• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Siccità estate 2017, la situazione in Veneto

Acqua, nella siccitosa estate 2017 in Veneto, l’emergenza è su Adige e Po.

Le portate dell’Adige, a Boara Pisani, sono sui 80 mc/s, il livello idrometrico invece è pari a -3,75 m (ore 9:30). È importante ricordare che sotto ai -3,50 metri la barriera anti intrusione del cuneo salino va in crisi. La portata del Po, a Pontelagoscuro, è invece di 551 mc/s, con un livello idrometrico pari a -6,23 m (ore 10:00). Anche per il Po i livelli sono preoccupanti. Questo ha comportato la chiusura di tutte le derivazioni nel tratto compromesso dal sale, che ha risalito la corrente dei fiumi per circa 10 km. E’ una situazione che perdura ormai da aprile e solo una portata d’acqua importante può lavare via il sale che finora ha risalito il fiume, con le relative conseguenze per l’agricoltura e gli impianti idropotabili. Per fare un paragone, lo scorso luglio la portata media del fiume era intorno ai 600 metri cubi al secondo. Non ci sono allarmismi per l’area della Piave. Giuseppe Romano, presidente di Anbi Veneto rassicura: “Bacini montani al 95% del volume invasabile. Situazione sotto controllo”.

Per quanto riguarda il Brenta, il Consorzio di bonifica Bacchiglione ha adottato diverse misure straordinarie, come pompe d’emergenza sul Novissimo, accordi con il Genio Civile per la regolazione delle paratoie che scaricano in laguna e sfalci straordinari per migliorare il deflusso d’acqua. Il Consorzio Brenta, inoltre, da anni segnala alle superiori Autorità la necessità di finanziare interventi di trasformazione pluvirrigua e di rimpinguamento delle falde, per l’attuazione dei quali si è già attivato con la predisposizione di appositi progetti. Sul canale Leb la portata concessa è di 32 metri cubi di acqua, derivata totalmente per l’irrigazione. La richiesta d’acqua è massima.

Le variazioni climatiche obbligano i politici ai fatti. Afferma al proposito Coldiretti Veneto: “Non è più derogabile il varo di un piano infrastrutturale nè si può far affidamento ai fondi nazionali oramai insufficienti e tardivi. La Regione Veneto deve intraprendere azioni per individuare le zone critiche, agire sulla politica integrata dei finanziamenti coinvolgendo tutte le risorse economiche possibili, sbloccare quanto già previsto sul Programma di Sviluppo Rurale per il risparmio del bilancio idrico nelle aziende agricole. Nel complesso questa operazione non ha tempi lunghi perché sostenuta dai Consorzi di Bonifica, partner progettuali per 146 milioni di euro. E’ ora di prendere atto che le variazioni climatiche obbligano anche i politici ai fatti”.

Fonte: Servizio Stampa Anbi Veneto/Coldiretti Veneto

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: