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Le antiche faggete italiane iscritte nella lista del Patrimonio dell’Umanità Unesco

foto ilrestodelgargano.it

La 41° sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco un insieme di dieci antiche faggete italiane per una superficie di 2127 ettari nel contesto del sito ambientale transazionale delle Foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d’Europa.Si tratta di foreste europee sviluppatesi a partire dalla fine dell’era glaciale che si sono adattate a differenti condizioni climatiche, geografiche e fisiche. L’ Italia si aggiunge a questo sito transnazionale che include ben 12 Stati.

Le dieci faggete ricche di piante secolari riconosciute come patrimonio dell’umanità si estendono dalla Toscana alla Calabria. Quasi tutte le faggete italiane fanno parte di parchi naturali, come quelle che si trovano sull’Appennino tosco-romagnolo e che fanno parte della riserva di Sasso Fratino, nel Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna. Scendendo nel Lazio, la provincia di Viterbo, che ospita ben due faggete secolari: quella del Monte Cimino, a Soriano del Cimino, e quella del Monte Raschio, nel Parco naturale di Bracciano-Martignano. Tra le altre faggete secolari riconosciute patrimonio dell’umanità ci sono quelle del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e, in Puglia, quelle della Foresta Umbra, con piante alte fino a 50 metri che si trovano nel cuore del Parco nazionale del Gargano. Tra Basilicata e Calabria c’è la Foresta vetusta di faggio di Cozzo Ferriero del Parco nazionale del Pollino, che si estende per circa 70 ettari, con piante di quattro secoli.

Le mura di difesa della Serenissima. Sono state inoltre iscritte le “Opere di difesa veneziane tra il XVI ed il XVII secolo: Stato di Terra – Stato di mare occidentale”, un sito seriale transnazionale presentato nel 2016 dall’Italia (capofila) insieme con Croazia e Montenegro all’Unesco a Parigi. Il sito raccoglie un insieme straordinario dei più rappresentativi sistemi difensivi realizzati dalla Repubblica di Venezia, progettati dopo la scoperta della polvere da sparo e dislocati lungo lo Stato di Terra e lo Stato di Mare. Per decisione del Comitato del Patrimonio Mondiale, entrano a far parte del sito Unesco le opere di difesa presenti a Bergamo, Palmanova, Peschiera del Garda per l’Italia, Zara e Sebenico per la Croazia, Cattaro per il Montenegro. Salgono così a 53 i siti italiani iscritti nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Fonte: Ministero dei beni culturali/Unesco

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