla rigenerazione urbana, che indicano forme ed azioni quali la demolizione di opere incongrue o di elementi di degrado, il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e lo sviluppo di tipologie edilizie urbane a basso impatto energetico e ambientale. A tal fine viene istituito uno specifico fondo regionale”.
Perplesse parte delle minoranze, che, oltre ad aver chiesto un maggior finanziamento alla legge per “dare un chiaro segnale del nuovo corso imboccato dalla regione sulla materia”, come ha sottolineato il controrelatore di minoranza, hanno contestato comunque l’eccessiva presenza di eccezioni rispetto alle norme di contenimento del suolo, “una legge che non ha raggiunto gli obiettivi che si era posta”. Il Presidente della II Commissione, nella replica finale ha rimarcato come “il Veneto con questa legge entra nel club della poche regioni che in Italia hanno una legge specifica sul consumo del suolo: oggi è un giorno in cui si inizia a parlare di una nuova attenzione verso il paesaggio, verso la bellezza, verso il territorio. Sono convinto che l’applicazione di questa legge inizierà un percorso di cura del paesaggio. Questa legge è pienamente rispondente a quanto aveva posto nel suo programma il presidente della Giunta. Chi sostiene che questa legge non è coraggiosa dice il falso: questa è una legge coscienziosa, che dà l’avvio ad una nuova stagione. E’ l’inizio di un nuovo percorso e che andrà valutata con i provvedimenti attuativi affidati alla Giunta”.
Rischio idrogeologico. “Con l’approvazione della nuova legge sul consumo del suolo abbiamo finalmente sancito il principio che i piani urbanistici devono adeguarsi alla pianificazione del rischio idrogeologico, tenendo tra l’altro conto anche del problema dell’impermeabilizzazione del suolo”. A dirlo è l’assessore regionale all’ambiente e alla difesa del suolo dopo l’approvazione delle nuove norme in materi. “Uno dei concetti più sbagliati, che in taluni casi avevano caratterizzato anche le scelte di diversi comuni e a cui con questa legge finalmente poniamo un freno, è quello – spiega l’assessore – secondo il quale gli interventi di sicurezza idraulica dovrebbero sottostare alla pianificazione urbanistica. In risposta a queste convinzioni, purtroppo a volte avallate dagli stessi amministratori locali che dovrebbero salvaguardare la sicurezza del loro territorio, tracciamo una nuova rotta che certamente sarà  utile per non ripetere gli errori pianificatori del passato, urbanizzato in maniera del tutto sconnessa e senza considerare il rischio idrogeologico. Come ho ricordato spesso nei miei interventi pubblici – sottolinea l’assessore – è infatti l’urbanistica che deve adeguarsi agli aspetti della sicurezza idraulica e non viceversa: le soluzioni ai problemi idraulici non cambiano a seconda della prospettiva politica o se qualche comitato alza la voce”.
Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto/Ansa.it
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