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Frutticoltura, a Bolzano si studiano nuove tecnologie per ottimizzare lo stoccaggio

Sviluppare e ottimizzare le tecnologie di stoccaggio della frutta: questo l’obiettivo di uno studio discusso nei giorni scorsi presso il Centro di sperimentazione Laimburg (BZ), che illustra le principali novità della ricerca e dello sviluppo tecnologico in questo settore.

Tra coltivazione e consumo, un terzo dei prodotti viene perso. Lo stoccaggio svolge un ruolo di rilievo per contenere le perdite di prodotto, aspetto non certo secondario se si considera che circa un terzo dei prodotti alimentari viene meno lungo la catena tra coltivazione e consumo. La causa delle perdite di prodotto durante lo stoccaggio possono essere ricondotte a vari fattori fisiologici, tra i quali condizioni sfavorevoli di sviluppo, meteo, errori nella determinazione temporale del raccolto e fattori legati allo stoccaggio stesso.

Il quoziente di respirazione delle mele. Nell’ambito del progetto di ricerca “StoreWare”, finanziato con il programma europeo Interreg V, vari partner stanno individuando le misure più adeguate per minimizzare le perdite, mentre gli esperti del Centro Laimburg stanno lavorando ad una app denominata “FrudiStor” in grado di individuare i danni alle mele nella fase di stoccaggio. Il Centro Laimburg, inoltre, nel corso di un progetto di ricerca, grazie alle nuove tecnologie ha individuato il livello di criticità riferito al contenuto di ossigeno nelle mele ai fini del loro stoccaggio ottimale, ovvero il quoziente di respirazione. In tal modo è possibile evitare eventuali danni al prodotto. Infatti, se è vero che tramite l’atmosfera dinamica controllata DCA si riduce il contenuto di ossigeno nei frutti rallentandone la maturazione e migliorando così la possibilità di stoccaggio, è anche vero che una riduzione eccessiva di ossigeno può provocare processi di fermentazione.

Il grado di maturazione dei frutti può essere determinato non solo durante lo stoccaggio, ma anche direttamente sul campo coltivato. Tutto ciò grazie ad Harvista, un prodotto in grado di ritardare i tempi del raccolto già largamente in uso negli USA e in America Latina, che attualmente si trova in fase di test in Europa. Prima della messa a disposizione del prodotto nel 2020/21, il Centro Laimburg farà delle prove in modo da fornire ai frutticoltori altoatesini le relative indicazioni d’uso più adeguate. Nel corso del convegno si è parlato, altresì, delle opportunità e dei limiti connessi alla coltivazione in quota delle mele.

Fonte: Provincia Autonoma di Bolzano

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