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A Padova il mondo tecnico discute di gestione ambientale del prodotto

A Padova, sono in corso di svolgimento, fino ad oggi, i tavoli di normazione internazionale ISO per la definizione delle linee guida strategiche per la gestione ambientale di prodotto dei prossimi anni. Per tre giornate, 30 delegati della Commissione ISO TC 207, costituita presso la International Organization for Standardization (praticamente le Nazioni Unite tecnico-scientifiche), provenienti dalle più prestigiose realtà al mondo, si sono dati appuntamento nella città del Santo per parlare di ambiente.

L’Italia è rappresentata dall’UNI – Ente Italiano di Normazione, che ha delegato CESQA, il Centro Studi Qualità e Ambiente dell’Università di Padova, in virtù della sua esperienza nella ricerca pura e applicata per lo sviluppo di politiche di sostenibilità ambientale a livello internazionale. CESQA da più di 10 anni partecipa ai tavoli ISO come rappresentante per l’Italia e quest’anno è stato scelto per coordinare l’organizzazione del meeting in materia di Life Cycle Assessment (Analisi del ciclo di vita) e di “impronte climatiche”. Il Ministero dell’Ambiente ha concesso il patrocinio.

Definito il quadro di riferimento. Il direttore di CESQA, Antonio Scipioni, spiega: “I Tavoli ISO si concentrano sulle metodologie tecnico- scientifiche per la valutazione delle impronte ambientali delle attività e dei prodotti, secondo la metodologia detta LCA (Life Cycle Assessment o valutazione sul ciclo di vita), cioè con una precisa verifica degli effetti considerati sull’ambiente, prima, durante e dopo l’utilizzo umano”. Alessandro Manzardo, docente, aggiunge: “In questa occasione si va a definire il quadro di riferimento, con cui tutte le aziende impegnate nella salvaguardia dell’ambiente si dovranno confrontare. Si parlerà di come rendere più affidabili i risultati delle analisi LCA oltre che di processi decisionali per minimizzare gli impatti ambientali dei prodotti e dei processi industriali”.

L’impronta umana sull’ambiente dovrebbe essere reversibile. Infatti, troppo spesso attività e prodotti della civiltà contemporanea vengono valutati solo per i benefici immediati che danno allo sviluppo economico, senza pensare alle ripercussioni negative determinate dai loro effetti sul lungo periodo, in termini di compromissione dell’ambiente o di sfruttamento irreversibile di risorse. “L’impronta, che l’uomo lascia sul nostro pianeta dev’essere compatibile con il delicato equilibrio naturale – spiega ancora Scipioni – dovrebbe essere più simile ad un’impronta del piede sulla sabbia, assolutamente reversibile, piuttosto che a quella di un escavatore, che estrae materiale per l’industria”. L’impatto sull’atmosfera, in termini di emissioni di anidride carbonica data prevalentemente dalle fonti energetiche fossili, viene calcolato con la cosiddetta “carbon footprint” o impronta di carbonio: tanto minore è l’impronta di un’attività umana, tanto maggiore è il contributo alla lotta ai cambiamenti climatici.

Da qualche anno CESQA è capofila degli studi di ricerca europei sulla “water footprint”,vale a dire l’impronta d’acqua, che guarda all’impatto sulle risorse idriche, sempre più a rischio per quantità e qualità. “Dai consumi per le attività antropiche alla depurazione acque, dalla conservazione dei ghiacciai alla tutela dei corpi idrici, l’acqua dolce è una risorsa assai limitata sul pianeta, esposta sia alle aggressioni umane per usi civili e produttivi, sia ai cambiamenti climatici; sempre più spesso anche i flussi migratori in vaste aree del Pianeta sono ricondotti alla carenza d’acqua” annota Scipioni. I Tavoli ISO di Padova sono quindi un’ulteriore occasione di consolidamento dell’appartenenza di CESQA e dell’intera realtà accademica patavina alla rete internazionale di conoscenze tecnico-scientifiche d’avanguardia, nonchè di partecipazione attiva alla definizione degli standard, cui tutti gli scienziati del mondo sono chiamati ad uniformarsi. A Padova, dopo tre giorni di confronti, la sostenibilità ambientale potrà dire di aver fatto un altro passo avanti, segnando con una impronta, questa volta positiva, il futuro del nostro pianeta.

Fonte: Servizio Stampa CESQA

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