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Allarme in Veneto per gli uliveti, attaccati da funghi patogeni. Nel Padovano, colpito il 30 per cento circa delle piante.

Le ondate di freddo tra febbraio e marzo scorso hanno lasciato il segno sugli uliveti: pare sia questa infatti la principale causa di un fenomeno che sta preoccupando gli olivicoltori veneti, a partire da quelli dei Colli Euganei, nel Padovano. “Due funghi stanno attaccando migliaia di ulivi in maniera particolarmente aggressiva, provocando il disseccamento della pianta fino alla morte per apoplessia, causata dalla chiusura totale dei vasi linfatici, come fosse un infarto”, spiegano i tecnici di Coldiretti Padova, dopo aver eseguito un sopralluogo in alcune aziende olivicole dei Colli Euganei nelle quali si è notata questa nuova emergenza fitopatologica.

Alla ricerca di una cura efficace. “Il freddo della fine dell’inverno – prosegue Paolo Minella, responsabile ambiente di Coldiretti Padova – ha provocato delle micro ferite sui rami di ulivo, nelle quali sono entrati dei patogeni fungini particolarmente aggressivi, della famiglia delle tracheomicosi. Questi funghi hanno interessato i vasi linfatici delle piante, prima in forma lieve e poi con il passare del tempo sempre più accentuata, provocando disseccamenti diffusi, fino ad arrivare alla morte di numerosi olivi”. Per studiare il fenomeno sono stati coinvolti il servizio fitosanitario regionale e istituti universitari. Dalle analisi chimiche effettuate, ad oggi ancora in fase di approfondimento, sono stati individuati in particolare due patogeni fungini, “phytophthora” e “phoma”. Ora la speranza è quella di arrivare al più presto a formulare una cura efficace, che potrebbe essere attuata con prodotti fitosanitari sistemici a base di triazoli, un po’ come i nostri antibiotici.

Colpito nella regione il 40 per cento delle piante coltivate. In Veneto su circa 5.000 ettari coltivati ad oggi si stima che questo “attacco” abbia raggiunto il 40% delle piante coltivate. Nei Colli Euganei Coldiretti Padova sta monitorando la situazione ipotizzando un coinvolgimento di circa il 20/30% delle piante. Nel Veronese, sul Lago di Garda in particolare, la percentuale si abbassa al 20% mentre nelle colline trevigiane e nell’area di Valdobbiadene si raggiungono punte di attacco più gravi che arrivano a interessare anche il 70/80% delle piante. La preoccupazione è altissima fra gli olivicoltori, ricorda Coldiretti Padova, reduci dalla predicente annata in forte flessione e ora alle prese con questo nuovo allarme che rischia di avere delle ripercussioni sulla produzione dell’olio extravergine dei Colli Euganei, sempre più richiesto e ricercato per le sue pregiate caratteristiche organolettiche.

La provincia di Padova conta oltre 450 ettari di ulivi e 80 mila piante circa, coltivate sui Colli Euganei. La produzione lo scorso anno è stata di circa 12-15 mila quintali di olive da cui si sono ricavati intorno ai 2 mila quintali d’olio. Olio di alta qualità, in ogni caso, perché le olive erano perfettamente sane. In provincia di Padova gli olivicoltori, per professione o per hobby, sono circa 900. Ovviamente sono determinanti per la resa finale la tecnica di coltivazione, di raccolta e di spremitura.

Fonte: servizio stampa Coldiretti Padova

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