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«Raccontare la verità» contro le fake news: al via il corso di alta formazione UniPd, avvio il 10 aprile, iscrizioni entro mercoledì 10 marzo 2021

“Raccontare la verità – Come informare promuovendo una società inclusiva e combattere le fake news”: è il primo corso universitario “anti-bufale” rivolto ai giornalisti e a quanti, a vario titolo, si occupano di comunicazione. A organizzare l’offerta didattica di alta formazione è l’Università di Padova insieme a Federazione nazionale stampa italiana (Fnsi), Sindacato giornalisti Veneto (Sgv) e Articolo 21, con la collaborazione di Ordine dei giornalisti del Veneto, Sindacato giornalisti del Trentino Alto Adige e Inpgi. Si tratta di un progetto pilota in Italia nato dall’alleanza fra il mondo della ricerca e dello studio (università) e il mondo dell’informazione (i giornalisti) all’insegna della multidisciplinarità per fornire strumenti culturali e tecnici utili ad affrontare la complessità dell’ecosistema dei mass media al tempo dei social e della pandemia.

Dieci lezioni on line, con cadenza quindicinale, per un totale di 60 ore, al sabato mattina dalle 9 alle 13 e al venerdì pomeriggio dalle 14.30 alle 18.30: avvio il 10 aprile, conclusione a fine ottobre, con tesi e conseguimento diploma universitario. Il bando per iscriversi – termine ultimo il 10 marzo 2021 – è sul sito dell’Università di Padova, titolo di studio richiesto il diploma di scuola superiore. La quota richiesta è fissata in 500 euro, il minimo imposto, e comprende il volume ‘La passione per la verità’ in omaggio. Sconto per i primi venti giornalisti non dipendenti under 45 che formalizzeranno la propria adesione. INFO E ISCRIZIONI QUI

«Le fake news? Una delle principali cinghie di trasmissione delle diseguaglianze, fra i temi più caldi della nostra società. La realtà è complessa e non può essere semplificata da una visione parziale o da un approccio stereotipato o peggio ingabbiato da pregiudizi o manipolato da “bufale”. Serve il pensiero critico che va costruito con l’analisi, lo studio, l’impegno, il confronto e l’ascolto». A parlare è Laura Nota, professoressa ordinaria del Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia applicata all’Università di Padova, delegata del Rettore per l’Inclusione e la Disabilità: è lei a dirigere il corso che vede tra i docenti giornalisti esperti e insegnanti universitari di facoltà umanistiche e scientifiche (psicologia, sociologia, economia, matematica, ingegneria, informatica). Lo spunto arriva dalla consapevolezza della necessità di una sfida culturale e civile per condividere il valore della conoscenza / informazione quale baluardo di democrazia e strumento di crescita sociale. Ma anche dal tentativo di fornire ai giornalisti e agli addetti ai lavori, nella pratica quotidiana della professione, strumenti concreti per porsi e proporsi come mediatori qualificati e leali fra la fonte e il lettore / telespettatore / radioascoltatore / navigatore, in grado di utilizzare al massimo delle loro potenzialità i vari media con cui si trova a operare.

Le lezioni sono state organizzate in maniera da favorire lo scambio, il dialogo, l’interazione fra i docenti e i corsisti per stimolare la riflessione e l’apprendimento attivo, anche con esercitazioni pratiche e giornate di approfondimento su tematiche di attualità come la divulgazione scientifica e l’infodemia da Covid. Queste le tappe programmate: L’ecosistema socio-economico e mediatico complesso e frammentato e il pensiero critico quale antidoto; L’industria editoriale, la disintermediazione, le discriminazioni, l’informazione e la comunicazione; L’innovazione tecnologica e i social media: ricadute in termini di caos informativo; la responsabilità della Rete, moltiplicazione dei mezzi non significa pluralismo informativo e accessibilità consapevole; linguaggio della discriminazione e dell’odio; Costruire contesti inclusivi, improntati a giustizia sociale e sostenibilità: cosa vuol dire inclusione, cos’è la giustizia sociale, ruolo dei diritti umani, come questi elementi si intersecano con le azioni giornalistiche; cosa sono gli stereotipi e come si formano, come si contrastano; Linguaggio inclusivo, attento alla parità di genere, e come controllare attendibilità e validità nei processi di raccolta delle informazioni; come riconoscere e fronteggiare forme linguistiche aggressive e svalutanti anche a vantaggio di un ruolo educativo dell’attività giornalistica; Tecnologie, piattaforme digitali, accessibilità e innovazione sociale nel settore giornalistico a vantaggio della qualità, la costruzione degli algoritmi nell’informazione, oltre il fact checking; Il giornalismo di inchiesta sociale tra oscurità e querele bavaglio, come riconoscere e fronteggiare la fabbrica del falso che inquina le democrazie, l’informazione scientifica e il proliferare delle superstizioni della pseudoscienza; La deontologia professionale come assunzione di responsabilità civile, la libertà di stampa in Europa e nel mondo tra “editti bulgari”, le carte dei giornalisti, i diritti dei giornalisti a partire dal contratto di lavoro.

Fonte: Refusi

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