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Vivere in un “Comune fiorito” migliora umore, salute e spesa pubblica sanitaria

(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) A novembre 2017 si sono tenute a Spello (PG) le premiazioni dei Comuni Fioriti d’Italia sotto la guida del presidente dell’Asproflor Renzo Marconi. Due giorni ricchi di iniziative, a partire da un convegno riguardante le implicazioni che ci sono tra verde, benessere e salute pubblica.

un momento del convegno a Spello (PG)

Obiettivo: vivere bene nella propria città. Qualcuno associerà, banalmente, l’idea dei Comuni fioriti a un aspetto frivolo, superficiale, la solita “melassa” della sola estetica (per citare il titolo della prefazione del libro “Amico Albero” il cui autore, Francesco Ferrini, è stato uno dei relatori più coinvolgenti). E invece c’è da sorprendersi conoscendo dati e studi che autorevoli relatori hanno snocciolato nel corso della due giorni. Lo scopo principale è vivere bene nella nostra città, senza dover cercare un po’ di benessere solo per pochi giorni all’anno fuggendo in occasione delle ferie. Abitare in un “Comune fiorito” ha risvolti inaspettati: lavorando insieme con i cittadini cresce il senso di appartenenza tanto da rendere fieri gli abitanti della loro città bella e pulita. Un effetto domino di positività: più sono curati e in ordine le aiuole pubbliche, i parchi, i viali alberati, le case degli abitanti e i loro giardini e meno rifiuti vengono abbandonati.

Ma è l’aspetto sanitario che più è rilevante. Anche pensando solo all’aspetto estetico è scientificamente provato che luoghi fioriti migliorano lo stato psicologico delle persone perchè il nostro cervello produce più seratonina, che è l’ormone della felicità (grazie ai “Neuroni a specchio”). C’è da conoscere un dato economico semplice: quale pensiamo sia la malattia che ha più incidenza sui costi sanitari? Potremmo supporre le malattie oncologiche e invece sono le malattie psichiche, per le quali si ha una spesa annua in Italia di 14 miliardi (dato del 2015).

verde pubblico a Spello (PG)

Studi testimoniano che colui che vive in un “Comune Fiorito” è più felice e si lamenta meno: vi pare poco? E il verde ben progettato, cioè con una progettazione funzionale, ha effetti straordinari sulla nostra salute riducendo fino al 10% i costi sanitari. E’ stato calcolato che un aumento del 3% delle aree verdi su una città corrisponde a un risparmio in spese sanitarie di circa 4 milioni di Euro. Generalmente si pensa che non realizzando il verde si risparmia (soprattutto in manutenzione) ma ogni euro non speso corrisponde a 1,43-1,69 di costi da sostenere. “Spendere” nel verde significa (paradossalmente) risparmiare e questo concetto combacia con un proverbio veneto che non mi stancherò mai di citare: “chi più spende manco spende”, e se ci pensiamo bene in molte occasioni nella nostra vita abbiamo sperimentato situazioni in cui abbiamo lesinato nello spendere e questo ci è costato caro o non abbiamo avuto soddisfazione del risultato finale mentre, al contrario, avendo sostenuto una spesa cospicua (ma ponderata) abbiamo avuto grande soddisfazione e beneficio. E’ così è per il verde. “Spendere” nel verde è un investimento nel futuro, ma un investimento con una alta resa.

Un albero in città “rende” in termini di efficienza più che un albero nel bosco. Quando si parla di PM10 crediamo (pensiamo) che queste polveri sottili creino problemi solo ai polmoni (ed è anche così, infatti fanno più morti che non il fumo delle sigarette) ma non immaginiamo che le polveri sottilissime (PM2,5 e PM0,5) entrano nel “torrente sanguigno” del nostro corpo creando problemi a molti organi; in primis all’apparato cardiovascolare. Da uno studio del Ministero della Salute del 2016, riguardante le malattie croniche, è stato evidenziato come quelle direttamente connesse con l’inquinamento atmosferico siano “solamente” le malattie cardiovascolari, neurodegenerative, respiratorie (tra cui l’asma), endocrine, renali. Ma sempre le piante riescono a offrirci grandi risposte come, per esempio, trattenendo grandi quantità di polveri sottili e sottilissime, anche con efficienze diverse da specie e specie (quindi non è banale usare una o l’altra pianta). Sempre secondo studi scientifici, un albero in città ha generalmente una resa (in efficienza) 3-5 volte maggiore rispetto lo stesso albero in un bosco. E’ per questo che dobbiamo circondarci di alberi, arbusti, erbacee e tanti fiori: ci fanno star meglio, molto meglio, e ci fanno risparmiare.

 

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