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Dai Pfas alla Sesa: è il Veneto, la nuova terra dei fuochi?

Fabrizio Stelluto, presidente Argav

(di Fabrizio Stelluto, presidente Argav) Attenzione: la vicenda Sesa (Società Estense Servizi Ambientali Spa di Este, in provincia di Padova) – Fanpage è una di quelle in cui la comunicazione rischia di focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica “sul dito invece che sulla luna” ed è una di quelle, in cui, i colpevoli, se riconosciuti tali, dovranno essere puniti e le chiavi, metaforicamente, buttate via.

Non mi scandalizza la supposta profferta di 300.000 euro in pubblicità pur di “controllare” l’inchiesta giornalistica (non sono nato ieri…), né sono disposto a plaudire, senza ulteriori verifiche, alla “schiena diritta” del sito d’inchiesta (ne ho viste di tutti i colori…), ma vorrei richiamare l’attenzione, oltre al terribile danno all’ambiente ed alla salute pubblica eventualmente arrecati, sulla figuraccia “planetaria”, cui sono stati indotti (ritengo incolpevolmente) Coldiretti e Ministro alle Politiche Agricole (oltre agli altri invitati), promotori di una mega iniziativa, a metà Aprile, per promuovere l’uso di compost di qualità, svolta a Giare di Mira nel veneziano, proprio in un’azienda agricola di Angelo Mandato, coinvolto nell’”affaire” e socio al 49% di Sesa, nel cui compost, allora indicato come esempio di qualità, pare invece siano state riscontrate sostanze altamente inquinanti.

Ora chi glielo dice, al titubante agricoltore mio vicino a quel simposio, che aveva ragione a dubitare di fronte alle forti sollecitazioni dei relatori, ma che l’uso del compost (quello vero) è una scelta indispensabile per un mondo sostenibile? Senza nulla togliere ai gravissimi reati eventualmente commessi e per i quali la giustizia farà, nel caso, il suo corso, è l’uccidere il futuro del Pianeta, l’aspetto che più mi colpisce; di fronte ai sacrosanti appelli dei giovani a garantire il loro domani su questa Terra, è vigliacco approfittare della buona fede del mondo contadino e di chi lo rappresenta. Per questo, se le accuse saranno confermate, è gravissima la “distrazione” del Comune, socio di maggioranza di Sesa: saremmo al paradosso della “terra dei fuochi”, inquinata da suoi stessi abitanti (camorristi). Così, si toglie ogni speranza: le Istituzioni avranno le loro colpe, ma qui, sotto accusa, c’è l’irresponsabilità individuale ed umana di chi non solo avrebbe diffuso materiali inquinanti sulle campagne, ma avrebbe gabbato la fiducia platealmente accordatagli. Per me, è da ergastolo (metaforicamente, perché non sono uomo di legge).

 

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